Dalla sua uscita originale nel 2019, e che abbiamo potuto analizzare su questo sito web, Days Gone ha occupato un posto particolare nel catalogo PlayStation. Ed è che un titolo tremendamente ambizioso e amato, non ha finito per entrare in noi con tutta quella forza che avremmo desiderato. Per questo motivo, e dopo aver riposato l’idea per molti anni, sono riuscito ad avvicinarmi a Days Gone Remastered. Che è arrivato ad offrire una versione ottimizzata e più completa di quella proposta open-world piena di zombie e motociclisti. Un remaster che si concretizza nella regolazione degli aspetti tecnici e nell’aggiunta di ulteriori opzioni di gioco, che in questi giorni mi ha fatto percorrere nuovamente le sue strade deserte, per riscoprire un’esperienza che, seppur più curata, continua a trascinare sia i suoi pregi che i suoi vecchi difetti.
Il titolo
Non voglio dirvi molto sul gioco base, in quanto potete leggerlo nella recensione che abbiamo fatto all’epoca della versione originale. Ma per chi non ne avesse voglia, vi dico che l’essenza giocabile di Days Gone Remastered è rimasta fedele alla sua identità originale, ovvero si tratta di un set di avventura di sopravvivenza open-world che ci porta nel nord-ovest del Pacifico. Dove il flagello di una pandemia ha trasformato gran parte dell’umanità in fondamentalmente zombie, e con esso tutto ciò che questo può comportare per la vita dei non infetti. Ed è qui che interpretiamo il ruolo del diacono St. John, un motociclista sopravvissuto la cui ricerca di redenzione personale, e quasi il senso stesso della sua vita in mezzo a questo caos, è la spina dorsale della narrazione principale di questa storia.
Oltre a ciò, il gioco ci porta in un mondo tutto da esplorare, dove è combinato con combattimenti a distanza, corpo a corpo e furtivi, supportati da un sistema di progressione diviso in tre alberi delle abilità; La sopravvivenza, il combattimento corpo a corpo e le armi da fuoco, sono prese come base principale per dare vita e avanzare in questa dura avventura. Dove inoltre, la raccolta di risorse per la produzione di oggetti e la manutenzione della nostra amata moto ci metterà in un buon numero di situazioni nelle oltre trenta ore che dura questa esperienza.
Come dicevo, questo è strutturato in un open world ben pianificato, che offre missioni principali e secondarie ed eventi casuali, dove le diverse aree da visitare, e quei ben lavorati cicli dinamici del giorno e della notte che alterano sia la difficoltà che la strategia contro i nemici, costituiscono e comportano un’avventura che è facile da inserire nelle nostre vite, ma purtroppo conserva difetti che tanto appesantivano l’esperienza ai suoi tempi. Laddove l’IA nemica rimane così prevedibile, e poiché è già accaduto ed è stato così criticato, ci riporta alle sfide limitate e alle poche missioni variegate.
Gameplay ed altro
Senza dubbio, ciò che mi è piaciuto di più di questo Days Gone Remastered è stato il mondo stesso e quanto sia bello ora con i diversi miglioramenti grafici. E il fatto è che la ricreazione dei paesaggi americani più selvaggi e quella sensazione di abbandono e desolazione, è molto coinvolgente e travolgente. Con l’aumento della densità della vegetazione, il perfezionamento dell’illuminazione dinamica e gli effetti atmosferici ben raggiunti hanno dato molta più vita e credibilità a tutto ciò che ci circonda.
Questo è legato anche al miglioramento tecnico all’interno della parte dei tempi di carico. Il che li rende quasi istantanei ora. Creando una sensazione molto più continua e agile per la nostra esplorazione in motociclista. A proposito, una guida che è notevolmente migliorata dal feedback tattile del DualSense, in quanto è stato rinforzato in base alla sensazione del terreno e al peso degli spostamenti. Inoltre, non posso non menzionare le nuove modalità di gioco, come la modalità Assalto all’orda e la modalità Permadeath, che aggiungono molti contenuti e nuove sfide all’esperienza. Evidenziando quella modalità Asphalt in cui quei massicci scontri contro i freaker, sono molto divertenti e altamente rigiocabili.
Purtroppo, a parte le imperfezioni di questo Days Gone Remastered, devo dire che nonostante sia stato aggiornato nella sua presentazione tecnica, il resto del gioco, cioè a livello narrativo o nella struttura giocabile stessa, è invecchiato abbastanza regolarmente. Una storia principale, che al di là di certi momenti, è piuttosto debole, e una struttura delle missioni troppo ripetitiva che finisce per risultare noiosa. E ancora di più per i giocatori che hanno già apprezzato l’originale, dal momento che non sono stati aggiunti nuovi contenuti narrativi o importanti modifiche strutturali, che invitano a rigiocare questa avventura. Dal punto di vista tecnico, nonostante i miglioramenti visivi, mi sono persi miglioramenti nelle animazioni facciali, nella distanza di visualizzazione o nell’aspetto degli oggetti e della vegetazione. Un peccato che lo fa invecchiare parecchio male.

