Image default
NotiziePCPiattaformeRecensioniSony

Qliphah in Providence’s Shadow – Recensione

Qliphah in Providence’s Shadow è un gioco difficile da incasellare al primo sguardo, perché prende elementi da diversi generi e li mette insieme all’interno di un’ambientazione post-apocalittica estremamente particolare. Arc System Works propone un action RPG nel quale il combattimento utilizza una struttura basata su una vera e propria linea temporale, permettendo al giocatore di prevedere gli attacchi degli avversari, programmare le proprie azioni e intervenire sullo scontro rallentando o fermando temporaneamente il tempo. Il risultato è un sistema che cerca di unire la pianificazione tipica di un gioco tattico con l’immediatezza di un action.

La storia è ambientata in una Tokyo successiva al cosiddetto World Collapse, un evento che ha portato la realtà stessa sull’orlo del collasso. La città è stata contaminata dalle Aberrazioni, creature mostruose che emergono mentre il confine tra il mondo reale e qualcosa di completamente diverso continua a deteriorarsi. In questo scenario seguiamo principalmente Rena Hizuki e Soma Hoshigami, due personaggi molto diversi che finiscono per essere coinvolti nella stessa vicenda.

Soma è un giovane che lavora come corriere e la sua vita cambia completamente dopo essere stato attaccato da un’Aberrazione. L’attacco lo lascia in uno stato definito “Half-turned”, una condizione nella quale il suo corpo si trova a metà tra quello umano e quello di un’Aberrazione. Rena, invece, è un’investigatrice della Polizia Metropolitana di Tokyo appartenente a una divisione specializzata nella gestione delle anomalie. Dopo aver incontrato Soma, lo prende in custodia come una sorta di “proprietà smarrita”, dando inizio a una storia che porterà entrambi a indagare su ciò che sta realmente accadendo alla città.

La trama introduce inoltre due elementi particolarmente importanti: gli Stigmi e la droga demoniaca chiamata Tiny True. Gli Stigmi sono misteriosi segni incisi sul corpo che stanno comparendo soprattutto tra i giovani, mentre Tiny True è una sostanza che si sta diffondendo per le strade e sembra essere direttamente collegata alla trasformazione della società e agli eventi soprannaturali. A tutto questo si aggiunge la presenza di un culto misterioso che sembra muovere i fili degli eventi dall’ombra, creando una storia nella quale investigazione, body horror e soprannaturale si intrecciano continuamente.

La componente narrativa sembra quindi voler costruire qualcosa di molto più complesso del semplice scontro tra esseri umani e mostri. La contaminazione della realtà diventa il centro della vicenda e i protagonisti sono costretti a comprendere il rapporto tra gli Stigmi, Tiny True e le Aberrazioni per riuscire a capire cosa stia realmente succedendo. L’ambientazione di Tokyo contribuisce parecchio a questa atmosfera, perché non viene proposta come una semplice città futuristica, ma come un luogo nel quale la normalità è stata progressivamente contaminata.

Il vero elemento distintivo rimane però il combattimento. Qliphah in Providence’s Shadow utilizza un sistema che visualizza gli eventi attraverso una linea temporale, mostrando al giocatore quando gli avversari attaccheranno e quale tipo di abilità utilizzeranno. Questa informazione permette di decidere in anticipo come reagire e di programmare le proprie abilità in modo da interrompere le azioni nemiche o sfruttare le finestre disponibili.

La particolarità è che il tempo può essere rallentato oppure completamente messo in pausa durante il combattimento. Questo permette di analizzare con calma la situazione, controllare le abilità disponibili, osservare i tempi di ricarica e decidere quali azioni concatenare. È un sistema che inizialmente potrebbe sembrare molto vicino a un classico RPG tattico, ma l’obiettivo di Arc System Works è permettere al giocatore di diventare progressivamente più veloce fino a trasformare la pianificazione in un combattimento estremamente aggressivo.

È proprio questa doppia natura a rendere il sistema interessante. Durante le prime battaglie si tende probabilmente a utilizzare la pausa e il rallentamento per comprendere cosa stia succedendo, soprattutto perché la quantità di informazioni visualizzate sullo schermo può essere notevole. Con l’esperienza, però, il giocatore può iniziare a intervenire sempre più rapidamente, concatenando le abilità e reagendo agli attacchi senza dover necessariamente fermare il tempo a ogni occasione.

Il sistema permette quindi di giocare in maniera molto diversa a seconda delle proprie preferenze. Chi ama ragionare con calma può sfruttare la linea temporale per studiare il comportamento dei nemici e costruire una sequenza di azioni precisa, mentre chi preferisce l’azione può utilizzare le stesse informazioni per combattere in modo molto più aggressivo. L’obiettivo è arrivare a un punto nel quale la strategia e la velocità finiscono per convivere.

