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Redfall – Recensione

Arkane Studios ci porta uno sparatutto in prima persona con un tocco originale usando la sua esperienza nel genere e volendo dargli una nuova svolta. Hanno raggiunto con Redfall un nuovo successo o siamo di fronte a quello che potrebbe essere considerato il loro primo “fallimento”? Durante questo viaggio, le sue diverse divisioni ci hanno portato giochi autentici e nuove saghe come Dishonored, le ultime puntate di Wolfenstein o il ritorno di Prey e il godibilissimo Deathloop che ha recentemente terminato la sua esclusiva con Sony e visitato, finalmente, i circuiti di Xbox Series X | S. La verità è che, nel tempo, siamo stati in grado di confermare che Arkane Studios di solito comporta pochi rischi quando investiamo i nostri soldi in una delle sue proposte.

La storia

Redfall ci colloca nell’omonima città, all’interno di un’isola appartenente allo stato del Massachusetts, che è stata isolata dal resto del mondo grazie ai vampiri, che sono riusciti a bloccare il sole, le comunicazioni con l’esterno e l’unica via di fuga che il mare supponeva, vagando così a proprio agio. Il nostro protagonista è uno dei pochi sopravvissuti di un evento così macabro, e, più specificamente, di una piccola spedizione di poco più di venti cittadini che ha cercato di fuggire in barca, con scarso successo, e come potete immaginare dovrà combattere contro le orde sanguinarie che ci vengono addosso per sopravvivere e restituire la luminosità al sole per combattere il male che devasta la città e possiamo farlo sia da soli che accompagnati.

La storia ci sarà raccontata attraverso video con narrazioni e immagini statiche in determinati momenti di anticipo della storia, e insieme possiamo costruire un’immagine più dettagliata del mondo e del contesto in cui ci troviamo attraverso la lettura di una moltitudine di note e testi che troveremo sparsi ovunque. Arkane Studios propone in questo caso uno sparatutto in prima persona di open world, essendo la prima volta che questo sviluppatore affronta un gioco di questo stile, più dato per presentarci avventure più lineari nel suo sviluppo della trama e scenari, pur concedendo libertà nel modo di affrontarli. La vittima principale, come a volte accade con il genere, è lo sviluppo della storia.

La prima cosa che attirerà l’attenzione, prima ancora di iniziare, è la curiosa decisione del controllo dell’interfaccia, chiaramente orientata all’uso di un mouse e adattata com’è alle levette del pad. Non è che sia qualcosa di cruciale, ma è una decisione scomoda rispetto alle alternative ampiamente consolidate nel mondo. Non saremo in grado di mettere in pausa il gioco in nessun momento. Possiamo guardare la mappa, il nostro equipaggiamento, o leggere un documento o il testo di una missione ed essere vilmente massacrati in qualsiasi momento. Il tutto, a quanto pare, indicato dal tocco focalizzato sul multiplayer ma che quando si gioca da soli non ha molto senso non riuscire in qualche modo a mettere in pausa il gioco senza doverlo chiudere in modo obbligatorio.

Ma andiamo all’inizio, non appena iniziamo, dovremo scegliere tra una delle quattro opzioni come personaggio principale da controllare. Al di là del nome e dell’aspetto, ogni personaggio avrà abilità uniche che porteranno “serie” a svilupparsi, tre per essere più precisi, che si sbloccheranno man mano che salirai di livello durante le prime battute del gioco. Queste abilità possono avere una natura soprannaturale o tecnologica e in alcuni casi coinvolgeranno la compagnia di un’entità soprannaturale o di un piccolo robot. La nostra scelta ci posizionerà meglio per affrontare il gioco in un modo specifico, potendolo fare anche attraverso lo stealth, oppure andare dritto e tirare pura e dura abilità. Si completeranno anche a vicenda in un modo che indica chiaramente il gioco cooperativo, così come altri aspetti che diventeranno evidenti durante il gioco. Anche se sarà nelle nostre mani decidere come affrontare le sfide che ci attendono.

Gameplay ed altro

Parlando di scontri, principalmente le minacce arriveranno sotto forma di vampiri, come previsto, o umani che li seguono e offrono sacrifici in cambio di continuare a sopravvivere. Nel primo caso, inoltre, dovremo tenere conto del fatto che le armi normali, sebbene indeboliscano e feriscano i vampiri, non li finiscono, per questo dobbiamo usare un palo, una volta indebolito abbastanza, o il fuoco o alcune delle nostre abilità. Comunque sia, se in qualsiasi momento ci troviamo circondati da vampiri, la strategia migliore è di solito la fuga, perché anche se uno per uno non porranno alcuna sfida in generale, in un gruppo avranno un grande vantaggio su di noi.

Inoltre, se attiriamo troppa attenzione sconfiggendo continuamente le creature della notte, apparirà una sorta di super vampiro da cui è meglio fuggire a meno che non siamo molto ben equipaggiati e vogliamo affrontare la sfida. Il modo di combattere sarà, principalmente con armi da fuoco. Queste armi saranno sparse per l’ambiente e sarà necessario trovarle per incorporarle nel nostro inventario, poiché non saremo in grado di raccogliere quelle che i nostri nemici umani lasciano, anche se ci verranno offerte munizioni a nostra discrezione quando finiremo con questi nemici. Puoi anche acquistare equipaggiamento e aggiornamenti nei rifugi in cambio di quelli che hanno chiamato punti di supporto, che saranno l’equivalente della valuta in Redfall.

Dal punto di vista visivo, bisogna riconoscere che il gioco non si distingue e che, in effetti, presenta alcune insidia. Ci sono momenti in cui la scala non sembra corretta, con finestre che dovrebbero essere alla stessa altezza del nostro sguardo eppure a malapena raggiungiamo, o qualche effetto e modellazione più tipica di un paio di generazioni fa di una Xbox Series S|X. Non c’è davvero nulla che ci sorprenda e non ci faccia pensare che Redfall non sarebbe potuto arrivare anche per Xbox One. Anche su una PC noteremo il caricamento tardivo delle texture e il gioco girerà a 30 fps molto discreti tenendo conto del risultato visivo. L’audio accompagna perfettamente, senza evidenziare troppo, al di là dell’ovvio dettaglio di essere doppiato, e non solo tradotto, in italiano. Oltre a ciò, sicuramente gonfierà quel cassetto dei disastri di giochi la cui colonna sonora non emoziona ma non disturba neanche.

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