“La Quimera” è il primo titolo dello studio indipendente Reburn, formato da ex sviluppatori di 4A Games Ukraine, noti per la serie Metro. Il gioco è stato rilasciato in accesso anticipato su Steam il 7 maggio 2025, dopo un rinvio dell’ultimo minuto dovuto a recensioni negative che lo descrivevano come “incompleto” e con una durata molto breve. Abbiamo avuto il modo di provarlo, e questa è la recensione attuale dell’early access.

Il titolo
Ambientato nel 2064, “La Quimera” si svolge in un mondo post-apocalittico dove gli stati nazionali sono scomparsi, sostituiti da microstati e corporazioni. Il giocatore assume il ruolo di un soldato di una compagnia militare privata (PMC) in una campagna ad alto rischio ambientata in una megalopoli latinoamericana e nella giungla circostante. La narrazione, co-creata da Nicolas Winding Refn e E.J.A. Warren, combina elementi di folklore latinoamericano con una tecnologia avanzata.
Attualmente, la versione in Accesso Anticipato di La Quimera include i primi quattro livelli della campagna principale. Questi livelli offrono circa 3 ore di contenuto narrativo e sono progettati per mostrare l’esperienza fondamentale verso cui il team di sviluppo sta lavorando.
Il gioco è previsto rimanere in Accesso Anticipato per un periodo fino a 18 mesi, durante i quali verranno introdotti nuovi livelli, miglioramenti al design degli incontri e un’espansione del ruolo degli NPC all’interno della storia.

Gameplay ed altro
La Quimera si propone come un FPS con una forte enfasi narrativa, ma cerca di distinguersi per il suo gameplay stratificato e un’estetica visiva ricercata. Il gioco trae ispirazione da titoli come Crysis e Metro Exodus, ma tenta di introdurre anche elementi originali. Uno degli elementi centrali del gameplay è l’esoscheletro modulare, che funge da punto focale per la progressione del personaggio. I giocatori possono installare diverse modifiche (boost per la velocità, corazze supplementari, sensori ambientali, armi secondarie) che permettono approcci personalizzati sia in combattimento che nell’esplorazione. Questa struttura permette di adattare lo stile di gioco a scenari diversi: stealth, offensivo, tattico o supportivo in co-op.
Il sistema di combattimento è reattivo e relativamente impegnativo. I nemici sono divisi in fazioni che reagiscono in modo diverso: alcune attaccano in massa con armi leggere, altre utilizzano droni, torrette o armamenti pesanti. Questo obbliga a cambiare strategia di frequente, anche grazie all’uso di gadget come granate EMP, visori termici e camuffamenti ottici. In modalità cooperativa (fino a 3 giocatori), il gioco richiede coordinazione e condivisione di risorse. Ad esempio, i kit medici e le batterie dell’esoscheletro sono scarse, e le azioni come il “ping” tattico dell’IA possono essere condivise tra i membri del team. Tuttavia, al momento dell’accesso anticipato, la componente co-op soffre di problemi di connessione e mancanza di matchmaking pubblico stabile.

Il gioco introduce un’interessante assistente AI integrato nell’esoscheletro, che funge da guida tattica, fornisce aggiornamenti in tempo reale e aiuta con la navigazione ambientale. In single player, questa AI tenta anche di colmare le lacune narrative con commenti e suggerimenti dinamici, ma al momento può risultare ripetitiva dopo alcune ore. Il sistema HUD è minimalista ma chiaro, ispirato al design diegetico di Dead Space: le informazioni principali (salute, energia, munizioni) sono visualizzate direttamente sull’esoscheletro e non su elementi sovrapposti allo schermo, contribuendo a una maggiore immersione.
Dal punto di vista visivo, La Quimera è una produzione ambiziosa: utilizza Unreal Engine 4 con effetti avanzati di illuminazione volumetrica, shader atmosferici e texture ad alta risoluzione. Gli ambienti si dividono principalmente tra: Megalopoli futuristica sudamericana: densa, verticale, ispirata a città come Bogotá e Medellín, piena di graffiti, insegne al neon e degrado urbano. Giungla amazzonica reimmaginata: labirintica e viva, con vegetazione reattiva al passaggio, fauna ostile e rovine antiche fuse con tecnologie sci-fi.
L’aspetto più originale è la fusione tra tecnologia e folklore. Ad esempio, alcune fazioni nemiche indossano armature ispirate a divinità precolombiane, e le rovine ospitano tecnologie che imitano elementi mitologici, come idoli che “parlano” attraverso ologrammi. Questo crea un contrasto affascinante tra il mondo high-tech e la cultura ancestrale. Anche il design sonoro è di buon livello: le armi hanno un sound design distinto, i suoni ambientali nella giungla creano una tensione costante e la colonna sonora mescola synth ambientali con strumenti tradizionali sudamericani, offrendo un’identità sonora insolita ma efficace.


