Abbiamo provato Arise: A Simple Story, il debutto del Piccolo Studio di Barcellona, per PS4, Xbox One e PC, con una tenera avventura che ci invita a riflettere sulla vita e sulla morte attraverso una semplice avventura nelle sue forme, ma ugualmente divertente. Ma non abbiamo dubbi, come vedremo in questa recensione di Arise: a simple story, che il debutto di Piccolo Studio lo raggiunge e, in un modo più che notevole, anche rendere l’esperienza un gioco umile e pieno di sentimento e non un giro in cui non abbiamo quasi nulla da fare.
Il Gioco
Il protagonista di Arise: A Simple Story inizia al suo funerale, nella sua pira crematoria, circondato dai suoi parenti. Quando iniziamo a bruciare, ci svegliamo su un altro piano, un’altra dimensione, un luogo solitario, calmo e nevoso da cui accediamo ad alcuni nodi speciali, che in un modo piuttosto vago, ci invitano a dedurre che stiamo rivedendo i passaggi della nostra vita. O meglio, della vita del protagonista ma che potrebbe benissimo sovrapporsi in alcuni momenti con la vita di qualsiasi persona. Come abbiamo incontrato quella persona speciale, come la vita ci ha separato ad un certo punto, la solitudine più tardi. Non approfondiremo molto di più le situazioni per non spoilerare tutte le sorprese e i temi che tocca il gioco, ma diremo che Tutti questi livelli adottano le meccaniche giocabili di un gioco platform in misura lineare maggiore o minore (anche se possiamo spostarci liberamente attraverso i livelli e scoprire piccole deviazioni che ci portano ad alcuni oggetti da collezione, di cui parleremo più avanti).
Gameplay e Altro
Oltre a un pulsante per saltare e un altro per lanciare un gancio che ci consente di agganciarci ad alberi o insetti giganti, abbiamo un ultimo pulsante per arrampicarci sulle pareti con proiezioni più o meno in modo semiautomatico, stile Uncharted e possiamo controllare il tempo con il levetta destra. Sì, hai letto correttamente. Se premiamo a sinistra sulla levetta “torniamo indietro” nel tempo, e a destra, ci “muoviamo”, quasi come se fosse una videocassetta o la registrazione di una videocamera di sicurezza. La grazia è che questa feature è diversa per ogni livello. Per fare alcuni esempi, al primo livello, ci permette di controllare le stagioni, andare avanti o indietro nel disgelo in modo che il livello dell’acqua salga; in un altro, controlliamo il progresso del sole e della luce in una striscia del giorno specifico per causare, ad esempio, che i girasoli siano orientati in un modo o nell’altro. In altri, controlliamo i momenti in cui si verifica un terremoto che colpisce una montagna o addirittura una tempesta, per usare i raggi e la loro luce a nostro favore per far scomparire i demoni metaforici che ci perseguitano nella nostra solitudine. Sono solo una manciata di esempi, ma per tutti i livelli dovremo giocare costantemente con questo controllo del tempo per andare avanti. Inoltre, è giunto un momento, possiamo persino “congelare” il tempo premendo un pulsante, che ci consente anche di controllare più precisamente l’avanzamento o il movimento indietro del tempo, a rallentatore, mentre esploriamo scenari colorati e vivaci, ricchi di dettagli e con effetti visivi e di illuminazione degni di applausi. Niente è ultra-dettagliato (ad esempio, il nostro personaggio senza andare oltre non ha volto, né occhi, né bocca, niente), né persegue uno stile ultra realistico, anzi il contrario. Cerca un approccio a cavallo tra l’illustrazione dei dettagli e il design “low poly” (o con pochi poligoni) adatto a te. La parte del messaggio che vuole trasmettere Arise: A Simple Story, come nel miglior umorismo e dramma, è il gioco stesso ci dice senza parole, voci o testo, che è forse il più difficile e allo stesso tempo il più facile per tutti indipendentemente dal loro paese di origine e lingua. Il tuo messaggio è internazionale, globale e lo capirai qui come nel punto più remoto del globo. Tutti questi elementi hanno una composizione squisita e distillano una delicatezza e un tocco misurati al millimetro e forse è per questo che funziona così bene e sarà così complicato lasciare il comando fino a quando non vedrai il risultato, qualcosa che non ti richiederà troppo tempo, perché è un’esperienza che puoi completare in circa sette ore. Un messaggio che, ovviamente, non riveleremo qui, ma che ha molti assi nella manica per lasciarti con la lacrima che scende giù dal tuo viso alla fine dell’avventura. Una recensione vitale, che invita alla riflessione e che senza dubbio culmina in un gioco della linea di molti “giochi d’arte”, come Journey o il non meno memorabile “What Remains of Edith Finch”, ma lascia anche la sensazione di essere più “gioco” e meno esperienza sperimentale. E per finire il gioco, il prezzo che sembra appropriato, 19,99 euro, che senza dubbio si aggiunge alle sue numerose attrazioni. Ciò non significa che non ci sono “ma”. A volte la telecamera e l’approccio giocano passaggi sbagliati per calcolare alcuni salti, così come il controllo a volte non risponde come vogliamo anche se niente che impedisce il progresso ed il completare l’avventura.
In conclusione
Il debutto di Piccolo Studio lascia un gioco che ricorderete a lungo, una semplice avventura nelle sue forme, ma con un messaggio tanto bello quanto doloroso. Un altro esempio che i videogiochi sono un ottimo modo per trasmettere un messaggio e che, come Journey e opere simili, è una poesia giocabile.



