Con REANIMAL, Tarsier Studios aveva già dimostrato di saper costruire un horror capace di inquietare senza affidarsi continuamente a jump scare o combattimenti. L’orrore nasceva soprattutto dall’atmosfera, dalle proporzioni degli ambienti, dal modo in cui i protagonisti sembravano minuscoli rispetto al mondo che li circondava e dalla presenza di creature deformate che trasformavano luoghi apparentemente familiari in incubi. The Prisoner, primo dei tre capitoli aggiuntivi previsti dal Season Pass, sceglie di non limitarsi ad aggiungere qualche ora di contenuti al gioco principale: prova invece ad allargare il mondo e, soprattutto, a fornire nuovi tasselli alla sua storia. Il DLC è disponibile anche su Xbox e fa parte del Season Pass insieme agli altri due capitoli previsti per il 2026-2027.

La premessa è immediatamente interessante perché cambia prospettiva. Questa volta il viaggio è affidato a The Soldier e The Prisoner, due nuovi personaggi che si ritrovano a muoversi attraverso strade devastate dalla guerra, tornando anche in luoghi che i giocatori del gioco principale potrebbero riconoscere. L’ambientazione assume quindi un’importanza ancora maggiore: non si tratta semplicemente di visitare una nuova area, ma di vedere un mondo già conosciuto da un’altra angolazione, scoprendo cosa si nasconde dietro eventi che nel gioco base rimanevano soltanto parzialmente comprensibili.
È proprio questo il maggiore pregio di The Prisoner. Il DLC non sembra concepito come una semplice appendice commerciale, ma come un vero pezzo dell’universo narrativo di REANIMAL. Le nuove vicende contribuiscono a mettere insieme alcuni elementi della mitologia del gioco e lasciano intravedere connessioni che potrebbero diventare fondamentali nei successivi capitoli. La struttura permette quindi di apprezzare il DLC anche come esperienza autonoma, ma chi ha completato la campagna principale troverà molti più motivi per osservare attentamente ogni dettaglio.
Anche il rapporto tra i due protagonisti funziona molto bene. REANIMAL ha sempre utilizzato la collaborazione come elemento narrativo oltre che ludico, e questa nuova coppia permette di esplorare dinamiche differenti. Il soldato e il prigioniero non sono semplicemente due modelli alternativi dei personaggi originali: il loro contesto e la loro situazione contribuiscono a dare un tono differente all’avventura.

La componente cooperativa rimane naturalmente fondamentale. REANIMAL supporta il gioco in due sia in locale sia online, oltre alla possibilità di affrontare l’avventura in solitaria, e il DLC sfrutta nuovamente questa impostazione per costruire situazioni nelle quali i due protagonisti devono collaborare per superare ostacoli e pericoli.
Il gameplay non stravolge la formula originale, ed è una scelta assolutamente comprensibile. Esplorazione, piattaforme, momenti di fuga e sezioni in cui bisogna evitare le creature continuano a rappresentare il cuore dell’esperienza. La differenza sta soprattutto nel modo in cui questi elementi vengono utilizzati all’interno delle nuove ambientazioni. E qui Tarsier torna a dare il meglio di sé.
Le strade devastate dalla guerra sono inquietanti proprio perché raccontano qualcosa anche quando non c’è nessuno schermo a spiegartelo. Edifici abbandonati, macerie e spazi apparentemente vuoti diventano parte integrante della narrazione. L’ambientazione trasmette una sensazione di tragedia che si aggiunge all’orrore soprannaturale, creando un contrasto particolarmente efficace.
Anche le nuove minacce contribuiscono a rendere il viaggio più imprevedibile. Senza entrare negli spoiler, il DLC introduce situazioni nelle quali la sensazione di essere costantemente braccati torna a essere centrale. Alcune sequenze di inseguimento funzionano particolarmente bene perché Tarsier non ha bisogno di trasformare il protagonista in una macchina da guerra: il giocatore rimane vulnerabile e deve capire quando correre, quando nascondersi e quando collaborare.

Il ritmo è inoltre più concentrato rispetto a un gioco completo. Questo è un DLC che sembra sapere esattamente quanto deve durare. Non cerca di allungare artificialmente l’esperienza con missioni secondarie o attività ripetitive, ma concentra le proprie idee in un’avventura relativamente breve. La durata è superiore a quella di alcuni contenuti aggiuntivi più piccoli della serie: le prime impressioni dei giocatori indicano circa un’ora per The Prisoner, anche se il tempo effettivo dipende naturalmente dal ritmo di esplorazione.
E proprio la brevità rappresenta contemporaneamente il pregio e il limite del DLC. Da una parte è difficile annoiarsi: quando l’esperienza termina, lascia effettivamente la sensazione di aver visto qualcosa di importante. Dall’altra, viene spontaneo desiderare che alcune situazioni fossero state sviluppate ulteriormente.
Tecnicamente The Prisoner mantiene l’eccellente direzione artistica del gioco principale. Tarsier continua a giocare con la scala degli ambienti, la luce e il buio, creando scenari che riescono a essere disturbanti anche quando non succede nulla. Il design delle creature rimane poi uno dei punti di forza assoluti: il gioco ha una capacità quasi unica di prendere elementi familiari e trasformarli in qualcosa di profondamente sbagliato.

Su Xbox l’esperienza beneficia delle caratteristiche tecniche della versione principale, con supporto alle console Series X|S e prestazioni pensate per mantenere l’esperienza fluida.
Il vero interrogativo, più che sulla qualità di questo capitolo, riguarda ciò che verrà dopo. The Prisoner è il primo di tre capitoli destinati ad ampliare il mondo di REANIMAL, con il secondo previsto nell’autunno 2026 e il terzo all’inizio del 2027. Se il livello narrativo rimarrà questo, il Season Pass potrebbe trasformarsi in un’espansione molto più significativa di una semplice raccolta di contenuti extra.
The Prisoner funziona quindi proprio perché comprende cosa serviva a REANIMAL: non più necessariamente nuove meccaniche, ma nuove prospettive sul suo universo.


