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Mado Monogatari: Fia and the Wondrous Academy – Recensione

Sin dal primo caricamento, Fia and the Wondrous Academy cattura con il suo fascino pittoresco: una giovane maga di nome Fia arriva all’iconica Ancient Magic Academy con il sogno di diventare una “Great Mage”. Ciò che non sa è che l’accademia custodisce misteri nascosti tra corridoi scolastici e dungeon generati proceduralmente pieni di incantesimi, mostri vivaci e colorati come Puyo o scheletri buffi.

Il titolo

La progressione ruota attorno a due dimensioni principali da esplorare: i dungeon e la vita scolastica. I labirinti cambiano ad ogni discesa, con mostri da affrontare usando le Magic Artes, e la raccolta di Elemental Orbs abilita le devastanti Great Magic Artes. Il sistema tempo reale × turni è inizialmente complesso: devi gestire le combo con spazi d’azione, monitorare il tuo party e sfruttare livelli elementali, ma una volta presa la mano, è pura soddisfazione creativa.

Tra una missione e l’altra, il campus diventa il tuo rifugio. Lì puoi coltivare ingredienti, cucinare curry per bonus in battaglia, giocare minigiochi, interagire con compagne di corso e accedere al Grimoire: un sistema di avanzamento dove spendi Learning Points per sbloccare nuove magie, abilità e nodi narrativi. La sintesi nel magazzino ti permette di creare armi mittenti come spade o armature a partire da materiali trovati nei dungeon—un loop piacevolmente semplice ma gratificante.

Gameplay ed altro

La grafica sobria, con sottotitoli in inglese e francese e audio originale in giapponese, trasmette un’atmosfera vintage ma curata. L’estetica è vivace e anime style: personaggi tondi, nemici cartooneschi e ambienti scolastici pieni di luce. Il gioco dura circa 10‑12 ore in una run principale, tempo sufficiente per sviluppare un legame genuino con Fia e compagni, anche se la storia resta leggera, priva di colpi di scena profondi o drammatici.

Combat system e gestione dell’inventario sono leggermente sopraffatti dalla gran varietà di funzioni: potere magico, crafting, mini-giochi, interazioni sociali… in alcuni momenti il tutto sembra un “mucchio di buone idee mescolate”, più coeso da giocare che da comprendere in anticipo. Ma questo caos ordinato ha il suo fascino e non manca il sorriso nelle battaglie contro i Puyo o nel momento in cui versi curry ai tuoi compagni.

Il gioco ricorda vagamente i dungeon crawler divertenti tipo Mystery Dungeon, ma qui l’azione è più diretta e immediata, con derive narrative scolastiche che aggiungono leggerezza. E nonostante alcuni fan nutrano dubbi sul team di sviluppo, il fascino nostalgico della serie originale emerge evidente in ogni area, anche se con un tocco fresco.

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