Image default
MicrosoftNotiziePCPiattaformeRecensioniSony

Disintegration – Recensione

Disintegration è la nuova opera di Marcus Lehto, che ha partecipato allo sviluppo del primo Halo, finendo per fondare il suo studio, V1 Interactive. Nel comunicato stampa che ci è stato trasmesso, Lehto è particolarmente lieto di aver dotato il titolo di una campagna in single player. Siamo onesti e diciamo qualcosa in più: V1 Interactive è uno studio modesto e Disintegration è comunque un gioco abbastanza grande. Forse non una tripla A come si suol dire, ma una semi A, cioè un gioco in cui si vede che ci sono più risorse e tempo dietro rispetto ad altri sviluppi definiti come indie. Il problema è che Lehto e i suoi colleghi hanno cercato di coprire troppo. La modalità Campagna, che è molto apprezzata, è una serie di missioni correlate tra loro da varie sequenze cinematografiche. Normale, alcuni potrebbero pensare, ma qui è fatto in modo che la trama dietro di essa sembri solo una scusa per giocare il livello successivo. Ma andiamo con calma in questa nuova recensione.

Il gioco

Parlando della trama, quella della Disintegration è certamente curiosa: in un futuro relativamente prossimo, per alleviare malattie, debolezze, pandemie e morti premature, gli scienziati della Sang-Froid Corporation hanno raggiunto l’impensabile: preservare il cervello dell’individuo e metterlo in un “essere”, come si dice nel gioco, e dare vita a un robot, o piuttosto a un cyborg. Questo processo si chiama integrazione e, da quando è stato inventato, molte persone si sono integrate, alcune per necessità e altre per proprio conto. Ora, una forza robotica, la Rayonne , sta cercando di spazzare via le poche frange rimaste degli umani. Siamo Romer, un ex pilota di motociclette volanti, i gravicicli, che decide di comandare una resistenza che pone fine alla Rayonne. Come abbiamo detto, la dinamica del gioco è uno dei punti di forza di Disintegration. Nella Campagna (che dura tra le 12 e le 15 ore, a seconda delle nostre capacità), abbiamo una serie di missioni in cui dobbiamo avanzare mentre Romer guida un piccolo plotone. Controlliamo sempre Romer in modo soggettivo e sul nostro gravicolo. Con esso, possiamo volare fino a una certa altezza (circa 15 metri), lanciare un colpo primario e uno secondario. Possiamo anche attivare uno scanner che mostra i nemici vicini e gli elementi interattivi, sebbene durante l’utilizzo non possiamo sparare. Finora, tutto più o meno normale. Il grande cambiamento è che, oltre a fare tutto questo, dobbiamo guidare la nostra squadra. Se non facciamo nulla, ci seguiranno e spareranno quando ci sono nemici nelle vicinanze. Ma presto diventa necessario dare loro indicazioni: con un pulsante, possiamo dire loro di andare in una posizione specifica o contrassegnare un nemico su cui concentrano i loro colpi.


Analisi del Gameplay

Se la nostra salute si esaurisce durante una nostra missione, la missione fallisce automaticamente (e viene caricato l’ultimo checkpoint), ma se uno dei membri della squadra cade, avremo 30 secondi per avvicinarci e toccarla, per essere rianimato pochi secondi dopo. Se non lo salviamo in quei 30 secondi, la missione fallirà. Pertanto, non stiamo affrontando il tipico gioco in cui gli NPC di supporto devono piuttosto riempire, ma dobbiamo “prenderci cura di loro” come se fossero solo un’altra parte di noi. In effetti, il gioco è relativamente difficile e a volte ci mette di fronte a ondate di nemici più difficili, motivo per cui dobbiamo pensare in fretta e cercare posizioni vantaggiose. Questo non è male (a tutti noi piace una bella sfida, purché sia ​​giusta e ci dia l’opportunità di trarre vantaggio se siamo intelligenti!), Ma ti consiglio di iniziare con la difficoltà più bassa, per prendere il controllo della dinamica, perché in caso contrario, può essere un po’ troppo ostile. Soprattutto se prendiamo in considerazione la suddetta durata delle missioni.

A tutto ciò si aggiunge che, sebbene possiamo attaccare quasi a livello del suolo, è spesso più utile alzarsi con il nostro braccio per avere una visione aerea dell’azione e dirigere meglio la squadra quindi passiamo costantemente da una dinamica più corretta da uno sparatutto a un altro che ricorda più l’RTS. Questo costante movimento rende interessante lo sviluppo delle missioni dei più intensi. Tra una missione ed un’altra con uno stile che ricorda Mass Effect, possiamo parlare con la nostra squadra, che sarà sempre più numerosa: questo ci consente, oltre a entrare in empatia con i nostri compagni, di sbloccare le sfide della prossima missione, che è si tradurranno in premi se li superiamo. Con la l’oggettistica ottenuta, saliamo di livello, il che sblocca potenziali miglioramenti, e con i chip ambiti acquisiamo questi miglioramenti. La campagna sceglie per noi sia il graviciciclo che i compagni a seconda delle circostanze, ma nella modalità multiplayer possiamo scegliere tra diverse squadre, abbastanza personalizzate e simpatiche. Per dirla con il multiplayer, la verità è che Disintegration sembra un gioco nato proprio per queste modalità, dove oltre alle squadre di cui sopra avremo a disposizione tre modalità: La prima si chiama Zone Control e ci propone di catturare e difendere un’area della mappa. La cosa interessante è che non possiamo farlo con il gravicolo, ma dobbiamo inviare il nostro plotone per farlo mentre li copriamo. La seconda modalità si chiama Gathering e ci propone di raccogliere le “spoglie” dei nemici caduti. Chiunque ottiene più vittorie, tenendo conto del fatto che quelli dei membri del plotone valgono un punto e quelli dei leader nel gravicle valgono 3. Infine, abbiamo la modalità Estrazione, che propone di raccogliere i nuclei dalla nostra area e riportarli a la base, se i lati rivali non lo impediscono, e quindi fare lo stesso ma come difensori nel secondo round.

Nel corso della recensione abbiamo definito Disintegration come un titolo di categoria A, ovvero un gioco con abbondanti risorse dietro ma senza raggiungere il livello di una super produzione. Questo è encomiabile, perché non ci sono più di trenta persone in V1 Interactive e la verità è che hanno fatto un lavoro formidabile quando si tratta di effetti visivi. Disintegration si muove a 30 fps solidi e non ci pensa due volte a mostrare dozzine di nemici, esplosioni, sparatorie sullo schermo. Guardare l’azione dal graviciclo in una posizione elevata rafforza questa percezione di essere su un vero campo di battaglia.


In conclusione

Detto questo, avrai notato che qui ci sono due giochi: il lato positivo è un ingegnoso mix di sparatutto in prima persona e gioco di strategia in tempo reale, il cui risultato è un titolo innovativo e stimolante con alti valori di produzione. Sul lato meno ispirato abbiamo un’ambientazione che è separata dal gioco stesso e sembra più una scusa per aver introdotto i cyborg che una solida base per lo sviluppo dell’azione. Pertanto, consiglio Disintegration agli amanti dei giochi d’azione e di strategia, che troveranno un mix avvincente in esso.

Related posts

Die Young – Recensione

Luca Cuciniello || Ciccioboy

Ashley Tisdale racconta la sua esperienza nel cast di The Dark Pictures Anthology: House of Ashes!

Luca Cuciniello || Ciccioboy

Capcom svela Onimusha: Way of the Sword™ ai The Game Awards 2024

Simone Piantoni