Eastern Era è un titolo ibrido piuttosto particolare: simulazione gestionale, colony sim e RPG wuxia fusi insieme. Non è un action puro, né uno strategico classico alla Civilization. È più vicino a un RimWorld ambientato nel mondo delle arti marziali cinesi, con una forte enfasi sulla gestione di una setta.

La premessa è chiara: sei il leader di una setta in declino, costretto a fuggire con pochi discepoli e ricostruire tutto da zero in un mondo ostile. Da qui parte un’esperienza che mescola sopravvivenza, costruzione e crescita spirituale.
Il cuore del gioco è la gestione della setta. Devi occuparti di tutto: raccogliere risorse, costruire edifici, garantire cibo e condizioni di vita ai discepoli, ma anche addestrarli nelle arti marziali. Non è solo “costruire una base”, ma gestire persone, con bisogni reali come fame, morale e stanchezza.
La componente wuxia è ciò che lo distingue davvero. I personaggi non sono semplici coloni: diventano combattenti, apprendono tecniche, sviluppano poteri e possono evolversi fino a livelli quasi sovrumani. L’allenamento, l’equipaggiamento e persino l’ambiente influenzano la loro crescita, creando una progressione più profonda rispetto ai classici gestionali. Il mondo di gioco è aperto e interattivo. Si esplorano foreste, deserti e montagne, raccogliendo materiali e scoprendo rovine o altre sette. La diplomazia entra in gioco: puoi stringere alleanze, manipolare fazioni o attaccare direttamente altri gruppi per espandere il tuo potere nel Jianghu.

Il sistema di costruzione è molto libero. Puoi creare una vera e propria sede della setta, con edifici funzionali alla crescita dei discepoli: sale di allenamento, abitazioni, strutture difensive. La progettazione diventa strategica, perché influisce direttamente sull’efficienza e sul morale.
Dove il gioco colpisce davvero è nella complessità sistemica. Tutto è collegato: risorse, crescita dei personaggi, relazioni tra fazioni. Ma questa profondità è anche un limite: l’ingresso è difficile, l’interfaccia non sempre aiuta e serve tempo per capire davvero come funziona tutto.
Anche il ritmo può risultare pesante. Le prime ore sono lente e richiedono molta microgestione, e non tutti avranno la pazienza di arrivare alla fase in cui il gioco mostra il suo vero potenziale. Tecnicamente è funzionale ma non impressionante: fa il suo lavoro, ma non è certo il punto forte.


