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The Guild 1 Remake: Europa 1410 – Recensione Early Access

Tornare a parlare di The Guild significa inevitabilmente tornare a una delle serie più particolari del panorama gestionale e strategico su PC. The Guild 1 Remake: Europa 1410 nasce proprio con l’obiettivo di recuperare lo spirito di Europa 1400: The Guild, il primo capitolo della serie, e riproporlo in una veste moderna senza trasformarlo in un semplice clone dei capitoli successivi. Ashborne Games e THQ Nordic hanno infatti chiarito fin dalle prime fasi dello sviluppo che Europa 1410 guarda soprattutto al primo The Guild, concentrandosi sulla gestione economica, sulla dinastia e sulla politica attraverso una prospettiva strategica, piuttosto che sull’aspetto più diretto e simulativo della vita dei personaggi. Il risultato attuale, disponibile in Early Access dal 17 settembre 2026, è quindi un progetto che va giudicato per quello che offre oggi, soprattutto considerando che l’obiettivo dichiarato è arrivare alla versione 1.0 nell’estate del 2027.

L’inizio della partita segue una filosofia molto semplice ma estremamente efficace: siamo nessuno e dobbiamo costruire qualcosa partendo praticamente dal nulla. Abbiamo una piccola attività, poche risorse e una famiglia destinata a diventare il centro della nostra progressione, mentre davanti a noi si apre un’intera città medievale nella quale dovremo cercare di trasformare una modesta attività in una vera dinastia. La differenza rispetto a molti gestionali moderni è che qui l’obiettivo non è semplicemente produrre sempre di più, ma creare una posizione all’interno della società. Il denaro serve per crescere, ma il potere politico e l’influenza sociale diventano progressivamente altrettanto importanti, fino a trasformare la partita in una vera lotta per il controllo della città.

La componente economica è naturalmente il primo grande pilastro dell’esperienza. In questa fase di Early Access sono disponibili otto professioni: fabbro, sarto, falegname, scalpellino, sacerdote, oste, alchimista e profumiere. Ognuna permette di costruire un’attività con caratteristiche differenti, producendo beni o fornendo servizi che possono essere venduti e utilizzati per far crescere la propria influenza. La gestione del personale, della produzione e delle entrate richiede una certa attenzione, perché all’inizio anche una piccola inefficienza può avere conseguenze importanti sul bilancio. La sensazione di partire realmente dal basso e vedere progressivamente l’attività trasformarsi in qualcosa di più grande è uno degli aspetti che funzionano meglio, soprattutto per chi ama i gestionali nei quali la crescita non viene regalata ma costruita lentamente.

La famiglia costituisce il secondo elemento fondamentale e contribuisce a dare al gioco una dimensione temporale molto più interessante rispetto al semplice sviluppo di un’azienda. Il protagonista può corteggiare, sposarsi e avere eredi, mentre la campagna può proseguire attraverso diverse generazioni. Questo significa che il personaggio con cui iniziamo la nostra partita potrebbe non essere quello con cui la concluderemo, e che le decisioni prese nei primi anni possono avere conseguenze anche sulla generazione successiva. È proprio questo elemento a rendere Europa 1410 particolarmente interessante: non stiamo semplicemente costruendo una fortuna personale, ma stiamo cercando di creare qualcosa che possa sopravvivere al singolo individuo.

La politica è però ciò che permette alla formula di The Guild di distinguersi veramente dagli altri gestionali economici. Una volta che la nostra attività comincia a produrre denaro, possiamo cercare di utilizzare la nostra posizione per entrare nella vita politica della città. Possiamo cercare di ottenere incarichi, costruire relazioni, stringere alleanze, utilizzare il denaro per influenzare gli altri personaggi e, quando necessario, ricorrere persino al ricatto. La politica non è quindi un sistema separato dal resto, ma diventa una naturale estensione della crescita economica. Avere una grande attività significa avere risorse, avere risorse significa poter aumentare la propria influenza e aumentare la propria influenza permette di intervenire sempre di più nelle decisioni della città.

