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The Evil Within 2 – Recensione

Nel parco di titoli in uscita che va da Settembre fino a Dicembre, abbiamo e avremo tra le mani giochi TriplaA di altissimo sviluppo da parte di case di sviluppo importanti. Tra questi, arriva anche The Evil Within 2, sequel diretto di quel Survival Horror che abbiamo apprezzato tantissimo. Gli incubi del nostro eroe sono tornati e lo hanno assalito. Saranno riusciti a fermarlo dal suo compito? Scopritelo nella nostra recensione.

Trama

 Tre anni dopo gli eventi del Beacon Mental Hospital, Sebastian Castellanos ha lasciato il dipartimento di Polizia di Krimson City e continua ad avere gli incubi dopo le esperienza al Beacon, della scomparsa della moglie Myra, ma soprattutto della morte di sua figlia Lilly, purtroppo deceduta in un incendio doloso. Una sera, mentre Sebastian è alle prese con l’alcool, viene avvicinato dalla sua ex collega Juli Kidman, che gli rivela della tutto sulla verità di Lilly. Sua figlia è viva, e viene tenuta prigioniera all’interno del nuovo sistema Stem, progettato dalla Mobius, società per cui lavora ora Kidman. Lilly è il nucleo principale dello Stem ed è stata tenuta seduta per poter permettere alla società di tenere sotto controllo lo Stem che ora simula una classica cittadina americana di nome Union. Purtroppo però, non è tutto semplice, perché una volta che Sebastian ha accettato di andare a recuperare sua figlia si ritrova nello Stem tutt’altra situazione, con gli abitanti di Union oramai morti o trasformati in mostri. Qui accadranno molte cose curiose ed interessanti che porteranno Sebastian ad indagare sull’accaduto e procedere al recupero di sua figlia Lilly, costi quel che costi.

Gameplay e comparto audiovisivo

 Simile al suo predecessore, The Evil Within è un titolo strettamente Horror, in terza persona con stampo action. Una cosa che salta subito all’occhio del giocatore è la grandezza delle mappe, ora molto più grandi anche se danno solo l’apparenza di una semi libertà all’interno del gioco, dato che le missioni lo porteranno sempre verso un unico obiettivo, tranne in alcuni casi di piccole missioni secondarie che comunque non hanno molto importanza tranne per il fatto di poter recuperare armamenti ed oggetti utili alla causa. Novità interessante è la possibilità di utilizzare un comunicatore che aiuta Sebastian ad evidenziare gli obiettivi, le risorse ed i nemici sparsi per il mondo di gioco. I giocatori possono liberamente esplorare l’area, andando alla ricerca di munizione o come detto prima, possono dedicarsi alle brevi missioni secondarie. I nemici sono più diversificati ora tra di loro e possono essere uccisi in diversi modi, come in un confronto diretto utilizzando un coltello, o con le classiche pistole e varie armi sparse per il gioco, più o meno difficili da trovare. The Evil Within ha anche un sistema di crafting che permette al giocatore di poter creare nuovi oggetti, come munizioni e risorse importanti. Questo sistema è utilizzabile ovunque ma craftando da un banco da lavoro, verranno richiesti meno risorse per ottenerlo. Torna anche in questo capitolo la possibilità di potenziare Sebastian, grazie al Gel Verde e Rosso, con quest’ultimo utilizzabile solo per arrivare ai livelli più alti di personalizzazione. Purtroppo però, anche questo capitolo non è esente da difetti, in primis per la plasticosità del personaggio nel muoversi, come quella dei menici. Il sistema di combattimento non è molto preciso e spinge il giocatore a non affrontare le situazioni di combattimento a fuoco spianato. I nemici si muovono anche in modo molto strano ed impreciso, portando lo stealth ad essere completamente vano in molti casi, vano come le uccisioni con il coltello che risulta inaffidabile ma anche molto impreciso nei movimenti. Il comparto grafico del gioco, mosso dall’Idtech5 funziona senza frottoli vari, anche se il dettaglio grafico non è di certo il massimo. Buono il doppiaggio in italiano, che non fa rimpiangere quello in inglese e buona l’atmosfera creata, con la tensione che vi accompagnerà per tutte le 12/13 ore richieste per portare a termine la campagna.

In conclusione

The Evil Within 2 è un titolo davvero ben sviluppato che farà la gioia di tutti gli appassionati del genere Horror e della serie in particolare. Tango Gameworks e Bethesda hanno fatto centro, creando un sequel quasi perfetto, riuscendo a stabilire anche una certa tensione tra Sebastian ed il giocatore stesso, inoltre la difficoltà del titolo è decisamente alta e già dalla seconda opzione potreste trovarvi a fare i conti con i vostri incubi.

 

 

 

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