Se c’è qualcosa di più soddisfacente che calpestare nazisti, è farlo a bordo di un mech. Grit and Valor – 1949 prende ispirazione da giochi come Into the Breach e Slay the Spire, mescolando elementi di strategia, azione e narrazione ucronica. Al contrario della personalizzazione estrema dei mech e dell’adrenalina delle acrobazie aeree di Armored Core 6, Grit and Valor – 1949 punta tutto sull’improvvisazione tattica e sul posizionamento.

Il titolo
Si tratta di un “real-time tactics roguelite” che propone un campo di battaglia a griglia, una varietà di unità e tante occasioni in cui le cose possono andare terribilmente storte. Non lasciatevi ingannare dall’estetica cartoonesca: sangue e olio scorreranno copiosi sul campo di battaglia. L’anno è il 1949 e la Seconda Guerra Mondiale non è ancora finita, grazie all’introduzione di enormi mech schierati su entrambi i fronti. In Grit and Valor – 1949, il giocatore assume il comando della Resistenza, una squadra di combattenti che, con mezzi limitati, ha il compito di annientare una volta per tutte l’esercito dell’Asse. Il fulcro della strategia è proteggere il veicolo di comando: se viene distrutto, il run roguelite termina immediatamente.
Il gameplay ricorda quello di Into the Breach, ma introduce meccaniche uniche. Le unità si suddividono in tre categorie principali: Balistiche, Incendiarie ed Esplosive, seguendo una logica simile alla morra cinese, che incentiva l’uso strategico delle varie combinazioni. Gli attacchi sono automatici quando un nemico entra nel raggio d’azione, rendendo il posizionamento l’aspetto più importante del gioco.

L’uso intelligente del terreno e delle coperture distruttibili può fare la differenza tra vittoria e sconfitta. Ad esempio, conviene ordinare al mech mitragliatore di balzare alle spalle dei rinforzi nemici in arrivo con un elicottero? Oppure usarlo per fare da scudo al veicolo di comando? Meglio ancora, magari affidargli un compito secondario come il trasporto di carburante attraverso il campo di battaglia, con il rischio di lasciarlo esposto agli attacchi?
Gli obiettivi opzionali aggiungono un ulteriore livello strategico e spesso richiedono la difesa di un avamposto o l’infliggere una determinata quantità di danni esplosivi. Completare queste missioni fornisce risorse preziose per migliorare l’esercito e la base operativa.

Gameplay ed altro
Ogni sconfitta riporta i giocatori alla base della Resistenza, situata su un’isola al largo della Scozia. Da qui, è possibile potenziare i mech, migliorare le abilità dei piloti e acquistare nuovi strumenti bellici. Con una dozzina di statistiche da ottimizzare, diverse classi di mech e piloti, oltre a molteplici slot di potenziamento, la varietà strategica è garantita.
Ogni pilota possiede abilità uniche che possono influenzare l’esito della battaglia: meglio investire su un esperto di mine antiuomo o su un combattente capace di atterrare con un impatto devastante, eliminando i nemici circostanti? Tuttavia, ogni abilità ha un tempo di recupero o un numero limitato di utilizzi, bilanciando così il gameplay.
Il sistema di progressione si sviluppa attraverso mappe a nodi, simili a quelle di Slay the Spire e Inscryption. Ogni missione completata fornisce potenziamenti per i mech, ma con livelli avanzati arrivano anche nemici più pericolosi. Alcune missioni includono minacce come bombardamenti a tappeto, in grado di tracciare linee di morte attraverso la mappa generata proceduralmente. Un po’ più di varietà nei nodi sarebbe auspicabile nella versione finale, ma la demo è comunque riuscita a intrattenermi. La campagna include scenari in Scandinavia, Europa Occidentale e Nuova Germania.


