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Soulstice – Recensione

Anche se a prima vista può sembrare che siamo di fronte a un altro gioco che segue le orme di Dark Souls e Demon’s Souls, soprattutto per l’estetica travolgente, la verità è che siamo di fronte a una produzione molto vicina a un Devil May Cry, un Bayonetta, o anche a Nier. Soulstice è un hack & slash che beve dal meglio del genere mentre cerca di lasciare il segno con una serie di decisioni di gameplay abbastanza interessanti come l’utilizzo di un personaggio di supporto legato a noi e che dovremo anche controllare contemporaneamente in un in un certo modo accanto al personaggio principale. Una proposta interessante anche quella dei ragazzi dello studio milanese Reply Game Studios hanno risolto in modo efficiente. Scopritelo con noi, in questa recensione.

Il gioco

Soulstice ci offre un mondo di fantasia oscuro, mi sto allo stile medioevale in cui si trova il sacro regno di Keidas. Il regno ha tre capitali, Ilden, Doran e Rheim, ed è nella prima di queste che si svolge il gioco. Dopo eventi sconosciuti, una crepa si è aperta nel cielo permettendo agli spettri dall’altra parte del velo di entrare in questo mondo che hanno assassinato, corrotto o posseduto tutti i cittadini e che hanno permesso alla città di cadere sotto il controllo del seme del caos a causa della gravità dell’accaduto, l’Ordine dell’Ashen Edge invia diverse chimere, i suoi guerrieri più potenti che nascono dall’unione di due anime nello stesso essere, che rendono il guerriero dotato di abilità di combattimento sovrumane.

Tutto ha inizio quando Briar e Lute, una chimera composta da due sorelle, Briar viva e Lute morta e in forma di spirito, arrivano a Ilden per unirsi all’entourage che ha la missione di chiudere la spaccatura. Presto scoprono di essere stati lasciati indietro poiché Briar e Lute hanno la reputazione di essere indisciplinati, conflittuali e instabili. La prima cosa che i nostri protagonisti dovranno fare è trovare il loro osservatore dell’Ordine, Layton, e mettersi al passo con le altre chimere. Come possiamo vedere, questa storia sembra avere uno sviluppo semplice, anche se non mancano sorprese e svolte inaspettate che sicuramente manterranno il nostro interesse. La storia ci ricorderà molto il manga e l’anime Claymore da cui i ragazzi di Reply si saranno sicuramente ispirati.

La parte gameplay di Soulstice è divisa in sezioni platform, piccoli puzzle ed esplorazione e sezioni di combattimento. Il combattimento è incentrato su combo in cui dobbiamo concatenare il maggior numero possibile di attacchi in mischia per finire i nemici in modo rapido ed efficace. Saremo in grado di passare da un’arma all’altra in ogni momento per adattarci alle condizioni di combattimento. L’arma base di Briar è un enorme spadone, Ashen Vindicator, che inevitabilmente ci ricorderà Berserk e Claymore. Nonostante le sue dimensioni, lo spadone sarà il colpo rapido di Briar e potrà eseguire alcune combo con esso. L’arma secondaria, responsabile del colpo forte, sarà variabile e potremo scegliere tra diversi tipi di armi man mano che le sbloccheremo durante il gioco.

Gameplay ed altro

Lute è il nostro personaggio di supporto. Durante i combattimenti, Lute attacca automaticamente i nemici, ma avremo anche il controllo su alcune delle sue abilità che useremo per proteggere Briar. Lute può interrompere, deviare e contrastare gli attacchi nemici se il giocatore è in grado di dare l’ordine quando i nemici stanno per attaccarci e un’icona appare sullo schermo. Potrebbe sembrare un po’ complicato trovarsi nel mezzo di un combattimento con Briar e dover essere pronto a premere il pulsante di azione di Lute in qualsiasi momento, ma una volta che ci si abitua, il combattimento diventa piuttosto gratificante e soddisfacente.

Alcuni tipi di nemici sono invulnerabili in circostanze normali, spettri e corrotti, quindi gli attacchi in mischia di Briar non avranno alcun effetto. Per contrastare questo, Lute può evocare un campo intorno a Briar che colpisce alcuni nemici se si trovano al suo interno. Possiamo evocare due campi, il Campo di Evocazione o il Campo di Eliminazione, il primo con un’aura blu e il secondo con un’aura rossa. I campi hanno una durata limitata e se raggiungiamo il tempo massimo senza disattivarli, Lute non riuscirà a mantenerli e scomparirà temporaneamente con una piccola esplosione che, con l’acquisizione di determinate abilità potremo anche utilizzare a nostro favore.

Audiovisivamente, per essere una produzione media, è molto attenta e ben risolta. Non è una meraviglia a livello tecnico e nella progettazione degli scenari e soprattutto negli urti con i bordi degli stessi, con l’uso delle famose pareti invisibili, è dove più noteremo i bordi di questa produzione, al contrario, lo stile artistico così compiuto e attento conferisce al gioco un’estetica travolgente e davvero attraente. Alcune scene invitano a fare screen, poiché di grande impatto. In termini di prestazioni non lo possiamo criticare, il gioco è sempre fluido, indipendentemente dall’effetto grafico visualizzato sullo schermo. Per quanto riguarda la colonna sonora, troveremo temi che ben si sposano con lo sviluppo del gioco, contribuendo a formare l’atmosfera oscura e inquietante che Soulstice sprigiona.

In conclusione

Soulstice ci ha sorpreso per la sua capacità di accostarsi a una formula conosciuta e di saper lasciare la propria identità. Sebbene dalla sua prima presentazione e dalla sua demo giocabile in seguito, il gioco Reply Game Studios ha lasciato pochi dubbi sul fatto che ci trovassimo di fronte a un progetto più che interessante. Con sensazioni molto simili a Devil May Cry e altri hack & slash più popolari, e un’ambientazione clamorosa degna di un titolo del franchise di Souls, Soulstice ci invita a scoprire il destino delle due sorelle mentre assestano colpi a destra e sinistra, e tutto questo in una produzione media che osa guardare faccia a faccia i grandi del genere.

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