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RIFTSTORM – Recensione

RIFTSTORM arriva su Steam con un’idea che negli ultimi anni ha dimostrato di avere ancora moltissimo potenziale: prendere la struttura del looter shooter, unirla a elementi roguelite e trasformarla in un’esperienza cooperativa PvE dove ogni spedizione può modificare radicalmente il modo in cui affrontiamo la partita.

Il risultato è un action game dall’impostazione isometrica nel quale vestiamo i panni dei Weaver, operatori d’élite incaricati di intervenire negli incidenti legati alle misteriose Rift. Il loro compito è affrontare minacce sovrannaturali, recuperare armi e risorse e riuscire a estrarre prima che la situazione diventi incontrollabile. La struttura è quindi quella di un looter shooter, ma con una componente roguelite che rende ogni missione meno prevedibile.

La cosa interessante è che RIFTSTORM non prova a trasformarsi in un extraction shooter hardcore. L’obiettivo non è costruire un’esperienza punitiva dove una singola morte cancella ore di progressione, ma creare una tensione più accessibile, mantenendo il piacere dell’esplorazione, della raccolta del bottino e della costruzione della propria configurazione.

Il sistema di combattimento è immediato e spettacolare. Le mappe vengono progressivamente invase da orde di avversari e il giocatore deve muoversi continuamente, scegliere il bersaglio prioritario e sfruttare correttamente armi e abilità. L’azione vista dall’alto permette di avere una buona lettura del campo di battaglia, ma quando il numero di nemici aumenta la situazione può trasformarsi rapidamente in un inferno di proiettili, creature e abilità.

È proprio in quei momenti che emerge la natura cooperativa del gioco. RIFTSTORM supporta fino a tre giocatori online, quindi è possibile affrontare le missioni da soli oppure formare una squadra di tre Weaver. La collaborazione non è soltanto un modo per aumentare la potenza di fuoco: i diversi Weaver possiedono meccaniche e armamenti specifici, e combinarne le caratteristiche permette di creare squadre molto più efficaci.

Giocare in tre cambia completamente il ritmo. Un giocatore può concentrarsi sul controllo delle orde, un altro sulla potenza offensiva e un terzo sulle situazioni che richiedono maggiore mobilità o supporto. Naturalmente questo significa anche che una squadra disorganizzata può diventare rapidamente un problema: quando arrivano le ondate più aggressive, muoversi tutti nella stessa direzione senza coordinarsi può portare a perdere rapidamente il controllo della situazione.

La componente roguelite aggiunge ulteriore varietà. Durante le missioni si raccolgono particolari potenziamenti, i Lythograms, che permettono di modificare e rafforzare la propria build direttamente sul campo. Questo significa che non esiste necessariamente una singola configurazione ideale: la build prende forma anche in base a ciò che troviamo durante quella specifica spedizione.

È una soluzione particolarmente efficace perché rende ogni partita un piccolo esperimento. Una missione può iniziare con un’impostazione e finire con una configurazione completamente differente, spingendo il giocatore a sfruttare le opportunità che il gioco offre invece di seguire sempre lo stesso percorso.

Il bottino rappresenta naturalmente un’altra parte fondamentale del ciclo di gioco. Armi e risorse raccolte durante le spedizioni servono a migliorare progressivamente i Weaver e a costruire configurazioni più efficaci. È una struttura familiare per chi conosce il genere, ma funziona proprio perché è inserita all’interno di missioni relativamente compatte e ricche di combattimenti.

Anche l’ambientazione cerca di distinguersi. RIFTSTORM non è il classico shooter fantascientifico basato soltanto su soldati e alieni: il suo universo mescola tecnologia, società segrete e minacce mitologiche provenienti dal cosmo. Il Mythic Protocol e l’Occultical costruiscono un contesto da techno-thriller sovrannaturale che offre al gioco una personalità abbastanza particolare.

Il lancio in Early Access è previsto su Steam per 11 agosto 2026, quindi il progetto arriva sul mercato in una fase nella quale è ancora destinato a crescere. Questo è importante perché il potenziale di RIFTSTORM dipenderà moltissimo dalla quantità di contenuti che verranno aggiunti e dalla capacità degli sviluppatori di mantenere interessanti le missioni nel lungo periodo.

Il rischio principale per un gioco di questo tipo è infatti la ripetitività. Il combattimento è divertente, il sistema di build funziona e la cooperativa aggiunge profondità, ma un looter shooter vive o muore sulla varietà delle attività, delle mappe, dei nemici e del bottino. Se questi elementi cresceranno in maniera costante durante l’Early Access, RIFTSTORM potrebbe costruirsi una community molto solida.

Il punto di partenza è comunque interessante. Il gioco non cerca di reinventare completamente il genere, ma combina diversi elementi conosciuti in maniera intelligente: combattimento PvE dall’alto, loot, progressione, roguelite e cooperativa a tre giocatori. La struttura delle missioni permette inoltre di giocare sia in solitaria sia con amici, una flessibilità che amplia notevolmente il pubblico potenziale.

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