Garfield: Escape from Monday prende uno dei personaggi più pigri e iconici della cultura popolare e lo mette davanti a una situazione che, almeno per lui, rappresenta probabilmente il peggior incubo possibile: una quantità apparentemente infinita di verdure, caramelle senza zucchero e soprattutto un mondo nel quale per tornare alla normalità sarà necessario lavorare molto più di quanto Garfield vorrebbe. La nuova avventura sviluppata da OSome Studio e pubblicata da Microids parte infatti da un incubo provocato da una lasagna agli spinaci preparata secondo la ricetta di Chef Monday. Garfield si ritrova così immerso in un mondo fantastico dal quale dovrà riuscire a uscire per riattivare le proprie papille gustative, attraversando livelli pieni di nemici, ostacoli e, naturalmente, una quantità enorme di lasagne.

L’idea è chiaramente quella di costruire un platform 3D accessibile e colorato, rivolto soprattutto a chi cerca un’avventura leggera e immediata. Il gioco non punta quindi sulla complessità dei moderni platformer più impegnativi, ma sulla semplicità del movimento, sulla raccolta dei collezionabili e sull’umorismo legato al personaggio. Garfield può saltare, arrampicarsi sulle pareti, raggomitolarsi e muoversi attraverso gli ambienti sfruttando la propria fisicità da gatto, con un sistema pensato per rendere il controllo immediatamente comprensibile anche ai giocatori più giovani. La scelta funziona perché il protagonista stesso diventa parte del gameplay: le sue caratteristiche non sono soltanto un elemento estetico, ma vengono utilizzate per costruire le situazioni che affrontiamo durante i livelli.
La varietà aumenta soprattutto grazie ai costumi speciali. Garfield può infatti assumere diverse forme attraverso gli abiti da tacchino, surfista e cowboy, ognuno dei quali mette a disposizione un’abilità differente. Il costume da tacchino permette di affrontare le sezioni aeree, quello da surfista consente di scivolare sull’acqua, mentre l’abito da cowboy introduce il lazo come strumento per superare determinati ostacoli e situazioni ambientali. È una soluzione semplice ma efficace, perché permette di modificare progressivamente il tipo di movimento senza complicare eccessivamente i controlli. Le abilità diventano inoltre parte integrante dell’esplorazione, dato che alcuni percorsi e alcuni collezionabili richiedono di utilizzare la forma corretta di Garfield.
L’avventura è organizzata attraverso tre mondi e più di quaranta livelli, con ambientazioni vivaci che cercano di trasformare gli incubi di Garfield in veri e propri parchi giochi. Ogni area propone una combinazione di piattaforme, nemici, ostacoli e oggetti da raccogliere, mantenendo una struttura abbastanza tradizionale per il genere. È una formula che non inventa praticamente nulla di nuovo, ma proprio per questo risulta immediata: si entra in un livello, si esplora, si raccolgono lasagne e oggetti, si affrontano gli avversari e si cerca di raggiungere l’uscita. La semplicità è chiaramente una parte fondamentale del progetto e rende il gioco particolarmente adatto a sessioni brevi o a un pubblico che non vuole affrontare una sfida eccessivamente impegnativa.

Le lasagne sono naturalmente il vero filo conduttore dell’avventura. Garfield deve mangiarne enormi quantità per riuscire a recuperare il proprio appetito e, di conseguenza, la raccolta diventa una delle motivazioni principali per esplorare ogni livello. Non si tratta quindi soltanto di raggiungere la fine del percorso: chi vuole completare davvero le aree dovrà controllare angoli nascosti, cercare percorsi alternativi e raccogliere tutti gli elementi disponibili. È una struttura che richiama direttamente la tradizione dei platformer 3D dedicati a un pubblico familiare, nei quali la progressione principale rimane accessibile mentre la ricerca della completa collezione richiede maggiore attenzione.
Particolarmente simpatica è poi l’idea di collegare la raccolta al rinnovamento della casa di Jon. Più Garfield raccoglie, più può contribuire a modificare e decorare gli ambienti della casa, ottenendo nuovi oggetti con i quali personalizzare gli spazi. È un sistema molto semplice, ma permette di dare un significato ulteriore ai collezionabili, evitando che siano completamente fini a se stessi. La casa diventa così una sorta di piccolo centro della progressione, nel quale vedere concretamente i risultati di ciò che abbiamo raccolto durante le nostre avventure.
Anche il cast di personaggi cerca di sfruttare la familiarità del marchio. Jon accompagna Garfield nella sua missione, mentre Odie, Arlene e Pookie fanno parte dell’avventura. Non mancano naturalmente alcuni dei personaggi meno amichevoli dell’universo di Garfield, come Nermal e Squeak, che diventano avversari all’interno dei mondi esplorabili. La presenza di questi personaggi è importante soprattutto per mantenere intatto il tono della serie, perché il gioco non vuole trasformare Garfield in un generico eroe da platform, ma cerca di costruire una versione giocabile del suo universo fatto di battute, cibo, pigrizia e situazioni assurde.

