Tales of Berseria è un gioco di ruolo sullo stile giapponese JRPG, sviluppato e pubblicato da Bandai Namco Entertainment per PlayStation 3, PlayStation 4 e Microsoft Windows. E’ stato rilasciato in Giappone il 18 agosto 2016, mentre nel resto del mondo il 27 gennaio 2017 per PlayStation 4 e 26 gennaio per PC.
Il titolo è completamente sottotitolato in italiano, con doppiaggio in lingua originale (Giapponese) o in Inglese.
Tales of Berseria è un prequel di Zestiria e per la prima volta avrà una protagonista donna, Velvet Crowe.
Velvet è diventata un demone, ma non uno qualsiasi, bensì un divoratore, un emissario infernale che per sopravvivere deve consumare altri demoni.
L’obiettivo di Velvet è quello di uccidere Artorius, il marito della sua defunta sorella e capo dell’ordine degli Esorcisti, che in un rituale ha sacrificato Laphicet, il fratellino di Velvet, permettendogli così di acquisire un enorme potere e rivelando al mondo la presenza dei Malak, spiriti prima invisibili che servono gli inquisitori per combattere i demoni.
In questo modo Artorius ha creduto di poter combattere al meglio i demoni, e così ha sacrificato tutto quello che aveva di più caro per un bene superiore.
La vendetta di Velvet sarà quindi il movente che darà inizio ad una spirale di distruzione che ci porterà fino allo struggente finale del gioco.
La narrazione avviene ovviamente tramite i filmati di gioco, ma anche attraverso i dialoghi tra i vari protagonisti, disegnati secondo il classico stile anime, con un design eccellente, che non fa risaltare troppo l’arretratezza tecnica del titolo.
Notevoli oltre ogni paragone i filmati di gioco realizzati come un anime, crudi, maturi e di sicuro impatto.
Dal punto di vista grafico, invece, Tales of Berseria mantiene lo stile dell’ultimo titolo della serie.
Le ambientazioni sono curate e ben elaborate, variando in modo notevole l’una dall’altra e senza mai annoiare. Alcuni scenari sono effettivamente splendidi, specialmente se si tratta di percorrere vaste praterie con l’erba che oscilla al vento e le nuvole che proiettano le loro ombre animate sopra di noi. Altri, invece, mi sono sembrati veramente poveri, sfavoriti peraltro da texture in bassissima risoluzione e un frame rate altalenante.
Le grotte e le rovine in cui dovremo infiltrarci, in particolare, tendono ad assomigliarsi un po’ tutte, complice anche la colonna sonora che in alcuni frangenti è poco incisiva e riutilizza le stesse tracce in molteplici ambientazioni.
Le tipiche sonorità dei titoli JRPG si sentono marcatamente e faranno sicuramente la gioia degli amanti del genere.
In definitiva la musica non ci abbandonerà mai durante la storia, sebbene questa non sia una delle caratteristiche principali del titolo, è di fatto tutto ma non memorabile.
Uno degli aspetti fondamentali del gioco è il sistema di combattimento. Questo non si discosta dalle regole imposte dalla serie, e mantiene una certa complessità che metterà subito a proprio agio gli amanti della serie, mentre sarà un po’ più ostica per i nuovi del genere, che dovranno perdere un po’ di tempo sui menù di gioco per riuscire a comprendere le varie impostazioni e gli elementi selezionabili.
COMMENTO PERSONALE
La trama risulta solida, scorrevole e appagante, più degli ultimi tre titoli della serie.
Sebbene possa sembrare meno ambiziosa di questi ultimi, restituisce una narrazione stabile e particolarmente godibile. Queste caratteristiche non la rendono comunque una storia poco sviluppata: il suo evolversi appassiona il giocatore a tal punto da diventare impossibile staccarsi dal controller, o dalla tastiera.
La narrazione avviene ovviamente tramite i filmati di gioco, ma anche attraverso i dialoghi tra i vari protagonisti, disegnati secondo il classico stile anime, con un design eccellente, che non fa risaltare troppo l’arretratezza tecnica del titolo.
Notevoli oltre ogni paragone i filmati di gioco realizzati come un anime, crudi, maturi e di sicuro impatto.
Non è un gioco esasperatamente innovativo e in alcuni momenti questa mancanza di “rischio” si vede. D’altro canto però, non solo si riavvicina ai canoni della serie, ma anzi è così ben sviluppato da riuscire a innalzare gli standard di aspettativa per i futuri titoli.





