Nuova settimana, nuova versione di Ratalaika Games che aderisce a uno standard giocabile che fa già parte delle nostre vite. Anche in questo caso, un titolo platform ancorato alla vecchia scuola, di umile aspetto tecnico, di durata estremamente limitata e con un elenco di trofei praticamente regalato.

Il gioco
Dojoran rispetta rigorosamente tutto ciò che potremmo aspettarci da un gioco pubblicato da Ratalaika Games, specializzato da mesi nel lancio di un gioco settimanale che di solito viene classificato in una visual novel o in un gioco platform 2D vecchio stile. Trovandoci in questo secondo dilemma, abbiamo davanti a noi un’avventura platform che potrebbe benissimo appartenere all’era degli 8 bit -o anche prima-, con meccaniche giocabili semplici e accessibili, ma sì, a un prezzo abbastanza abbordabile.
Questa volta il nostro protagonista è una rana che deve affrontare 28 livelli pieni di pericoli, per raggiungere la porta alla fine di ogni fase e dimostrare che siamo inarrestabili saltando e schivando gli ostacoli. I controlli sono abbastanza concisi, limitandosi a saltare e utilizzando un oggetto che ci permetterà di eseguire un doppio salto. Detto oggetto è una mela che possiamo raccogliere da vari punti specifici di ogni livello, e che possiamo far cadere in qualsiasi momento per “spingerci” sopra e fare così questo doppio salto che sarà tanto utile per raggiungere luoghi altrimenti inaccessibili.

Gameplay e altro
Sulla base di questi due movimenti, salto e doppio salto, tutti gli ostacoli in ogni fase sono costituiti da conglomerati a bizzeffe di spuntoni, piattaforme mobili e lo strano nemico che possiamo schiacciare saltandoci sopra in modo che non rappresentino un pericolo. Alle preziose mele si aggiungono altri due oggetti, da un lato un insetto che possiamo ingerire per darci un “tocco” in più (dato che la rana muore a qualsiasi impatto o caduta chiodata), e dall’altro una moneta da collezione nascosto in ogni livello, che è ciò che porta una certa rigiocabilità all’esperienza.
Il controllo è abbastanza preciso e ci sfiderà a misurare ogni salto con cautela, molti dei quali sono piuttosto stretti e millimetrici. Per fortuna troveremo diversi punti di controllo in ogni livello di ciascuno per non dover ricominciare dall’inizio se la nostra rana cade in una trappola. Abbiamo vite infinite, quindi possiamo morire tutte le volte che è necessario, cosa che ti assicuro accadrà data la richiesta di alcune sezioni. Anche così, una volta capito, non ci vorrà molto per superare 28 livelli, qualcosa che può richiedere un paio d’ore, sicuramente molto meno per i più abili del genere.
A livello visivo, siamo di fronte a un gioco monocromatico in bianco e nero, con pixel come pugni dell’era pre-8-bit. Ovviamente non è una meraviglia grafica, ma fa il lavoro di offrire quell’esperienza arcade della vecchia scuola, con una musica chiptune che risuona nelle nostre orecchie trasportandoci nel passato. Ovviamente non possiamo chiedere miracoli tecnici a questo livello, anche se se si pecca troppo spesso di non mostrare intuitivamente ciò che abbiamo davanti a noi prima di fare un salto, quindi trials and error saranno una costante finché non impareremo i livelli.

In conclusione
Dojoran è una nuova release di Ratalaika Games che ci permette di trasportarci indietro negli anni e goderci un’esperienza arcade anni Ottanta, qualcosa che per i nostalgici è gloria benedetta ma che per molti giovani sarà già troppo antiquata. Saranno principalmente i veterani e i battitori a decidere di dare una possibilità a questa rana, che continua ad aggiungere titoli al già enorme numero di giochi pubblicati settimanalmente dall’azienda.

