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TransOcean 2: Rivals – Recensione

Il titolo prosegue la storia del suo predecessore che, pur non avendo una campagna vera e propria, seguiva una sorta di storyline nell’ unica modalità di gioco disponibile. Così, dopo essere diventati i padroni di tutti i trasporti via mare in Europa, questa volta lo scenario si allarga su scala mondiale e dovremo ricominciare da capo dopo esserci ritirati in Alaska a causa di una bancarotta la cui colpa è da attribuire al sabotaggio della nostra vecchia finanziatrice.

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A differenza del primo capitolo, questa volta sono state introdotte tre diffrenti modalità, ovvero Campagna, Competizione e il tanto atteso Multigiocatore, mentre continua a sussistere la Partita Infinita già vista nel primo TransOcean.

Spiace constatare che la Campagna, nonostante sia un’aggiunta di valore per la produzione, è purtroppo composta da sole 6 missioni, ciascuna con tre obiettivi da completare, ma di cui in realtà solo uno sarà effettivamente necessario per passare alla successiva.

Questa scelta di design, unita ad un numero davvero basso di “stage”, può essere sufficinete solo tirando in ballo la rigiocabilità e il proprio desiderio di ottenere una medaglia d’oro.

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Passando al gameplay vero e proprio, vogliamo partire analizzando la modalità classica, ovvero quella della partita infinita già presente nel primo TransOcean.

Qui potremo scegliere il numero di “rivali” contro cui competere fino ad un massimo di 7 e impostare il loro livello di difficoltà. Ogni continente è suddiviso in più parti, con tre o più porti ciascuna e inizialmente ci viene fornita una piccola somma per acquistare la nostra prima nave per poi scegliere il porto in cui posizionare il nostro quartier generale.

Dopodichè potremo iniziare ad accettare contratti da varie società e, portandoli a termine, aumentare il nostro capitale.

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COMMENTO PERSONALE

Con uno stile di gioco ampiamente basato sulla gestione, piuttosto che sull’azione vera e propria, il tutto rischia di diventare alla lunga un po’ripetitivo, soprattutto quando si passa alle fasi inoltrate della partita.

In questi casi dovremo continuamente selezionare contratti per tutte le nostre numerose navi e per farlo dovremo rinunciare a spostarle manuale poichè ciò richiederebbe troppo tempo.

Va detto poi che le difficoltà non sono calibrate alla perfezione poichè se a “normale” è piuttosto semplice sovrastare i propri rivali nei guadagni, anche grazie a succursali che faranno quasi tutto il lavoro, giocando a “difficile” le cose si fanno molto più complesse.

Uno step tra queste due difficoltà sarebbe stato oltremodo gradito.

Lo sviluppatore Deck13 ci ha provato andando a modificare diverse meccaniche gestionali e aggiungendo nuove modalità, ma chi sperava in un netto miglioramento grafico, accompagnato da un gameplay identico al precedessore – seppur arricchito – non vedrà completamente esaudito il proprio desiderio.

Per chi apprezza questa tipologia di giochi, TransOcean 2: Rivals sa coinvolgere, soprattutto nelle sue prime fasi e in particolare per chi si affaccia per la prima volta alla serie, dando il suo massimo dopo che si comprendono a pieno tutte le meccaniche del gameplay. Purtroppo però presenta ancora alcune lacune che ne condizionano la longevità e la variabilità di un gameplay che alla lunga può risultare eccessivamente ripetitivo nelle azioni da compiere.

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