Trentacinque anni sono un’eternità nel mondo dei videogiochi. Nel 1991 Alien Breed arrivava su Amiga proponendo una formula che prendeva l’azione dall’alto, l’ambientazione fantascientifica e una buona dose di tensione claustrofobica per trasformarle in una delle produzioni più riconoscibili di Team17. Oggi quella serie ritorna sulle piattaforme moderne con Alien Breed 35th Anniversary, una raccolta che non vuole limitarsi a riproporre sei vecchi giochi attraverso una semplice emulazione, ma cerca di costruire una vera celebrazione interattiva della prima epoca del franchise. La raccolta è sviluppata da Antstream e pubblicata da Commodore e arriverà su Xbox Series X|S il 24 settembre 2026, con Smart Delivery e Xbox Play Anywhere.

Il cuore della collection è rappresentato naturalmente dai sei giochi originali che compongono il primo periodo della serie. Si parte da Alien Breed del 1991 e dalla sua Special Edition, per poi passare ad Alien Breed II: The Horror Continues nelle versioni ECS e AGA. Seguono Alien Breed: Tower Assault, Alien Breed 3D e Alien Breed 3D II: The Killing Grounds. È una selezione particolarmente interessante perché permette di osservare non soltanto l’evoluzione della serie, ma anche il modo nel quale Team17 ha cercato di portare la propria idea di horror fantascientifico da una prospettiva isometrica a una completamente tridimensionale.
I primi episodi sono quelli che probabilmente rappresentano meglio l’identità classica di Alien Breed. La visuale dall’alto mostra corridoi stretti, porte, terminali, stanze e orde di creature che possono comparire rapidamente sullo schermo. Il giocatore deve quindi muoversi attraverso strutture claustrofobiche, raccogliere munizioni e risorse, raggiungere determinati sistemi e cercare di non rimanere circondato. È un’impostazione che oggi può sembrare estremamente semplice, ma che continua a funzionare proprio grazie alla sua immediatezza. Non c’è bisogno di costruire sistemi estremamente complessi per generare tensione quando basta chiudere il giocatore in un corridoio con poche munizioni e un gruppo di alieni che arriva da più direzioni.
La gestione delle risorse è infatti una componente importante del fascino della serie. Alien Breed non è soltanto uno sparatutto nel quale correre in avanti eliminando tutto quello che compare sullo schermo. Munizioni, energia e strumenti devono essere amministrati con attenzione, mentre l’esplorazione serve anche a trovare ciò che permetterà di proseguire. I terminali e gli obiettivi contribuiscono a dare una struttura più ragionata ai livelli, evitando che tutto si trasformi in una semplice successione di combattimenti. La tensione nasce proprio dal rapporto tra ciò che il giocatore vorrebbe fare e ciò che effettivamente può permettersi di fare.

La collection cerca di rendere questa formula più accessibile grazie a controlli moderni. Tutti i titoli ricevono supporto per il doppio analogico nei giochi 2D e 3D, mentre i capitoli tridimensionali mantengono anche il supporto classico a mouse e tastiera. È probabilmente una delle modifiche più importanti per una raccolta destinata alle console moderne, perché l’obiettivo non è costringere il giocatore a replicare necessariamente i sistemi di controllo originali, ma permettergli di affrontare quei giochi utilizzando una configurazione più naturale per l’hardware attuale.
A questa revisione dei controlli si aggiungono miglioramenti dell’interfaccia e un sistema di personalizzazione globale. Il giocatore potrà modificare diversi aspetti dell’esperienza, dall’HUD alle impostazioni visive e sonore, cercando quindi un equilibrio tra autenticità e comodità moderna. È un approccio che risulta particolarmente appropriato per una collection di questo tipo, perché non tutti vogliono necessariamente giocare ai titoli del 1991 esattamente come li avrebbero giocati trentacinque anni fa.
La parte visiva è infatti uno degli aspetti nei quali la raccolta mostra maggiormente la propria attenzione per la conservazione. Sarà possibile passare dal formato originale 4:3 a un più moderno 16:9 e applicare una serie di filtri CRT, comprese scanline e modalità pensate per simulare l’aspetto dei vecchi televisori. Sono presenti inoltre cornici personalizzabili che permettono di adattare la visualizzazione ai moderni schermi. Chi cerca la massima autenticità potrà quindi ricreare un’immagine molto vicina a quella dell’epoca, mentre chi preferisce una presentazione più pulita potrà utilizzare il formato moderno.

