Dragonkin: The Banished si inserisce nel panorama degli action RPG con visuale isometrica proponendo un mondo oscuro dominato dai draghi e dalla corruzione che questi hanno lasciato dietro di sé. Sviluppato da Eko Software, il titolo cerca di fondere elementi classici alla Diablo con un sistema di progressione più strutturato e un’identità narrativa legata al conflitto tra umanità e creature ancestrali.

La storia si sviluppa in un mondo devastato dalla presenza dei draghi, esseri mitologici che hanno contaminato intere regioni trasformandole in territori ostili e pericolosi. I protagonisti sono i cosiddetti Dragonkin, guerrieri che possiedono poteri derivati proprio dai draghi e che vengono temuti quanto le creature che combattono. Il giocatore sceglie uno di questi personaggi e intraprende un viaggio per contrastare la diffusione della corruzione, cercando al tempo stesso di comprendere la vera natura del proprio potere. La narrazione si muove tra temi classici del genere – vendetta, redenzione e sacrificio – senza rivoluzionare la formula, ma riuscendo comunque a costruire un contesto coerente.
Il gameplay è quello tipico degli hack’n’slash isometrici, basato su combattimenti rapidi, gestione delle abilità e raccolta continua di equipaggiamento. Il sistema di progressione è uno degli elementi più interessanti: ogni Dragonkin ha uno stile di combattimento distinto e può essere personalizzato attraverso un albero di abilità e un sistema di potenziamento che permette di modificare in modo significativo le capacità del personaggio. Le abilità legate ai poteri draconici aggiungono varietà agli scontri, introducendo attacchi elementali e capacità speciali che rendono il combat system più dinamico.

Uno degli aspetti più riusciti è la struttura del mondo di gioco. Le ambientazioni sono ampie e suddivise in diverse regioni, ciascuna caratterizzata da un diverso livello di corruzione. Il giocatore si muove tra villaggi, dungeon e aree aperte affrontando orde di nemici, boss e missioni secondarie. La presenza di eventi dinamici e attività opzionali contribuisce a rendere l’esperienza meno lineare rispetto ad altri titoli simili.
Il sistema di loot gioca un ruolo centrale. Armi, armature e oggetti rari vengono ottenuti attraverso combattimenti e missioni, con una progressione che spinge continuamente il giocatore a migliorare il proprio equipaggiamento. La varietà degli oggetti è buona e permette diverse build, anche se nel lungo periodo può emergere una certa ripetitività nella ricerca dell’equipaggiamento perfetto.
Dal punto di vista tecnico, Dragonkin: The Banished presenta un comparto visivo solido ma non eccezionale. Le ambientazioni sono ben realizzate e contribuiscono a creare un mondo credibile e cupo, ma alcuni modelli e animazioni non raggiungono lo stesso livello di dettaglio. Su PS5 le prestazioni risultano comunque stabili, permettendo un’esperienza fluida anche nelle fasi più caotiche.


