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Batora: Lost Haven – Provato

Stormind Games, dopo i due capitoli dell’horror Remothered, si è lanciata nello sviluppo di Batora Lost Haven spingendosi verso un genere completamente diverso: l’Action-RPG. Questa incursione nelle terre di Diablo e Torchlight, però, mantiene quel consueto spirito di innovazione e cura del dettaglio che la software house catanese ha fatto del suo marchio di fabbrica. Batora: Lost Haven cerca di portare qualcosa di intrigante prendendo meccaniche familiari, ma dandogli un tocco di unicità. Abbiamo avuto il piacere di provare in anteprima una versione Demo, e questo è il nostro articolo di prova.

Il gioco

In un paio d’ore di demo siamo riusciti a farci un’idea di chi sono gli aspetti chiave su cui si concentra Batora Lost Haven per coinvolgere i giocatori: un combattimento dinamico e incalzante, enigmi interconnessi e una componente narrativa che vuole mettere noi di fronte alle scelte morali. Non possiamo ancora sbilanciare la profondità e le ripercussioni della stessa nel corso dell’avventura, tuttavia, interpretando il ruolo di una diciassettenne, che prima della catastrofe che colpì la Terra non sapeva di poter essere un’eroina, poteva dare vita a una storia di formazione interessante.

La particolarità immediata del titolo è la dualità tra corpo e mente che accompagna Avril. La ragazza è infatti in grado di attingere alle entità mistiche del Sole e della Luna che sono incarnate nelle nature fisiche e mentali che la ragazza dovrà imparare a gestire. Questo legame indissolubile è evidenziato anche dalla barra della salute della giovane donna, divisa a metà: una per rappresentare la salute fisica e un’altra metà per rappresentare la salute mentale. Se una delle due barre scende a zero, il gioco terminerà.

Batora: Lost Haven è tutto un gioco di delicati equilibri e articolazioni, ma qui vogliamo anche sottolineare l’importante messaggio che va oltre il videogioco: la salute mentale e fisica sono ugualmente importanti nella vita di ognuno di noi e non dobbiamo mai sottovalutare gli effetti che uno può avere sull’altro. Per tenere sotto controllo la sua salute e destreggiarsi tra le difficoltà che i nemici le metteranno sulla strada, Avril può passare da una modalità all’altra in tempo reale per infliggere un tipo specifico di danno ai nemici o, a sua volta, per attutire la quantità di danno ricevuto. Il danno fisico è caratterizzato dal colore arancione, mentre il danno mentale assume il colore viola. In questo modo è anche facile individuare i punti deboli dell’avversario.

Gameplay ed altro

Nel corso della prova abbiamo avuto a che fare con nemici con barra della salute di un solo colore e nemici dalla barra di entrambi i colori, abbiamo anche affrontato un boss che, proprio come noi, può cambiare il tipo di natura. La boss fight è stata divisa in più fasi che sono cambiate man mano che la sua vita si è ridotta. Abbiamo dovuto difenderci da colpi ad area, cariche e persino cambiamenti di terreno.

Insomma, tutto quello che serve per mantenere il combattimento sempre teso e farci muovere alternando schivate a cambi di forma e attacchi dalla distanza al corpo a corpo. Mouse, o pad alla mano, il combattimento ha restituito buone sensazioni, soprattutto perché concatenare i colpi con il giusto tempismo permette di eseguire combo e ci tiene sempre nel flusso del gioco. La combinazione dello stile hack & slash con i colpi diretti di uno sparatutto a doppia levetta sembrava funzionare bene per noi e siamo curiosi di vedere come si comporterà questa combinazione con nuovi tipi di nemici e come si evolverà con l’avanzare del gioco.

Durante il gioco saremo infatti chiamati a compiere alcune scelte morali che non sono propriamente classificate come scelte buone e scelte sbagliate, ma le abbiamo percepite più come due filosofie di approccio: una più aggressiva e una più orientata all’accettazione e al perdono. Le decisioni di Avril, però, avranno un impatto non solo su se stessa e sulla sua crescita, ma anche sul destino di tutti gli abitanti del pianeta. Alcune scelte potrebbero addirittura portarci ad affrontare sfide diverse, quindi in futuro si valuterà anche la rigiocabilità del titolo.

Al di fuori degli enigmi, il mondo di gioco si presenta con colori accesi molto marcati e una resa grafica molto buona già in questa fase di test. L’area che abbiamo esplorato non era enorme, ma offriva la giusta varietà ambientale per essere praticamente un insieme di aree interconnesse. Non sappiamo quanto saranno aperti gli scenari e quanta reale interattività ci sarà nel gioco completo. Al momento ci limitiamo a interagire con un negozio di rune, a rompere cristalli per recuperare salute e ad aprire forzieri.

In conclusione

Batora Lost Haven è un progetto interessante che vi consigliamo di seguire e provare direttamente dal 21 febbraio durante lo Steam Next Fest. Abbiamo particolarmente apprezzato il desiderio di non creare una storia lineare e la sua coerenza complessiva. La duplice natura di Avril è il perno su cui ruotano le principali meccaniche di gioco. Non vediamo l’ora di testare la build finale di gioco per portarvi una nostra recensione completa del titolo.

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