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Conception II: Children of the Seven Stars – Recensione

Conception II, sequel di un jRPG per PSP del 2012 che non ha mai visto la luce in Occidente, rientra nella categoria delle occasioni mancate, e non tanto perché si fonda pigramente su un template collaudato – quello di Shin Megami Tensei: Persona, nella fattispecie – quanto per il modo in cui lo ripropone, infarcendolo di erotismo soft, sottintesi ed espedienti ludico/narrativi discutibili.

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Quando a un ragazzo o a una ragazza di età compresa tra i sedici e i diciotto anni compare sulla mano il marchio dello Star God il suo destino è segnato e, fino al momento in cui il simbolo non scomparirà, dovrà lasciarsi alle spalle la sua regolare vita per unirsi all’Academy, un’organizzazione che combatte le creature che fuoriescono dai Circle of Dusk; solamente i detentori del marchio, infatti, sono in grado sconfiggerle.

I ragazzi che possiedono lo stigma sono in grado di rilasciare una misteriosa energia chiamata Ether nell’atmosfera, mentre le ragazze possono utilizzare Star Power assorbendo Ether.

Il protagonista risveglierà il suo inusuale dono dopo aver perso la sua famiglia in attacco al suo villaggio da parte delle creature, ma solo una volta raggiunta l’accademia scopre di essere in grado di sprigionare una quantità di Ether trenta volte superiore alla media, rendendolo l’unica persona in grado di addentrarsi all’interno degli agglomerati di Dusk, materializzatisi sottoforma di labirinto, senza perdere i propri poteri e dando la possibilità a una ragazza di poter combattere al suo fianco incanalando il suo Ether.

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Se avete giocato almeno uno Shin Megami Tensei: Persona, allora sapete già cosa aspettarvi da Conception II. L’hub centrale è una schermata che permette di accedere ai principali servizi dell’accademia e dintorni, come negozi e stanze degli studenti con cui interagire, dialogare e stringere rapporti sociali. Seguendo la storia, costituita perlopiù da dialoghi tra gli artwork dei personaggi, si sbloccano man mano i vari Dusk Circle e i dungeon secondari che potremo esplorare più o meno liberamente: il concetto è che ogni dungeon è formato da molteplici piani generati casualmente, e il nostro obiettivo sarà raggiungere le scale per il piano successivo e il relativo checkpoint.

Dal punto di vista grafico Conception II offre sprite per ogni personaggio, (come già visto anche in Danganronpa) con qualche screen e video animati per le situazioni più importanti a fine della trama, alternati a modelli poligonali 3D per le fasi d’appuntamento con le eroine e per i combattimenti nei Dungeon.

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Si nota più cura nella definizione dei modelli delle protagoniste, rispetto ai mostri o agli Star Children, ma fortunatamente non si presta molta attenzione ai modelli poligonali durante le fasi d’attacco nei labirinti.

Le musiche sono affidate a Masato Kouda e cantate da MARiE, già sentita nella serie Persona, e danno a Conception II un’atmosfera da Anime Giapponese che sicuramente convincerà gli amanti del genere.

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COMMENTO PERSONALE

Conception II: Children of the Seven Stars è quindi a mio parere un gioco controverso, poco riuscito come JRPG ma piuttosto ben fatto come dating sim. Il sistema di combattimento sembra essere stato aggiunto controvoglia, rendendo così pesante la lotta nei dungeon, ma il problema è, molto probabilmente, semplicemente la ripetitività. La storia è ben sviluppata e intrigante, le sequenze d’animazione sono numerose e ben fatte. La trama è interessante e invoglia a scoprire di più sul passato del protagonista e sul mondo che lo circonda; la personalità delle ragazze le rende realistiche e interessanti.

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