Layers of Fear è la nuova opera, o quasi, di Bloober Team, il team polacco che possiamo già definire un autentico studio di genere, visto che da più di cinque anni è specializzato nel raccontare storie horror. Per un motivo che vi spiegheremo diffusamente di seguito, il titolo che abbiamo in mano usa lo stesso nome di quel walking horror che ci è piaciuto nel 2017, nel bel mezzo del ciclo generazionale di PlayStation 4 e Xbox One e che è arrivato anche su PC e Nintendo Switch.

La storia
Layers of Fear è riuscito a prendere piede tra gli amanti dell’horror grazie alla sua proposta attraente: raccontare la storia di un pittore tormentato mentre esploravamo un’ostentata villa vittoriana. Le mura di quel luogo hanno assistito a un incubo che difficilmente dimenticheremo, perché ha esposto perfettamente qualcosa che a volte facciamo fatica ad accettare: il fatto che l’essere umano è, appunto, colui che i peggiori orrori è capace di tenere dentro.
Ma ora dobbiamo parlare degli strati della paura del 2023, in cui come puoi vedere nell’immagine sopra, non abbiamo un dipinto e pennelli, anche se li vedremo sotto, ma una macchina da scrivere e un foglio bianco. Perché questa volta il punto di partenza non è un pittore che si vergogna del suo lavoro, ma un prestigioso scrittore di romanzi horror che cerca disperatamente di trovare quell’ispirazione che a volte si rifiuta di apparire.
E naturalmente, come se qualcosa non mancasse nelle opere dello studio polacco sono gli argomenti, i luoghi comuni e l’armamentario più ricorrente del genere, la sua migliore idea per trovarlo non è altro che passare qualche giorno da solo in un faro abbandonato, su un’isola lontana. Tipico, dai. Ad ogni modo, veniamo a quello che stiamo facendo: perché il gioco è stato chiamato come il gioco del 2017? Perché tecnicamente non siamo di fronte a un titolo inedito, ma a una sorta di antologia che raccoglie tutto ciò che è accaduto nel franchise e ampliato con modifiche e nuove storie.

Gameplay ed altro
Con una grafica migliorata, miglioramenti nel controllo, migliori effetti sonori e alcuni altri cambiamenti, la prima grande sorpresa che prendiamo nel vedere che il prologo dello scrittore nel faro lascia il posto a un remake completo del gioco del 2017.
Naturalmente, non mancano i contenuti di Inheritance, l’espansione che ha ricevuto il titolo originale, né un completo Layers of Fear 2, anch’esso migliorato come il suo predecessore che non ha finito di convincere il pubblico, dal momento che si può affermare senza timore di sbagliare che è l’opera più debole dello studio polacco. A differenza del primo capitolo, il seconda era molto meno ispirata e per finire, la classica presenza del nemico immortale e la meccanica di fuga e furtività non si adattavano affatto bene.
La cosa più interessante di Layers of Fear è il modo in cui si sviluppa ciò che già conosciamo, insieme a tutto ciò che è completamente nuovo. Visitiamo il faro e incarniamo lo scrittore in più di un’occasione, mentre il mistero circonda il luogo già terrificante. Ma oltre a questo c’è una sorpresa di cui, per ovvi motivi, non riveleremo dettagli espliciti.


