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High on life 2 – Recensione

High On Life 2 è il seguito del cult comedy shooter originale, uno dei titoli più bizzarri e irriverenti degli ultimi anni, che mescola gunplay frenetico, umorismo demenziale e idee di design fuori dagli schemi in un’unica esperienza esplosiva. Qui trovi tutto ciò che ha reso il primo capitolo tanto divertente — armi parlanti con personalità, battute assurde e situazioni al limite del surreale — ma ampliato e migliorato per offrire un’avventura più corposa, varia e strutturata, perfetta per sfruttare la potenza di PS5.

La storia riprende alcuni anni dopo gli eventi originali: il protagonista, ora un bounty hunter di fama galattica, viene trascinato in una nuova cospirazione quando sua sorella viene rapita da un gigantesco conglomerato farmaceutico deciso a sfruttare gli umani come risorse. Da qui prende il via un viaggio attraverso ambienti esotici e assurdi, che spaziano da enormi convention intergalattiche a zoo alieni per umani, fino a crociere di lusso trasformate in zone di guerra. L’ironia è costante, con dialoghi e situazioni che mantengono il tono scanzonato e strambo tipico della serie, capace di alternare risate genuine a momenti di pura follia.

Il combat system è espanso e più profondo rispetto al primo capitolo. La base rimane quella di un first-person shooter caotico e veloce, ma qui introduce un elemento di movimento completamente nuovo: lo skateboard. Non è solo un modo per spostarsi più velocemente, ma un meccanismo integrato al gameplay che permette di scivolare, grindare su superfici, eseguire manovre acrobatiche e perfino usarlo come arma improvvisata nelle fasi di combattimento. Questo aggiunge una dimensione inedita alla dinamica di gioco, rendendo gli scontri più spettacolari e la traversata dei livelli più fluida e dinamica.

Le armi — o meglio, le Gatlian, le pistole aliene senzienti — ritornano e tornano in gran numero, con alcuni volti nuovi tra cui Travis, una SMG con voce dell’attore Ken Marino, e Sheath, un fucile da battaglia con doppia voce e capacità di attacco unico. Questi personaggi offrono non solo stili di fuoco diversi ma anche interazioni comiche tra di loro e con il giocatore, rendendo ogni nuova arma una piccola scenetta a sé stante. Le scelte di dialogo legate a queste armi permettono di gestire anche conversazioni e momenti narrativi in modo originale, con la rara combinazione di meccaniche di gioco e personalità esagerate che caratterizza l’intero progetto.

La struttura dei livelli è più ampia rispetto al predecessore e comprende grandi hub di gioco — come ParkingCon e MurderCon — dove esplorare, completare obiettivi secondari e interagire con personaggi fuori di testa. Queste aree non sono semplici passaggi verso il prossimo combattimento, ma spazi vivi e pieni di dettagli, missioni secondarie e gags ambientali che premiano l’esplorazione. Il ritmo resta incalzante, con la trama principale che avanza a colpi di ironia e sparatorie, alternando momenti di caos totale a pause più riflessive tra un’esplosione e l’altra.

Su PS5, High On Life 2 beneficia delle caratteristiche hardware: il DualSense offre feedback aptico e resistivo che si integra con il senso di velocità e impatto delle armi, mentre il caricamento rapido mantiene l’azione fluida. Il gioco supporta anche funzioni come l’audio 3D, che aggiunge profondità alle ambientazioni extraterrestri e al caos degli scontri.

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