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Yakuza Kiwami – Recensione

Verso la fine di Gennaio abbiamo provato e recensito Yakuza 0, ed a pochi mesi di distanza, torniamo ancora una volta in Giappone, ma in questo caso, si tratta di un remake, del primo e storico capitolo, e da quello che abbiamo visto online negli ultimi giorni, a quanto sembra, dovrebbe arrivare nei prossimi mesi un remake del secondo episodio di questa saga longeva. Noi ci siamo tuffati nella vita di del protagonista e questa è la nostra recensione.

Trama

  Kazuma Kiryu, componente della Yakuza (la mafia giapponese) è pronto per staccarsi dalla gruppo mafioso di Shintaro Fuma, suo patrigno, per creare un proprio clan ma nel giorno della sua investitura è incastrato per il presunto omicidio del suo oyabun Sohoei Dojima. Il vero assassino è il suo amico d’infanzia Akira Nishiki, messo alle strette per proteggere Yumi Sawamura, la ragazza di Kazuma, dallo stupro in atto. Kazuma giunto sul luogo capisce l’accaduto e si addossa ogni colpa coprendo tutto. All’arresto e all’interrogatorio non proferisce nessuna parola dinanzi ad un detective di polizia di nome Makoto Date intenzionato ad aiutarlo seriamente. Dieci anni dopo Kazuma Kiryu esce dalla dura vita del carcere e scopre che il quartiere dove ha trascorso la giovinezza è totalmente cambiato: luci al neon illuminano le insegne di locali di ogni tipo, giovani prepotenti e viziati fanno mostra dell’ultimo modello di cellulare. Ormai condannato a morte dalla comunità yakuza del Tojo Clan vaga per la città cercando di reintegrarsi ricontattando il suo mentore e padre adottivo Fuma. Da questo incontro scopre che il terzo presidente del Tojo clan, Masaru Sera è stato assassinato e con lui sono scomparsi 10 milioni di yen dal fondo del clan. Akira Nishiki è cambiato ed è diventato spietato e aggressivo ed è in affari con politico mafioso di nome Kyohei Jingu. Kiryu sospetta così l’incastro e la vera motivazione dei duplici assassinii, Dojima e Sera, nonché i soldi scomparsi ed inizia a cercare la verità con l’aiuto del poliziotto Date. Nel mentre stringerà significative amicizie soprattutto con due giovani host padroni di un locale di intrattenimento per sole donne, Kazuki e Yuya dell’host club “Stardust”, con i senzatetto del parco a nord del Kamurocho tra cui soprattutto il maestro d’arti marziali Sotarou Komaki, che gli insegnerà ogni mossa speciale nel gioco, e con Kage il fioraio, il più grande informatore di Tokyo con la sua potente rete di telecamere nascoste. La storia si complica quando incontra casualmente una piccola bambina di nome Haruka Sawaura, che sembra attirare l’interesse di ogni gruppo criminale nella città nonché dello stesso Kyohei Jingu.

Il ritorno del drago

Il gioco è suddiviso in capitoli, ognuno composto da un obiettivo (ad esempio “Raggiungi quell’uomo” o “Accoltella quel criminale”). A prescindere dalle missioni da svolgere, però, una delle migliori caratteristiche del gioco sta nella possibilità di esplorare completamente il quartiere in cui è ambientato ogni livello, scoprendo oggetti segreti che sbloccano l’accesso a certi locali, parlare con la gente, intrattenersi con le ragazze dei kyabakura. Ci sono tre tipi di combattimento: quelli casuali, con brutti ceffi che si incontrano per le vie di Kamurocho, le lotte nell’arena dell’underground sotterraneo del casinò e bordello di Kage il fiorista (o fioraio), e quelli obbligatori, necessari per il completamento della storia, che sono assai più complicati. Perderli significa la fine del gioco.
Durante il percorso è possibile raccogliere oggetti o comprarli. Ad esempio in un negozio di alimentari può essere utile comprare qualche cibo in scatola, prima per mangiarlo e recuperare energie, poi per usare il barattolo in combattimento. Eccedere nell’alcool porterà perdita di prontezza di riflessi, mentre bere un caffè dopo un combattimento aiuta a restare svegli. In alcuni negozi illegali si possono trovare anche coltelli, mazze e katana. È possibile giocare d’azzardo come ai dadi (il cho-han), al black jack e alla roulette. Quando la barra delle mosse speciali è al massimo si possono eseguire alcune mosse come sbattere contro il muro la testa dell’avversario o strangolarlo con una corda. Il miglioramento grafico del titolo è veramente da apprezzare, che va a sfruttare lo stesso motore di Yakuza 0. Ad averne vantaggio sono sicuramente i volti e le espressioni facciali, mentre il taglio cinematografico data all’opera è veramente da apprezzare. Buonissimo anche il doppiaggio, che va a proporne uno tutto suo e nuovo, in alta definizione. Unica pecca forse per i videogiocatori è dato dai sottotitoli, solamente in inglese, mentre il gioco è doppiato completamente in giapponese.

In conclusione

Sega ha effettuato un lavoro di tutto rispetto su questo titolo che ormai porta i suoi anni sulle spalle, ed a beneficarne di più troviamo sicuramente un comparto grafico molto migliorato ed una nuova traccia audio per il doppiaggio. Se volete avvicinarvi alla saga, questo non è che il motivo perfetto per farlo in attesa del remake del secondo capitolo e dell’ultima avventura del protagonista, prevista l’anno prossimo con Yakuza 6.

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