Il combattimento è volutamente semplice e non rappresenta l’elemento centrale dell’esperienza. Gli avversari servono soprattutto a interrompere il ritmo dell’esplorazione e a costringere il giocatore a prestare attenzione durante determinati passaggi, mentre il vero interesse rimane rivolto al movimento e alla raccolta. Questa scelta è coerente con il pubblico al quale il gioco sembra rivolgersi, ma può rappresentare anche uno dei suoi limiti per chi cerca un platform 3D più profondo. Dopo alcune ore, infatti, la struttura di base rischia inevitabilmente di diventare prevedibile, soprattutto per chi è abituato a produzioni che costruiscono meccaniche sempre nuove attorno ai propri livelli.
Su PlayStation 5 il gioco rimane un’esperienza esclusivamente single player e offline, con supporto alle funzioni del DualSense. Non sono quindi presenti modalità cooperative o competitive che possano ampliare la struttura dell’avventura. È una scelta comprensibile per un titolo costruito intorno a una campagna lineare e alla raccolta, anche se la possibilità di condividere l’esperienza con un secondo giocatore avrebbe potuto rappresentare un’aggiunta interessante soprattutto considerando la natura familiare del prodotto. La presenza dell’italiano tra le lingue supportate contribuisce invece a renderlo maggiormente accessibile al pubblico italiano.
Dal punto di vista estetico, Garfield: Escape from Monday punta naturalmente su colori vivaci, ambientazioni caricaturali e un look tridimensionale che cerca di mantenere riconoscibili i personaggi della serie. Non siamo davanti a una produzione tecnicamente pensata per mettere alla prova PlayStation 5, ma la scelta è coerente con l’obiettivo del gioco. Le animazioni e il design cercano soprattutto di restituire la personalità di Garfield e dei suoi compagni, mentre le ambientazioni oniriche permettono agli sviluppatori di non dover rispettare necessariamente la quotidianità della striscia originale. Il risultato è quindi più vicino a un grande parco giochi ispirato all’universo del personaggio che a una vera reinterpretazione narrativa del fumetto.

Il vero limite della produzione è proprio la sua semplicità. Garfield: Escape from Monday sa esattamente quale tipo di gioco vuole essere, ma raramente prova a sorprendere il giocatore con meccaniche particolarmente elaborate. Le tre forme speciali, la raccolta delle lasagne, il rinnovamento della casa e la struttura a livelli funzionano, ma rimangono elementi abbastanza tradizionali. Per un giocatore esperto del genere potrebbe quindi risultare un’avventura fin troppo semplice, mentre per un pubblico più giovane o per chi cerca un titolo rilassato questa stessa accessibilità può trasformarsi in uno dei suoi punti di forza.
Garfield: Escape from Monday è, in definitiva, un platform 3D leggero, colorato e soprattutto coerente con il personaggio che rappresenta. Non vuole reinventare il genere e non possiede la profondità dei migliori esponenti moderni del platforming tridimensionale, ma costruisce un’avventura piacevole attorno a elementi che funzionano bene insieme: tre mondi, oltre quaranta livelli, lasagne da raccogliere, costumi con abilità differenti, personaggi storici e una piccola componente di personalizzazione della casa di Jon. La sua forza è proprio quella di non prendersi mai troppo sul serio e di puntare sull’immediatezza, rendendolo un prodotto adatto soprattutto a chi cerca un’esperienza familiare e senza eccessive complicazioni.


