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Ghost of Tsushima Director’s Cut – Recensione

Ghost of Tsushima è stato uno dei migliori giochi del 2020 e avrebbe vinto i premi se non fosse coinciso con The Last of Us parte II. A parte i confronti con il capolavoro di Naughty Dog, questa avventura open world, ambientata nel Giappone del XIII secolo, è ancora una delle migliori esclusive PlayStation. Sucker Punch (studio responsabile della saga Infamous) ha osato trasferire sulla nostra console una storia di samurai, che ci ha conquistato per la sua bellezza, per la sua storia (ispirata all’invasione dei mongoli) e per il dilemma morale che ha affrontato il suo protagonista, Jin Sakai.

C’è così tanto da dire sull’esclusiva di Sucker Punch, che è meglio rileggere la nostra RECENSIONE di Ghost of Tsushima per conoscerne tutte le virtù. Ma che questo anticipo serva a capire il desiderio che avevamo di una versione per PS5, con i relativi miglioramenti. Questa versione arriva attraverso un’edizione Director’s Cut. E cosa significa? Qualcuno degli elementi del gioco originale è stato alterato? Ebbene, sebbene il titolo sia fuorviante, il gioco rimane come ci piaceva all’epoca a parte i miglioramenti tecnici ma in questo caso include, al lancio, la modalità multiplayer cooperativa leggende e un DLC, l’isola di Iki. E dopo questa piacevole apertura, ringraziamo Sony come sempre per l’occasione e ci immergiano immediatamente nella nuova avventura di Jin Sakai.

Il gioco

Per arrivare all’isola di Iki, dove si svolge il DLC (e che nella storia reale ha subito l’assedio dei mongoli più brutalmente di Tsushima), dobbiamo selezionare una nuova missione che compare sulla mappa. È “Viaggio nel passato”, e inizia sulla costa. Lì incontriamo un nuovo tipo di nemico, lo sciamano. Si tratta di un guerriero mongolo che con i suoi mantra ispira più forza e ferocia ai guerrieri che lo circondano. E questo sciamano porta un messaggio per noi: l’Aquila ci aspetta sull’isola di Iki.

Non è necessario aver terminato Ghost of Tsushima per prendere la barca che ci porta nel nuovo scenario, anche se ti avvertiamo che la barca è distrutta prima di atterrare e dovremo avanzare un po’ fino a quando non potremo tornare sull’isola principale. Per quanto riguarda lo sviluppo, l’isola di Iki non è esattamente una continuazione, ma approfondisce aspetti della vita di Jin (soprattutto la morte di suo padre) che dovevano ancora essere esplorati. E tutto questo mentre abbatte una tribù nemica molto più dura dei soldati di Khotun Khan che pattugliano Tsushima.

Tutte le principali attività dell’isola appaiono anche in Iki, in più vengono aggiunte sfide di tiro con l’arco e minigiochi musicali, oltre alla possibilità di rivivere i nostri ricordi. Non solo l’Aquila rappresenta una minaccia a causa della sua padronanza delle armi, ma è anche in grado di entrare nella mente di Sakai e causare allucinazioni. Oltre a tutto questo, l’espansione inclusa in Ghost of Tsushima Director’s Cut (che dura all’incirca quanto uno dei capitoli della storia principale) ci offre una nuova abilità: la carica a cavallo, una nuova armatura e un’armatura equina per il nostro cavallo Kaze. La bellezza dei livelli, uno dei tratti distintivi del gioco Sucker Punch, ancora una volta ci impressiona, acquistando varietà con le aree di scogliera con navi arenate e gli ambienti ricoperti di rampicanti. Iki è un posto più selvaggio di Tsushima, e si vede anche nella vita selvaggia.

Gameplay e altro

Ghost of Tsushima sembrava già maestoso su PS4, quindi il salto su PS5 non è esagerato. Abbiamo due modalità: prestazioni che danno la priorità alla velocità e alla risoluzione di 60 FPS, che offre un’immagine molto nitida in 4K anche se il frame rate non è così stabile. Oltre a queste opzioni grafiche, godiamo di un ottimo suono 3D e di tempi di caricamento ridotti. Non aspettatevi effetti di Ray Tracing così spettacolari come, ad esempio, in Ratchet and Clank o Spider-Man Miles Morales, ma questa volta si tratta di una patch che migliora il gioco, non è una versione nativa per PS5. L’originale era ad un livello così alto che non ci siamo persi neanche molto.

Quello che invece ci è piaciuto è l’uso della vibrazione tattile del controllo Dualsense, che riflette gli impatti dei colpi o degli zoccoli del cavallo quando si calpesta il terreno e che mostra una resistenza variabile nei grilletti quando si usa il gancio o i diversi archi. L’altoparlante sul controller viene utilizzato anche in determinati momenti e offre un’immersione unica. Se lo giochiamo in giapponese (qualcosa che almeno consigliamo di provare, insieme alla modalità Kurosawa), possiamo anche goderci una nuova sincronizzazione labiale più stretta. La verità è che la patch di miglioramento è molto onesta, anche se ci sarebbe piaciuta l’opzione di aggiornare il gioco PS4 gratuitamente, per coloro che non volevano ottenere il DLC.

In conclusione

All’epoca, non solo recensimmo Ghost of Tsushima, ma tirammo fuori anche il trofeo di platino, e in pochi minuti con questa Director’s Cut avevamo già ripreso il ritmo con la katana e mi ricordai perché ci piaceva così tanto la versione originale. La versione per PS5 migliora sul grande livello tecnico che aveva già l’originale, e il DLC approfondisce una sezione molto interessante della storia: la morte di Kazumasa Sakai (soprannominato “il macellaio di Iki”) e il rapporto del samurai con contadini e pirati. Iki Island ha un’estensione considerevole, nuovi nemici, tecniche e armature, è un’estensione dell’approccio originale in ogni modo e, naturalmente, un’aggiunta perfetta a Ghost of Tsushima Director’s Cut. Ma ci sarebbe piaciuto che la patch di aggiornamento per la next-gen potesse essere ottenuta anche separatamente (senza aggiungere il DLC) e gratuitamente, come in altri giochi “first party”.

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