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Orcs Must Die! 3 – Recensione

Robot Entertainment ci offre un terzo capitolo del suo gioco di tower defence di successo, in questo caso la difesa del portale o del crepaccio o come vuoi chiamarla. Lo fa anche con un’esclusiva temporanea su Google Stadia, firmando così la sua prima “grande” esclusiva, che, come vedremo più avanti, è un’arma a doppio taglio.

Il gioco

La sua proposta è semplice: i nemici, per lo più orchi, attraverseranno una o più porte per raggiungere la spaccatura. Noi, come maghi, dobbiamo usare tutta la nostra abilità e ingegnosità per impedirlo. Ci sarà sempre un numero massimo di orchi che possono passare attraverso questa spaccatura, ad esempio venti e se questo contatore raggiunge lo zero, beh ci sarà game over. Ciò che differenzia Orcs Must Die! 3 dal resto dei titoli di Tower Defence è che abbandona la tradizionale telecamera aerea per scommettere sulla visuale in terza persona, più in linea con i giochi d’azione, che conferisce al gioco un’azione molto più intensa, ma non commettere errori, la nostra abilità con il arco, spada o bastone, non sono garanzia di nulla. Se vogliamo davvero superare le diverse fasi, sarà fondamentale seguire una buona strategia, che si traduce nel sapere quali trappole scegliere e dove metterle, a seconda del tipo di nemico e dello scenario in questione. Parliamo molto di orchi, ovviamente, ma appariranno anche golem, troll, una specie di lupi mannari, goblin e qualsiasi cosa tu possa immaginare. Ognuno con le sue particolarità, pregi e difetti. Pertanto siamo di fronte a un gioco in cui prove ed errori sono il nostro pane quotidiano su ogni schermo.

La prima cosa che faremo una volta iniziato un nuovo livello è esaminare ogni angolo, vedere dove passeranno i nostri nemici e scegliere le trappole e le armi che useremo. A parte questo, avremo soldi per piazzare ogni trappola (non pensavate che questa sarebbe stata gratuita, vero?) costringendoci a scegliere bene su cosa investire e cosa riservare per dopo. Una volta posizionate le trappole, inizia il primo round, e con esso il grottesco spettacolo di vedere pezzi di orchi volare in aria. Una volta terminato, ci daranno qualche minuto per rinforzare nuovamente le nostre difese e per risolvere eventuali errori o deadlock. Questo è il modo in cui ogni round continuerà fino alla fine del livello. Il numero di round può variare, da tre a cinque, a seconda dell’andamento della campagna.

Il che mi ricorda che ci sono tre modalità di gioco: Campagna, composta da diciotto livelli in cui scopriremo la storia di questo capitolo, Sfide settimanali, in cui dovremo completare diversi scenari con le proprie regole, e infine Sopravvivenza, dove come suggerisce il tuo nome, dovremo sopravvivere a quante più onde possibile. Tenendo conto della sua variabile difficoltà, siamo di fronte a un gioco che non è affatto a corto di contenuti.

Gameplay e altro

Ci sono due importanti novità. I primi sono gli “scenari di guerra”, grandi mappe d’assedio dove possiamo usare trappole e armi uniche, come catapulte o brigate di arcieri. Questa modalità aggiunge un dettaglio che non passa inosservato: il numero di nemici a schermo è molto più alto. In questo modo, il franchise diventa più in sintonia con gli altri tower defense che popolano il mercato, un punto che potrebbe essere migliorato rispetto alle puntate precedenti. L’unico difetto che troviamo è come sono distribuiti i corridoi e gli ingressi dei nemici. Sembrano essere più per due giocatori che per l’esperienza da solista. In multiplayer, la divisione dei ruoli sembra del tutto naturale, e per questo motivo, sebbene la difficoltà sia adattata, l’esperienza è più divertente.

L’altra novità è lo scramble, una modalità pseudo roguelike in cui vari fattori vengono assegnati casualmente. Tra le altre, le 5 mappe da superare, i buff e i debuff che ci vengono applicati. Ci vengono assegnati 100 punti riff in totale, e se in qualsiasi momento li perdiamo, dobbiamo ricominciare da capo. Questa modalità aggiunge un importante fattore di rigiocabilità e molto probabilmente sarà la modalità che soffriremo di più una volta terminata la campagna principale.

La sezione artistica è continua, ma va detto che si vede una notevole evoluzione, sia nelle animazioni che nei dettagli. Sembra più bello che mai e anche su console, ricordando che proviene da Stadia. Infine, il suono mescola bene musiche ritmante con quelle medioevali del passato.

In conclusione

In breve, Orcs Must Die! 3 è un gioco abbastanza continuo nel bene e nel male. Per fortuna, soprattutto nel bene in quanto è un pozzo di ore e scarica di adrenalina, sconfiggendo innumerevoli nemici, con una componente strategica molto importante e il cui unico flagello è il fatto è che possano esserci pochi giocatori per il multiplayer. Pertanto, se hai qualcuno con cui giocare, buttati a capofitto in quest’avventura. Non consigliato per giocare da soli e altamente consigliato per giocare in coppia o con gli amici.

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