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Through the Woods – Recensione

Un momento di tranquillità nei boschi può trasformarsi in un incubo senza uscita? Certo, infatti cinema e letteratura horror ci hanno da sempre abituato a non sottovalutare i segreti che possono nascondersi sotto una patina di pace apparente.

Through the Woods racconta la storia di una madre, un architetto in cerca di ispirazione e pace che si rifugia tra i boschi norvegesi con il suo unico figlio, Aspen, un vivace bimbo biondo di poco più di 11 anni. Tuttavia, la pace e la tranquillità cercati dalla donna sono destinati a finire in fretta, visto che poco dopo essere arrivati, il piccolo Aspen viene rapito da un misterioso individuo, che lo trascina su una barca dall’aspetto antico e sparisce navigando nella nebbia.

Presa dalla disperazione, la nostra protagonista inseguirà lo sconosciuto a nuoto, nel disperato tentativo di raggiungere il figlio, ma una volta approdata sulle rive di una misteriosa isola, si renderà conto che il rapimento del proprio figlio sconfina nel soprannaturale vero e proprio.

Dopo aver attraversato un lago a nuoto per inseguire un’imbarcazione di legno, Karen si troverà proiettata di fronte alla vastità delle foreste norvegesi, completamente sola.

Pochi indizi, lasciati dal piccolo Espen, ci guideranno verso la direzione corretta.

Nonostante le premesse, non andremo ad affrontare un titolo con ampia libertà di esplorazione ma nonostante ciò, il senso di smarrimento che sarà avvertito nelle prime fasi di gioco si dimostrerà reale.

Focalizzandoci sulla giocabilità di Through the Woods avremo a che fare con un titolo molto semplice e dotato di pochi comandi limitati all’abbassarsi, alla corsa, all’interazione e all’utilizzo della torcia. Vista la poca interazione con ambienti e oggetti, l’esplorazione sarà il focus della nostra ricerca e ci permetterà, oltre a seguire le tracce del piccolo Espen, di scoprire i segreti nascosti tra i boschi e nei piccoli villaggi che andremo ad attraversare componendo una storia inquietante e allo stesso tempo intrigante.

Durante i cinque capitoli che compongono l’opera prima di Antagonist, non saremo in grado di combattere o difenderci attivamente dalle insidie che ci circonderanno. L’elemento survival perciò si farà sentire soprattutto di fronte al cospetto di temibili creature come i Troll o, in generale, di nemici che potremo solamente allontanare o spaventare grazie all’utilizzo delle nostre fonti di luci.

COMMENTO PERSONALE

Through the Woods si difende in maniera eccellente, i problemi del gioco insorgono quando si parla del gameplay vero e proprio. In teoria, il titolo di Antagonist è un survival horror in terza persona, ma la categoria che potrebbe risultargli più congeniale è quella del walking simulator con qualche interazione. Praticamente in Through the Woods l’ottanta percento del gioco è dedicato all’esplorazione, con la nostra protagonista che vagabonderà per la foresta e i villaggi abbandonati alla ricerca di indizi su dove possa essere finito Aspen.

Venendo al comparto tecnico, Through the Woods utilizza l’ormai stabile motore Unity, che ha un’ottima resa per quanto riguarda gli ambienti, gli effetti di luce e particellari. Peccato per i modelli dei personaggi, che sembrano solamente abbozzati, mentre un plauso va fatto a quelli delle creature, realizzate in maniera sorprendente per una produzione di questo calibro.

Siamo di fronte all’ennesima occasione mancata? In parte. Through the Woods è dotato di un altissimo potenziale grazie a una trama intrigante e a un’ambientazione in grado di inquietare e spaventare con le sue poche, ma disturbanti, creature.

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