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Demon Slayer -Kimetsu no Yaiba- The Hinokami Chronicles 2 – Recensione

Appena si avvia Hinokami Chronicles 2, la sensazione è quella di essere catapultati direttamente dentro l’anime. Il cel-shading è curatissimo, i colori brillano e ogni mossa dei personaggi sembra disegnata a mano con la stessa passione dello studio originale. Su PS5 il gioco gira fluido a 60 fps, con animazioni pulite e spettacoli visivi durante gli scontri che lasciano a bocca aperta.

Il roster è davvero ampio: oltre quaranta personaggi giocabili, tra Hashira, demoni iconici e nuove aggiunte, ciascuno con un set di mosse unico e riconoscibile. La varietà è notevole e stimola a sperimentare con diversi stili di combattimento, anche se qualcuno potrebbe trovare alcune aggiunte più di contorno che realmente incisive.

Il sistema di combattimento prende quanto di buono c’era nel primo capitolo e lo affina. I colpi sono più reattivi, le combo scorrono con fluidità e il tempismo di schivate e parate è cruciale per avere la meglio. La novità più spettacolare sono le Dual Ultimates, mosse finali di coppia che trasformano ogni scontro in una scena degna di un climax narrativo.

Le modalità di gioco ampliano l’offerta. Oltre alla Storia, che permette di rivivere gli eventi chiave della serie, troviamo sfide strutturate in percorsi con combattimenti impegnativi, pensate per mettere alla prova la padronanza dei personaggi. Le ricompense, sotto forma di skin, musiche e gallerie, danno una spinta in più a esplorare e completare ogni sfida.

Tecnicamente il titolo è un gioiellino. Gli effetti visivi, soprattutto durante le mosse speciali, sono una festa per gli occhi: colpi carichi di energia, onde d’acqua e fiamme che si fondono in coreografie spettacolari. Il sonoro è all’altezza, con doppiaggi convincenti e una colonna sonora che accompagna perfettamente l’azione.

Non è però un titolo privo di difetti: la modalità Storia, per quanto bella da guardare, è molto lineare e le sezioni esplorative risultano semplici e guidate. Anche il sistema di combattimento, pur divertente e scenografico, rimane più vicino a un picchiaduro spettacolare che a un’esperienza competitiva e tecnica.

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