Anche la possibilità di interrompere gli attacchi nemici rappresenta un elemento fondamentale. Non basta quindi scegliere l’abilità che infligge più danni: bisogna osservare ciò che l’avversario sta per fare e decidere se conviene contrattaccare, utilizzare un potenziamento oppure interrompere direttamente la sua offensiva. In questo modo anche le battaglie contro avversari più potenti diventano una questione di lettura del campo e gestione delle risorse.

La presenza di Rena e Soma contribuisce inoltre a creare una squadra con caratteristiche differenti. I due protagonisti possiedono capacità legate alle loro rispettive condizioni e il gioco permette di sfruttare le loro peculiarità all’interno del sistema di combattimento. Rena utilizza una spada maledetta capace di intervenire sullo spazio, mentre Soma, a causa della sua trasformazione, possiede poteri molto più fisici e mostruosi che si manifestano attraverso i suoi attacchi.

Questa differenza non è soltanto estetica, perché aiuta a rendere più interessante la costruzione delle strategie. La possibilità di combinare le caratteristiche dei personaggi con la gestione della timeline può creare situazioni nelle quali una determinata abilità diventa particolarmente efficace se utilizzata immediatamente prima o dopo quella di un altro membro della squadra.

Dal punto di vista estetico, Qliphah sceglie uno stile cel-shaded molto marcato. È una decisione che si sposa bene con la tradizione di Arc System Works e permette al gioco di distinguersi immediatamente. Tokyo viene rappresentata attraverso colori e contrasti molto forti, mentre le Aberrazioni sono caratterizzate da design volutamente disturbanti e da shader specifici che cercano di accentuare il loro aspetto deformato.

La componente audiovisiva sembra inoltre avere un ruolo importante nel ritmo generale dell’avventura. Il gioco è completamente doppiato e presenta una colonna sonora accompagnata da brani inseriti direttamente nell’esperienza e da una sigla d’apertura. È un’impostazione particolarmente adatta a un RPG giapponese che vuole dare grande importanza ai propri personaggi e alla rappresentazione stilizzata del mondo.

Su PS5, Qliphah in Providence’s Shadow beneficia inoltre del supporto al DualSense, compresa la vibrazione del controller e il supporto alle funzioni del sistema. La versione PlayStation è prevista per il 24 settembre 2026 e viene proposta come esperienza esclusivamente single-player e offline.

Il gioco potrebbe comunque richiedere un certo periodo di adattamento. La quantità di informazioni che la timeline mette a disposizione del giocatore rischia inizialmente di risultare quasi intimidatoria, soprattutto per chi arriva aspettandosi un action RPG tradizionale. La promessa interessante è però che questa complessità dovrebbe progressivamente trasformarsi in velocità, permettendo al giocatore di passare dalla pianificazione ragionata a un’esecuzione molto più immediata.

Anche l’ambientazione potrebbe rivelarsi un’arma a doppio taglio. L’idea di una Tokyo post-apocalittica contaminata da creature soprannaturali, culti misteriosi e una droga demoniaca è sicuramente originale, ma la quantità di elementi narrativi rischia di rendere la storia molto densa. Sarà quindi importante che il gioco riesca a spiegare gradualmente il proprio universo senza sommergere il giocatore di termini, organizzazioni e concetti fin dalle prime ore.

Il potenziale, comunque, è notevole. Qliphah in Providence’s Shadow non sembra voler competere semplicemente con gli RPG a turni tradizionali né con gli action più frenetici, ma cerca di creare un punto d’incontro tra i due generi. La timeline diventa il vero strumento attraverso il quale questa fusione prende forma, perché permette di osservare il futuro immediato dello scontro e decidere come modificarlo con le proprie azioni.

Se il sistema riuscirà a mantenere questo equilibrio per tutta la durata dell’avventura, potrebbe rappresentare il principale motivo per cui ricordare il gioco anche dopo averlo terminato. La possibilità di rallentare il tempo per ragionare e poi tornare progressivamente a un combattimento veloce crea infatti una curva di apprendimento molto interessante, nella quale il giocatore non diventa semplicemente più forte, ma diventa più bravo a utilizzare le informazioni che il gioco gli mette a disposizione.

Related posts

Sumatra: Fate Of Yandi – Recensione

Luca Cuciniello || Ciccioboy

Microids Life presenta tre nuovi titoli della serie My Universe

Luca Cuciniello || Ciccioboy

Ghostbusters: Spirits Unleashed lancia oggi il primo DLC gratuito

Luca Cuciniello || Ciccioboy