La vera sorpresa della collection, però, è probabilmente rappresentata dagli archivi interattivi. The Vault è una sorta di museo digitale interno all’universo di Alien Breed che raccoglie materiali legati alla storia della serie, concept art e informazioni sulla produzione. A questo si aggiunge The Timeline, con interviste agli sviluppatori e contenuti retrospettivi dedicati al team originale. È una soluzione che trasforma la raccolta da semplice contenitore di vecchi videogiochi a una sorta di documento storico interattivo, particolarmente interessante per chi vuole comprendere come sia nata e cresciuta la serie.
Non manca inoltre una componente multiplayer piuttosto importante. Le modalità cooperative locali dei giochi originali vengono preservate, mentre la collection introduce una nuova modalità Rush con cooperativa online peer-to-peer. In questo caso l’obiettivo è affrontare l’invasione senza la possibilità di contare sui normali salvataggi e continue, trasformando l’esperienza in una sfida molto più orientata alla sopravvivenza. La raccolta aggiunge anche una modalità Horde completamente nuova, pensata per il gioco in solitaria e costruita attorno alla capacità di resistere il più a lungo possibile contro ondate di nemici.
Queste modalità aggiuntive potrebbero rivelarsi particolarmente importanti per evitare che Alien Breed 35th Anniversary venga percepito esclusivamente come un prodotto destinato ai nostalgici. I sei giochi originali rappresentano naturalmente il motivo principale per acquistare la collection, ma Rush e Horde introducono qualcosa di nuovo che può offrire una ragione per tornare a giocare anche dopo aver completato le campagne. La struttura basata sulla sopravvivenza si sposa inoltre molto bene con la formula della serie, soprattutto considerando quanto il controllo delle risorse e la gestione degli spazi siano sempre stati centrali.

Sul fronte Xbox, la raccolta beneficia delle caratteristiche tipiche delle piattaforme moderne. È ottimizzata per Xbox Series X|S, supporta Smart Delivery, Xbox Play Anywhere e permette anche di utilizzare mouse e tastiera direttamente sulla console. Sono presenti inoltre obiettivi e cooperativa cross-platform, mentre la modalità multiplayer online richiede un abbonamento Xbox Game Pass compatibile. Il gioco sarà disponibile anche su PC e dispositivi handheld, mantenendo quindi la possibilità di passare tra piattaforme supportate attraverso l’ecosistema Xbox.
Rimane naturalmente un interrogativo inevitabile: quanto è ancora divertente giocare oggi a una serie nata nel 1991? La risposta dipenderà soprattutto dalla propria tolleranza verso il design rétro. I primi Alien Breed sono prodotti di un’altra epoca e non è possibile aspettarsi il livello di fluidità, varietà o immediatezza di un moderno twin-stick shooter. I movimenti, la struttura dei livelli e il ritmo appartengono chiaramente al periodo nel quale furono concepiti. La presenza dei controlli moderni può eliminare alcune delle difficoltà legate all’hardware originale, ma non può e non deve cancellare il design dell’epoca.
Il passaggio alla tridimensionalità rappresenta invece una parte particolarmente curiosa della collection. Alien Breed 3D e The Killing Grounds mostrano una serie che cercava di confrontarsi con la rivoluzione degli FPS degli anni Novanta, trasformando la propria formula in un’esperienza completamente diversa. Non hanno naturalmente il peso storico o la raffinatezza tecnica degli sparatutto moderni, ma inserirli accanto agli episodi isometrici permette di seguire direttamente l’evoluzione della serie e di comprendere quanto sia cambiato il modo di progettare un gioco horror fantascientifico nel giro di pochi anni.

Alien Breed 35th Anniversary sembra quindi avere un obiettivo molto chiaro: conservare la storia della serie senza trasformarla in un reperto intoccabile. I giochi originali rimangono al centro, ma vengono affiancati da controlli moderni, opzioni visive, archivi interattivi, modalità cooperative e nuove sfide. È un approccio che può funzionare sia per chi ricorda perfettamente quei titoli sia per chi, nel 2026, li vede per la prima volta.
Al momento, tuttavia, è necessario aspettare il 24 settembre per valutare realmente la qualità dell’emulazione, la risposta dei controlli, la resa dei filtri, il funzionamento della cooperativa online e soprattutto quanto bene i sei giochi siano stati adattati all’hardware moderno. La pagina Xbox conferma la data di uscita del 24 settembre e le caratteristiche principali della raccolta, mentre su Steam il prodotto risulta ancora in pre-release e senza recensioni degli utenti.


