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Shadows of Kurgansk – Recensione

Disponibile in versione Accesso Anticipato  Shadows of Kurgansk è un nuovo gioco dalle tinte post-apocalittiche che tenta, a suo modo, di re-immaginare un genere decisamente saturo come quello dei survival in prima persona.

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Doveva essere una tranquilla scampagnata in montagna, ma successe qualcosa.

Qualcosa di inspiegabile per il nostro protagonista che si ritrova da solo, in una zona a lui sconosciuta e circondato solo dai suoi pensieri.

Ci ritroviamo quindi in un posto chiamato “zona” e non ci vuole molto prima che il nostro protagonista capisca che in quel luogo accadono cose strane. La prima cosa da fare è ovviamente procurarsi un’arma perché non si sa mai, potrebbe sempre spuntare qualche creatura ostile.

Infatti, neanche il tempo di raccogliere una pietra, un pezzo di legno e fabbricarsi un’ascia che spunta fuori il primo mostro.

Più che mostro si tratta di una specie di zombie, ma non di quelli alla Walking Dead, il non-morto è veloce, forse troppo veloce, non possiamo scappare, anche perché la nostra stamina è limitata e gli basterebbero tre colpi per farci stramazzare al suolo, ma per fortuna abbiamo la nostra ascia. Riusciamo a farlo fuori, ma il nostro protagonista comincia a chiedersi che cosa diamine sia successo in quel luogo, e ha ragione perché accadono cose strane: infatti gli zombie non saranno l’unico pericolo che vi circonderà, ci sarà di peggio.

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Il gioco offre una miriade di possibilità ed è molto ben organizzato sotto il punto di vista del crafting.

Shadow of Kurgansk si differenza molto dai tipici survival e offre al videogiocatore un’esperienza del tutto nuova.

Il gioco di per sé non è difficile e una volta create delle buone armi a distanza gli zombie saranno l’ultimo dei vostri problemi. Ciò che rende il gioco impegnativo è l’altissima tensione che vi circonderà per tutto il tempo che comanderete il protagonista. La colonna sonora azzeccatissima contribuirà enormemente a far salire sempre di più l’ansia, e poi ancora, le urla, i rumori inquietanti, le visioni e la notte.

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Un fattore piuttosto ricorrente sono i quattro valori principali che riguardano questo genere di gioco e il protagonista: salute, sazietà, morale e stamina.

La prima rappresenta la vita e può essere ripristinata con kit medici o cibo particolarmente nutriente; la seconda invece può essere controllata mangiando con regolarità bacche, funghi e quant’altro di commestibile si possa scovare nel mondo di Kungansk.

Il morale è un fattore cruciale, che può oscillare pericolosamente se ci si trova a combattere frequentemente contro gli zombie o avventurandosi di notte nel villaggio The Zone, e può portare alla pazzia (con conseguente morte).

Infine, la stamina si consuma combattendo o correndo, e si ripristina automaticamente dopo poco tempo.

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COMMENTO PERSONALE

Nulla di particolarmente originale per quello che, già dai primi minuti, si rivela un canovaccio piuttosto scialbo e assolutamente privo di mordente.

Yadon Studio ha optato per un sistema di brevi (brevissime) quest, che ci faranno esplorare lo scenario, conoscere nuovi personaggi e ottenere risorse con cui costruire oggetti fondamentali per la nostra sopravvivenza, ma l’assenza di cutscene e, sopratutto, di un protagonista di spessore non fa altro che rendere la campagna un susseguirsi di noiosi incarichi da portare a termine, facendo attenzione a non morire di fame, perdere la lucidità e impazzire, con conseguente game over.

 

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