Questa possibilità di giocare secondo regole più o meno morali è un altro elemento particolarmente riuscito. La strada verso il successo non deve necessariamente essere quella del cittadino rispettabile. La filosofia della serie ha sempre lasciato spazio a compromessi, intrighi e attività criminali e anche Europa 1410 vuole mantenere questa libertà, prevedendo sistemi per ricorrere a furti, ricatti, corruzione e altre attività illecite. Tuttavia, al lancio dell’Early Access le professioni criminali e alcune delle relative meccaniche non sono ancora completamente implementate: ladri, rapinatori e guardie arriveranno con un successivo aggiornamento dedicato al combattimento. Questo è un punto importante per valutare correttamente lo stato attuale del gioco, perché una parte significativa della varietà promessa per la versione completa non è ancora disponibile.

Anche la scelta della città contribuisce a dare maggiore varietà alle partite. L’Early Access propone sei città iniziali: Kuttenberg, Graz, Norimberga, Breslavia, Friburgo e Landsfort Herle, quest’ultima utilizzata anche come città tutorial. Ognuna presenta caratteristiche differenti e può modificare il modo in cui affrontiamo la crescita della nostra dinastia. Non siamo quindi davanti a una semplice scelta estetica, perché cambiare città significa anche cambiare le condizioni nelle quali dobbiamo sviluppare la nostra attività e affrontare la competizione. È un sistema che invita alla rigiocabilità, soprattutto quando si comincia a comprendere davvero il funzionamento dell’economia e si decide di provare una professione differente.

Il problema principale dell’attuale versione è proprio legato alla natura Early Access. Europa 1410 possiede già un nucleo estremamente solido, ma molte delle idee più ambiziose sono ancora in fase di sviluppo. Il sistema criminale deve essere ampliato, il combattimento deve essere rivisto, nuove professioni e nuove mappe devono arrivare e anche la rappresentazione visiva delle azioni dei personaggi è destinata a essere ulteriormente sviluppata. La versione definitiva dovrebbe inoltre introdurre il multiplayer fino a dodici giocatori, mentre al momento l’esperienza disponibile è principalmente single player. Per questo motivo sarebbe scorretto giudicare l’attuale prodotto come se fosse già la versione completa: quello che abbiamo davanti è soprattutto una base molto promettente sulla quale il team dovrà costruire nei prossimi mesi.

Anche sul fronte della localizzazione bisogna considerare lo stato attuale del progetto. Al momento l’interfaccia, i testi e l’audio completo sono disponibili in inglese, mentre è presente anche una localizzazione tedesca con doppiaggio parziale, inclusa la voce del narratore originale Aart Veder. L’italiano non è attualmente disponibile e il supporto ad altre lingue è previsto durante il periodo di Early Access. Non è un limite che comprometta necessariamente l’esperienza per chi mastica bene l’inglese, ma per un gestionale così ricco di informazioni e sistemi rappresenta comunque un aspetto da tenere presente, soprattutto per il pubblico italiano.

La cosa più interessante di Europa 1410 è comunque la sua capacità di restituire quella particolare sensazione di libertà che rendeva The Guild così diverso dagli altri gestionali. Non esiste una singola strada obbligatoria verso il successo e il giocatore può decidere se concentrarsi sull’economia, sulla famiglia, sulla politica o, quando le relative meccaniche saranno completate, anche sulla criminalità. Il sistema funziona perché queste componenti non vivono in isolamento: il successo della nostra attività influenza la nostra posizione sociale, la famiglia può aiutarci nella gestione dell’impresa, la politica può cambiare le condizioni della città e le nostre decisioni possono influenzare il futuro della dinastia. È un grande intreccio di sistemi che, quando gira correttamente, riesce a creare storie emergenti molto più interessanti di una semplice campagna costruita intorno a obiettivi prestabiliti.

The Guild 1 Remake: Europa 1410 parte quindi da basi convincenti, ma è ancora troppo presto per considerarlo un prodotto completo. L’Early Access attuale dimostra che Ashborne Games ha compreso bene cosa rendeva particolare il primo The Guild, soprattutto nella combinazione tra economia, famiglia e politica, ma allo stesso tempo mostra chiaramente quanto lavoro ci sia ancora davanti. L’assenza temporanea di alcune professioni, del sistema criminale completo, del combattimento definitivo, del multiplayer e di ulteriori contenuti limita inevitabilmente la varietà rispetto a ciò che sarà la versione 1.0. Allo stesso tempo, proprio la struttura già presente è sufficiente per permettere a chi ama i gestionali medievali di trascorrere molte ore costruendo una dinastia e osservando le conseguenze delle proprie decisioni.

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