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The DioField Chronicles – Recensione

The Diofield Chronicle si apre su console e PC come una nuova proposta di ruolo tattico che corre dalla mano di Square Enix. Cosa abbiamo pensato di questa avventura? Vi diciamo tutto nella nostra recensione.

Il gioco

In un anno in cui gli SRPG di Square Enix sono tornati a vendicarsi grazie all’eccezionale Triangle Strategy o al promettente Tactics Ogre: Reborn, ora è il momento di The DioField Chronicle, una piacevole sorpresa diversa da entrambi i giochi e con una proposta RPG. Square Enix torna alle ispirazioni medievali europee (con lievi tocchi vittoriani e persino napoleonici) per scatenare il mondo di The Diofield Chronicle, diviso in tre grandi fazioni dove, ovviamente, la diplomazia non sembra essere la via preferita di nessuno.

Per affrontare imperi e repubbliche, l’isola di Diofield, dove si trova il regno di Alletain, farà appello a un eterogeneo equipaggio di eroi noto come Blue Foxes. La guerra bussa di nuovo alle porte, cavalieri, maghe, soldati, arcieri e altre professioni coraggiose formeranno gradualmente un “partito” che dovrà prima mettere ordine all’interno dei suoi confini prima di affrontare le minacce straniere. Il tutto viene però via via offuscato da una sceneggiatura che ci ricorda altri lavori visti in ambito fantasy e da personaggi abbastanza piatti, e con motivazioni abbastanza basilari, per quanto visto in altre recenti roccaforti dei giochi di ruolo. Tuttavia, la trama, nonostante diversi tentativi, continua grazie al meglio di questo gioco, il combattimento tattico che presenta. The Diofield Chronicle è un vero gioiello in questo senso.

The Diofield Chronicle vi farà impazzire, in quanto introduce un nuovo sistema chiamato Real Time Tactical Battle che sostanzialmente ci offre scontri in tempo reale con un tocco di RTS tradizionale, anche se senza la gestione degli eserciti. Addio turni. Il nostro gruppo di eroi deve misurarsi in una serie di scenari in vista isometrica contro nemici che agiscono e si muovono anche in tempo reale. La classica strategia giapponese cambia marcia. Pertanto, e nonostante il fatto che il tempo possa essere rallentato per impartire ordini, The Diofield Chronicle ci incoraggia a combattere costantemente e a prendere decisioni rapide ed efficaci. Diventeremo presto dei veri strateghi.

Ve lo chiariamo: basta un solo combattimento per vedere il potenziale di questo sistema di gioco. Anche se è possibile che durante i primi minuti ci si senta un po’ sopraffatto, tutto è ben masticato e presto si penserà a movimenti, attacchi, agguati, fiancheggiamenti e tutto un amalgama di opzioni. Perché The Diofield Chronicle offre varietà attraverso il suo sistema. Ogni personaggio ha i suoi attacchi base, che vengono eseguiti quando ci sono unità vicine, ma anche mosse speciali con “cooldown”.

Gameplay ed altro

I componenti RPG ci servono un intero menu di opzioni su un piatto d’argento, a cui si aggiungono le invocazioni. Perché questo è un gioco Square Enix, come potrebbe non esserci alcuna convocazione? Il controllo su console è ottimale e comprende i comandi base di famosi RTS come Age of Empires: selezione delle unità nell’area, click destro del grilletto per muovere i personaggi, ecc. Anche se è vero che quando si tratta di spostare individualmente ogni eroe, il numero di azioni che devono essere prese in considerazione può diventare saturante. Tuttavia, è solo un piccolo difetto in un sistema che funziona davvero bene ed è supportato da palchi grandi e ben progettati.

Tuttavia, le schermaglie di The Diofield Chronicle non sono il motore narrativo del gioco, quindi per avanzare nella storia e continuare a incontrare i personaggi, il gioco utilizza aree chiuse in cui non combattiamo, ma che ci permettono di muoverci con la terza persona personaggi. Se avete visto le fasi esplorative di Fire Emblem Three Houses, qui troverete qualcosa di simile, anche se più corsetto e meno profondo. La nostra base operativa offre diverse stanze e personaggi con cui chattare, negozi dove acquistare oggetti e armi, ecc.

A tal proposito, non aspettatevi nulla dall’altro mondo, visto che il level design è a corridoio e poco dettagliato e serve a sottolineare che, tecnicamente, The Diofield Chronicle non è il gioco più potente. Sebbene sia vero che queste fasi di esplorazione svelino le cuciture del gioco, sono necessarie per sviluppare al meglio le sue componenti di ruolo come gestire il nostro gruppo, cambiare personaggio, migliorare le abilità di ciascuno, consultare gli obiettivi secondari di ogni missione, svolgere compiti secondari ecc.

The Diofield Chronicle compensa le sue carenze grafiche con un ottimo design artistico e una sezione audiovisiva che ottiene olio con poco. Il gioco presenta scene animate in 3D e include illustrazioni davvero carine di Isamu Kamikokuryo (Final Fantasy) e Taiki (Lord of Vermilion III, IV) per accompagnare molte conversazioni e scene di trama. Al buon design artistico si aggiunge una colonna sonora molto più che notevole ed è tempo di recuperare il tema de Il Trono di Spade, dal momento che Ramin Djawadi e Brandon Campbell (compositori della serie HBO) hanno plasmato le colonne sonore di The Diofield Chronicle.

In conclusione

Insomma, The Diofield Chronicle presenta pecche in una narrazione dove i colpi di scena non sono convincenti e non fa un’esibizione di una tecnica travolgente, ma tutto questo è “perdonato” da una diversa identità SRPG, con personalità, stimolante e molto divertente. Nelle sue oltre 25 ore, in The Diofield Chronicle troverai una proposta la cui ambientazione, design artistico e colonna sonora servono ad abbellire ulteriormente combattimenti in tempo reale di vero successo.

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