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AER: Memories of Old – Recensione

AER: Memories of old è un titolo che affonda le sue radici nel platform più profondo, prendendo spunti da titoli come ICO, Rime e Journey. E’ un esperienza che vuole il tempo che ci serve per essere capita, che ha un significato profondo, senza forzare il giocatore a compiere determinate azioni. Sviluppato da Forgotten Key e pubblicato da Daedalic, che ci ha fornito gentilmente una key per Ps4 per poter scrivere questa recensione. Buona lettura.

Trama

 AER: Memorie of Old racconta le vicende di Auk, una giovane donna che appartiene ad una civiltà che vive su delle isole fluttuanti in cielo.  La nostra protagonista viene proclamata salvatrice del popolo, con il compito di salvare tutta la sua stirpe dall’oscurità che lentamente sta dilagando. La missione di Auk, la vedrà mettersi sulle tracce degli antichi Dei,  grazie all’uso di una lanterna speciale, donatagli dalla sacerdotessa Karah, ma le sorprese non finiscono qui, perché Auk è capace di mutare forma e diventare un falco per solcare i cieli ed arrivare in luoghi altrimenti impossibili da raggiungere.

Gameplay e comparto audiovisivo

Tutto sommato avremo a disposizione delle piccole guide che ci aiuteranno nel nostro tragitto, tra cui NPC per ottenere suggerimenti sulla prossima mossa, oppure parlare con entità speciali come fantasmi, ascoltare le loro conversazioni o leggere note incise in pietra sparse in tutto il mondo. Da dire che loro danno solo una leggere infarinatura sulla prossima mossa, e non ti indicheranno mai la via precisa da percorrere, cosa che abbiamo apprezzato per lasciare tutto nel mistero. Potreste essere infastiditi dal fatto che verrete buttati nel mondo di gioco dopo un piccolo tutorial all’interno di una grotta per far prendere confidenza al giocatore dei comandi e poi verrete sbattuti immediatamente nel mondo di gioco, ma a darci una mano sarà sicuramente il volo, molto intuitivo e facile da utilizzare che ci permette di avere una visuale dall’alto molto precise. Inoltre la protagonista può eseguire immersioni in acqua, fare salti ed eseguire delle acrobazie per raggiungere posti alti e non. Il movimento è fluido e non abbiamo avuto problemi nei comandi utilizzati, soprattutto pad alla mano. L’estetica è realizzata magistralmente, ed è impossibile non fermarsi a guardare la splendida realizzazione grafica, soprattutto in zone all’aperto. Impossibile non fermarsi a fare qualche screen qui e là, dove le immagini sono l’unica cosa che crea una straordinaria atmosfera, con il suo design minimalista che svolge un ruolo enorme, accompagnato da un comparto audio, anch’esso minimalista e che non da fastidio, come il suo degli uccelli lontani, delle pecore e altri animali. In AER c’è sempre qualcosa da scoprire, ed il bisogno di esplorare si fa sentire dietro ogni angolo, tra templi nascosti e grotte segrete nascoste alla mappa. Sono queste le aree in cui si verifica la maggior parte dei fenomeni visivi, quando si guardano sorgenti luminose, si manopola oggetti e si sbloccano nuovi percorsi. Unico cenno negativo, è la sensazione di ripetizione delle cose, soprattutto l’esplorazione delle grotte che anche se visivamente spettacolari, ci hanno dato la sembianza di qualcosa di vecchio, ripetuto e già visto. La longevità d’altro canto non è alta ed 3-4  ore dovreste portarlo a termine, anche se non c’è neanche la necessità di ricominciare di nuovo il viaggio, dato che non ci sono finali alternativi e percorsi speciali da affrontare.

In conclusione

In conclusione AER: Memories of old è un titolo che ci ha colpito ed incantato,  che vale la pena giocare o se volete prendervi una pausa dai soliti titoli caciaroni. Un titolo che sicuramente vi lascerà qualcosa e vi porterà a provare altri del suo genere. Assolutamente consigliato.

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