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Assassin’s Creed Origins – Recensione

Dopo circa un anno di pausa, Ubisoft ha annunciato un nuovo capitolo della sua serie di grande successo, ovvero Assassin’s Creed Origins, sviluppato da Ubisoft Montreal, che inizialmente aveva preso la denominazione di Empire. La sua uscita è stata prevista per il 27 ottobre di quest’anno su PC, Ps4 e XboxOne. Il titolo è stato presentato all’E3 di Los Angeles quest’anno e noi abbiamo avuto il piacere di provarlo con una versione console. Questa è la nostra recensione.

Trama

 Assassin’s Creed Origins è ambientato nell’antico Egitto durante il periodo tolemaico e racconta la storia immaginaria di eventi reali. Il giocatore assume il ruolo di un Medjay di nome Bayek che lavora per proteggere il popolo dalle minacce. La storia racconta le origini della lotta tra asssassini, che lottano per la pace promuovendo la libertà e una cabala segreta, precursori dei Templari che desiderano la pace attraverso l’imposizione dell’ordine. Bayek è accecato dalla vendetta, ed affiancare il protagonista ci sarà Aya, moglie e compagna fidata che risulta caratterizzata molto meglio del protagonista stesso. Dal punto di vista narrative, Origins risulta essere uno dei migliori capitoli , se non il migliore scritto dell’intera saga, sempre preciso e che non perde un colpo.

Gameplay e comparto audiovisivo.

 Assassin’s Creed Origins è un gioco di azione-avventura stealth con una prospettiva in terza persona. I giocatori completano missioni — scenari lineari con obiettivi prefissati — per progredire attraverso la storia, guadagnare punti esperienza e acquisire nuove competenze. Al di fuori delle missioni i giocatori possono vagare liberamente l’ambiente open world a piedi, a cavallo, in cammello o in barca per esplorare luoghi, completare missioni secondarie facoltative e sbloccare armi ed equipaggiamento. A differenza dei precedenti giochi della serie non ci sono molte strutture alte per arrampicarsi e sbloccare aree della mappa. La modalità “visione dell’aquila”, che permetteva ai giocatori di esplorare una zona mettendo in evidenza i nemici e gli oggetti, viene sostituita da un’aquila come un compagno. I giocatori possono anche domare vari predatori che serviranno come alleati e li assistono contro i nemici. Il gioco vede anche il combattimento navale, l’esplorazione subacquea e il ritorno delle tombe, simili a quelle degli Assassini presenti in Assassin’s Creed II. Origins introduce un sistema di combattimento basato su arena dove il giocatore combatte ondate di nemici con combinazioni sempre più difficile che culmina in una boss fight. Mentre l’introduzione dell’arena è inserita nella storia principale, la modalità arena è a sè stante dalla narrazione più ampia. Il mondo di gioco è caratterizzato da varie arene, con una varietà di nemici e boss unici non presenti nel gioco. I giocatori sono in grado di sbloccare armi ed equipaggiamento aggiuntivi completando i combattimenti nell’arena. Un futuro aggiornamento del gioco ad inizio 2018 aggiungerà la modalità “Discovery Tour”, permettendo ai giocatori di esplorare liberamente il mondo aperto senza obiettivi e intraprendere visite guidate che mettono in risalto gli aspetti della storia egiziana. Forse il cambiamento più grande alla formula Assassin’s Creed è nel sistema di combattimento. I giochi precedenti in gran parte hanno tentato di usare combattimenti simili ai titoli di Arkham : un combattimento veloce, progettato per combattere rapidamente grandi gruppi di nemici. In Origins le cose si riducono sensibilmente. Bayek non è un potente combattente come gli assassini precedenti, per cui il sistema di combattimento è stato rinnovato per essere più lento e più metodico. Bayek ha uno scudo e una spada, e ha meno probabilità di eliminare i suoi nemici, quindi il combattimento è un mix tra i titoli di Assassin’s Creed e Dark Souls. Visivamente, Origins è molto impressionante anche su console. L’Egitto è un posto reso meravigliosamente e si può trovare un’assurda quantità di dettagli. I personaggi e le animazioni sono di prim’ordine, ed è un gioco fantastico che funziona bene. Sono meno positiva della voci circostanti che spesso sono ripetitive. L’attore di Bayek fa un lavoro fantastico con il personaggio, ma il resto del cast è meno preciso e dettagliato, ma nel complesso è stato fatto un buon lavoro su tutto il titolo. La longevità del titolo è decisamente alta e per portare a casa l’ambito platino ci vorranno circa 50/60 di gioco, mentre la campagna scorre abbastanza velocemente in 15 ore alternando missioni primarie con quelle secondarie.

In conclusione

Assassin’s Creed: Origins riesce a sperimentare cose nuove in modo sicuro e con successo. Prova molte cose nuove, ma non si avventura troppo lontano dalla formula Assassin’s Creed. C’è un grande potenziale in Origins e sarà interessante vedere come le nuove funzionalità si evolveranno nei giochi futuri. I fan degli Assassin’s Creed dovrebbero trovare molto da apprezzare, e potrebbe essere il momento di rivedere la battaglia tra gli Assassini e i Templari.

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