Mafia: The Old Country – Uomo d’Onore è un’espansione che fa una cosa particolarmente intelligente: invece di cercare di cambiare completamente la formula del gioco principale, torna indietro nel tempo e sfrutta uno dei personaggi più importanti dell’intera saga per dare a Enzo Favara una nuova storia da raccontare.

L’espansione è ambientata nell’inverno del 1905, pochi mesi dopo l’ingresso di Enzo nella famiglia criminale Torrisi. Questa volta il protagonista viene incaricato di collaborare con Ennio Salieri, molto prima che quest’ultimo diventi il Don che i fan della serie conoscono. È un incontro che, già sulla carta, possiede un enorme valore per chi conosce la storia di Mafia, perché permette di vedere Salieri in una fase completamente diversa della sua vita. Non è ancora il boss di Lost Heaven che abbiamo imparato a conoscere: è un uomo più giovane, ancora impegnato a costruirsi una reputazione e a recuperare ciò che gli è stato sottratto.
Il rapporto tra Enzo e Salieri è quindi il vero elemento narrativo dell’espansione. Enzo rimane il protagonista, ma Salieri diventa il punto di riferimento dell’avventura e la sua presenza permette di collegare in maniera naturale The Old Country alla storia più ampia della serie.
I due nuovi capitoli non sono semplicemente missioni aggiuntive inserite nel gioco per allungarne la durata. Servono soprattutto a mostrare una parte del passato di Salieri che fino a questo momento era rimasta praticamente inesplorata. Enzo viene coinvolto in una situazione nella quale vendetta, lealtà e affari criminali finiscono inevitabilmente per intrecciarsi, riportando quella dimensione di famiglia e tradimento che rappresenta uno degli elementi più importanti dell’identità di Mafia. Il fascino maggiore, però, rimane l’ambientazione siciliana.

La Sicilia di The Old Country è già uno dei punti più riusciti del gioco principale e Uomo d’Onore permette di tornare nella Valle Dorata attraverso nuove situazioni, nuovi luoghi e nuovi incarichi. Il mondo continua a essere caratterizzato da strade sterrate, piccoli centri abitati, campagne, proprietà isolate e scenari nei quali la presenza della criminalità sembra essere parte integrante del tessuto sociale.
L’espansione sfrutta inoltre la modalità Fatti un Giro, che viene arricchita con una serie di attività completamente nuove affidate proprio da Salieri. Qui il gioco diventa più libero e permette di esplorare la Valle Dorata senza seguire necessariamente il percorso della storia principale.
Le nuove attività sono probabilmente la parte più interessante per chi, terminata la campagna, aveva ancora voglia di utilizzare il mondo aperto del gioco. Salieri propone infatti sia sfide sia veri e propri lavori, con obiettivi che richiedono approcci differenti.

Ci sono incarichi nei quali bisogna individuare depositi nascosti di merce preziosa, recuperare e trasportare veicoli di valore oppure rubare camion carichi di beni particolarmente fragili. Non sono semplicemente varianti delle missioni già viste: introducono situazioni che sfruttano maggiormente la guida, l’esplorazione e la possibilità di scegliere come affrontare l’obiettivo.
Anche le sfide sono state pensate per mettere alla prova chi ha già completato il gioco. Combattimenti, assassinii furtivi e corse automobilistiche diventano occasioni per utilizzare le abilità acquisite durante la campagna in maniera più libera e, soprattutto, con una difficoltà maggiore.
È un’aggiunta che funziona bene perché Mafia: The Old Country non è mai stato concepito come un semplice sandbox nel quale passare decine di ore facendo attività casuali. La modalità Fatti un Giro aveva già un’impostazione più contenuta e l’espansione cerca di darle un motivo in più per essere esplorata.

Anche l’equipaggiamento riceve alcune interessanti aggiunte. Ci sono nuove armi, amuleti, abiti, veicoli e cavalli da sbloccare, e alcune di queste introducono caratteristiche leggermente più fantasiose rispetto al realismo storico generalmente ricercato dal gioco principale.
Un esempio particolarmente curioso è il Rimbalzu, un coltello da lancio capace di rimbalzare verso un secondo bersaglio dopo aver colpito il primo. È una piccola concessione alla spettacolarità che funziona soprattutto perché viene utilizzata per ampliare le possibilità dello stealth senza trasformare improvvisamente Mafia in un action completamente arcade. Anche la possibilità di ottenere nuovi veicoli e cavalli contribuisce a dare maggiore varietà all’esplorazione. E per chi ama completare tutto, ci sono nuovi collezionabili e attività sparse per la Valle Dorata.
Tra queste troviamo i manifesti dei ricercati, nuovi salti acrobatici con le automobili d’inizio Novecento e persino camion di zolfo da individuare e distruggere. Sono attività semplici, ma contribuiscono a rendere la mappa più interessante anche dopo aver concluso i due capitoli narrativi.

Il limite principale rimane proprio la quantità di contenuti narrativi. Due nuovi capitoli sono interessanti soprattutto per la qualità della storia e per il ritorno di Salieri, ma non trasformano Uomo d’Onore in una seconda campagna completa. È un’espansione che va considerata per quello che è: un approfondimento della storia di Enzo accompagnato da un’espansione della modalità Fatti un Giro. E in quest’ottica funziona molto bene.
Il valore dell’espansione aumenta soprattutto per chi ha apprezzato il ritmo cinematografico della campagna principale. Uomo d’Onore non vuole snaturare quell’approccio e non riempie artificialmente la mappa di attività. Preferisce aggiungere contenuti mirati e, soprattutto, utilizzare Salieri per arricchire l’universo narrativo.
La possibilità di inserire i due capitoli direttamente all’interno della campagna è inoltre una scelta azzeccata: le nuove missioni sono collocate cronologicamente tra il quinto e il sesto capitolo della storia originale, oppure possono essere avviate direttamente dal menu dopo aver raggiunto una determinata progressione.


