Il desiderio di vedere in azione John Wick nei propri film non basta? Il titolo di Good Shepard Entertainment, forse, soddisferà le vostre esigenze. Andiamo ad analizzare John Wick Hex in questa nuova recensione.
IL GIOCO
John Wick. Non servirebbe aggiungere altro, quando si fa questo nome quasi tutti hanno un’idea ben chiara di ciò di cui si parlerà, azione frenetica e tecnica. In questo strategico, vediamo l’agente Wick dare la caccia ai due criminali Winston e Charon (peraltro doppiati dai veri attori della serie omonima di film) riuniti dal grande Hex, la criminalità in persona fatta leggenda. Una trama alquanto classica, ma che sposta l’attenzione sull’elemento chiave della storia, la pura azione.
GAMEPLAY E ALTRO
Fin dall’inizio della campagna possiamo facilmente comprendere le principali meccaniche di gioco attraverso il tutorial; Wick può spostarsi sulla mappa attraverso una griglia di punti prestabiliti, ha una propria arma, (scambiabile con quelle raccolte poi dagli scagnozzi criminali di Hex), una propria barra della salute e una barra della concentrazione; quest’ultima si decrementerà ogni volta che compiremo un’azione che richiederà, per l’appunto, particolare concentrazione, quale il ricaricare velocemente un’arma, rotolare da un punto all’altro con agilità, e così via. Però cosa caratterizza davvero questo titolo? Un elemento di fondamentale importanza per la progettazione delle nostre azioni, la timeline. La cosiddetta linea del tempo ci aiuterà a quantificare temporalmente tutto ciò che vedremo a schermo, incluse le azioni nemiche. Avremo a che fare con frazioni di secondo, ed è qui che la strategia entrerà in gioco; il tempo infatti, sarà scandito soltanto dalle nostre azioni, in modo tale da permettere al giocatore di effettuare le scelte migliori con la maggiore ponderazione possibile. Ogni scelta sarà composta da un tempo di preparazione ed uno di esecuzione, e nessuna di queste sarà vantaggiosa rispetto alle altre; saranno le condizioni ambientali, le avversità nemiche in avvicinamento e la concentrazione del nostro personaggio, a definire la via d’uscita da veri e propri rompicapi d’azione, frutto di un level design di tutto punto. I nemici da affrontare si differenziano, in ordine di difficoltà, tra scagnozzi disarmati, armati, energumeni e boss, ognuno con la propria salute, barra di concentrazione e modalità di approccio. Caratterizzato da una visuale isometrica, John Wick Hex è suddiviso in 7 location differenti, le quali sono suddivise a loro volta in aree di gioco. Nello spostarci tra queste avremo la possibilità di pianificare qualsiasi cosa prima di entrare in azione, da bravi agenti speciali quali siamo. Per ogni capitolo disporremo di alcune monete, la valuta di gioco spendibile per posizionare bende o pistole all’interno dei livelli, o per migliorare il nostro abito sartoriale per renderci più agili e acquisire nuovi miglioramenti. Dettaglio importante: non si potranno conservare monete, quindi spendere con opulenza e organizzazione sarà alla base della pianificazione. Sfortunatamente però non è tutto oro quel che cola, il vero Keanu Reeves rimane l’unico e inimitabile John Wick per eccellenza. La “controfigura” di John Wick Hex purtroppo, alcune volte si compenetrerà in alcune geometrie, senza incastrarsi, ma rendendo la fruizione del replay finale in tempo reale (ulteriore feature interessante) meno godibile. Nonostante questo, il gioco rimane uno strategico e non un film d’azione, e noi non gliene facciamo una colpa. Il livello di sfida molto alto resta una caratteristica che fa da padrona al titolo, e secondo noi è più che sufficiente per motivarne l’acquisto.
CONCLUSIONI
Il titolo non grida al miracolo videoludico, questo è certo, ma se amate gestire con ponderazione anche la frenesia dell’azione, questo gioco potrebbe fare per voi. In caso contrario, è pur sempre Keanu Reeves, no?




