I fan di Manganime hanno un appuntamento oggi con Bleach: Rebirth of Souls, il nuovo gioco di combattimento basato su questo popolare shonen che è ora disponibile per PS4, PS5, Xbox Series X|S e PC. Approfittando di questo slancio, Bandai Namco ci propone di rivivere la storia di Bleach attraverso un gioco di combattimento 3D. Al giorno d’oggi, quasi tutti i giochi che adattano un manganime optano per questo formato, che a volte dà buoni risultati (come nel caso di Naruto: Ultimate Ninja Storm o del recente Dragon Ball: Sparking! Zero) e altri… Non così tanto.

Il titolo
Cominciamo con le basi: Bleach: Rebirth of Souls include un totale di tre modalità di gioco: storia, combattimento offline (allenamento, versus e missioni) e battaglie online. Oltre a questo, abbiamo un tutorial, un negozio per acquistare oggetti e una sezione dedicata agli extra dove possiamo controllare i trofei, rivedere le scene video, ascoltare melodie o rivedere il glossario. Sicuramente non c’è bisogno di dirlo, ma tre modalità di gioco sono davvero poche, soprattutto in un titolo di queste caratteristiche.
La modalità storia è senza dubbio la più lavorata di tutte, ma non è nemmeno priva di problemi. È diviso in due modalità: storia principale, che come suggerisce il nome copre la storia di Bleach, e storia segreta, in cui vengono raccontati i momenti chiave della vita dei personaggi. La storia principale copre gli eventi dall’inizio di Bleach alla fine della saga di Arrancar (la quarta nell’anime). È un vero peccato e per certi versi incomprensibile che un nuovo gioco di Bleach uscito nel 2025 copra una parte così piccola della trama, soprattutto considerando che a questo punto lo conosciamo già a memoria.

La struttura della storia è la solita in questi titoli: ogni arco narrativo è diviso in episodi, ognuno composto da scene video e una o più battaglie che dobbiamo superare per progredire. Se vinciamo soddisfacendo determinate condizioni, otteniamo ricompense migliori. Ma a parte questo, non c’è nulla che ci inviti a rigiocare la modalità storia. Detto questo, non pensiamo che la modalità storia sia terribile. Si nota che è stato fatto uno sforzo per cercare di raccontare la trama, ricorrendo a scene video con il motore di gioco che, seppur non di grande qualità, può vantarsi di non essere un Power Point con immagini statiche, cosa che purtroppo è qualcosa di troppo comune in questo genere di giochi.
Ovviamente, non raggiunge il livello di manga o anime e ci sono lacune importanti, ma fa un buon lavoro quando si tratta di coprire l’essenziale per poter seguire la trama di Bleach. L’unica modalità con un po’ di “ritmo” oltre alla modalità storia è la modalità missioni, ma è comunque un susseguirsi di scontri con avversari sempre più difficili.

Gameplay ed altro
Ma andiamo con la cosa davvero importante: i combattimenti. Come accennato in precedenza, questo è un gioco di combattimento 3D con scontri 1v1. La base giocabile è la stessa di altri titoli simili, quindi se avete giocato a Naruto (ad esempio) riconoscerete subito i controlli. Tuttavia, siamo rimasti sorpresi di scoprire che Bleach: Rebirth of Souls è più desideroso di essere un gioco di combattimento, per così dire. Normalmente, in questo genere, lo spettacolo prevale sulla profondità meccanica, il che spesso ci lascia con giochi di combattimento tremendamente semplici.
In effetti, lo sviluppo dei combattimenti stessi è in qualche modo diverso da quello a cui siamo abituati. Invece di dover ridurre la barra della vita dell’avversario per vincere, qui dobbiamo distruggere le sue anime. Per fare questo, dobbiamo ridurre la loro energia spirituale fino a un certo punto, a quel punto possiamo usare il Kikon, un attacco potente e spettacolare che distrugge diverse anime contemporaneamente. Anche l’interfaccia, che è davvero cool e si “intrufola” sullo schermo in momenti diversi, ha uno stile molto caratteristico che ricorda i picchiaduro più tradizionali.

Non è il gioco di combattimento più profondo sul mercato o qualcosa del genere, ma, abituati come siamo a questi titoli che dimenticano la profondità meccanica, è rinfrescante scoprire un gioco che sa essere spettacolare senza dimenticare di offrire una certa complessità giocabile. E parlando di complessità, i tutorial usano un tale numero di termini e “parole” per riferirsi ai movimenti, il che può essere un vero mal di testa.
Per quanto riguarda il numero di personaggi, un altro aspetto chiave, Bleach: Rebirth of Souls include un totale di 31 personaggi delle tre diverse fazioni (Human World, Soul Society e Hollow World). Non male e, considerando gli archi narrativi trattati nella storia, non si poteva chiedere molto di più. L’unico problema è quello tipico di questi giochi: alla fine, nonostante abbiano tutti poteri e abilità molto diversi, quando si tratta di controllarli non ci sono quasi differenze. E, naturalmente, ci sono anche alcuni personaggi completamente sbilanciati che rendono il gioco online non molto sensato.


