Image default
MicrosoftNintendoNotiziePiattaformeRecensioniSony

L.A. Noire : Remastered Edition – Recensione

Sono passati più di sei anni da quando LA Noire , sviluppato dal compianto  Team Bondi e pubblicato da Rockstar Games , è stato rilasciato per PS3 e Xbox 360 (la versione per PC è arrivata pochi mesi dopo), mentre questa volta è toccata alle console di ultima generazione, come PS4, XboxOne e Switch. Noi abbiamo ricevuto un codice Rockstar e questa è la nostra recensione.

Trama

 Da premettere che quello che fatto dal Team Bondi non è una cosa che al giorno d’oggi abbiamo rivisto,  forse è perché la sua proposta di ricerca sandbox, che non era altro che un’avventura grafica incorporata in un ambiente aperto, non è per tutti, visto il suo passo lento che invita a essere curiosi. O forse perché aveva degli aspetti tremendamente ambiziosi che pochi studi sarebbero disposti a cercare di replicare, anche con i progressi tecnologici che sono stati sperimentati dal suo lancio. Il gioco è ambientato in una Los Angeles del secondo dopoguerra contaminata da crimine, vizio e da droga. L.A. Noire è un vero punto di contatto tra il cinema ed i videogame. In mezzo al boom post-bellico dell’epoca d’oro di Hollywood, Cole Phelps è un semplice agente di pattuglia del Los Angeles Police Department, gettato a capofitto in una città che sta affogando nel suo stesso successo. Un uomo onesto e retto, con una moglie e due figlie, nonché un pluridecorato eroe della seconda guerra mondiale che cerca di elevare il proprio umile lavoro ad una missione contro i mali del mondo e di fare carriera nell’LAPD. Dopo qualche anno di pattuglia per Cole è arrivato il momento di abbandonare l’uniforme blu e cominciare ad indossare giacca e cravatta. In poco tempo si porta all’attenzione degli alti ranghi della polizia, e soprattutto a quella di James Donnelly il capitano della omicidi, un uomo rispettato e temuto, che non disprezza scorciatoie e dubbia moralità per imporre la sua personale visione della giustizia, una visione più che orientata dalla sua ideologia di estrema destra, razzista e profondamente cattolica e tradizionalista. Cole (ancora di pattuglia) col suo entusiasmo rampante si impegna subito nelle indagini di un omicidio noncurante delle gerarchie. E quando alla fine Phelps riesce ad assicurare il colpevole alla giustizia, il capitano Donnelly lo prende sotto la sua opprimente ala protettrice. Riconosce in lui un talento e decide di dargli una opportunità promuovendolo Detective e mandandolo in prova al dipartimento del Traffico. Sam Houser, il fondatore di Rockstar Games, è il produttore esecutivo, e Brendan McNamara è il direttore di sviluppo di L.A. Noire ed è stato anche direttore di The Getaway, gioco esclusivo su console Sony PlayStation 2. Il gioco è completamente free-roaming, in una Los Angeles del 1947 ricostruita fedelmente, con attenzione all’ambientazione di quel periodo, come ad esempio gli abiti della popolazione, infatti si contano almeno 150 tipi di passanti diversi. La città, insieme a Hollywood, è stata riprodotta sino ai minimi dettagli grazie a mappe, foto e video del tempo, ed è grande oltre 1.600 km quadrati, senza tener conto della zona circostante.

Gameplay e comparto audiovisivo

LA Noire fa sentire il giocatore come investigatori veri perché noi siamo costretti ad agire come tale: arrivare alla scena di un crimine, dobbiamo guardare per cercare indizi nei luoghi più ovvi e negli angoli più bui, esaminando li accuratamente alla ricerca di dettagli con il partner e avendo trovato resto dei dati sappiamo di portare avanti le indagini. A volte sono cose abbastanza ovvie, come un coltello insanguinato; altri sono direttamente enigmi, con pezzi che dobbiamo ordinare correttamente per scoprire un nuovo indizio; e altri sono più sottili, come una fattura i cui numeri rivelano i debiti di un sospetto. Per non farci girare come un cane dietro la coda, LA Noire include vari indizi visivi e uditivi (che è possibile disattivare): un tasto del pianoforte suona ogni volta che siamo vicini a qualcosa di rilevante, e la musica svanisce completamente quando troviamo tutto quello che c’era da trovare in una scena. Qui scopriamo la prima novità di questa versione di LA Noire , anche se si verifica solo in Switch: possiamo esaminare gli oggetti usando il giroscopio Joy-Con R, e l’intensità della vibrazione HD varia quando si manipolano elementi che contengono tracce non visibili ad occhio nudo , serve come aiuto prezioso. Le diverse sezioni dei casi si uniscono per formare un tutto, ma particolarmente importante è il modo in cui gli indizi si intrecciano con gli interrogatori, aprendo nuove domande e permettendoci di vedere attraverso le bugie. La pluripremiata tecnologia di animazione facciale, che dà origine a volti ed espressioni sorprendenti e realistici come-a volte-assurdi, serve a “leggere” le vere intenzioni dei sospetti, e nonostante i loro vantaggi e svantaggi, la sensazione di scoprire una bugia dal modo in cui un personaggio inarca le sue sopracciglia è ancora sorprendente. In origine, il comportamento adottato Cole selezionando l’opzione “dubbio” poteva interrompere l’esperienza, quindi in LA Noire per PS4, Xbox One e Switch è stata cambiata la nomenclatura a una che più appropriata: poliziotto buono , poliziotto cattivo e accusato. Anche se non è perfetta, perché la parola “accusare” può essere facilmente fraintesa, specialmente se il titolo originale non è stato giocato, ma almeno le esplosioni aggressive del detective non sono così fuori luogo. Le versioni per PS4 e Xbox One di LA Noire hanno subito un piccolo restyling, con miglioramenti nell’illuminazione e nei dettagli in alta risoluzione, ma non è un mondo a parte rispetto all’originale. LA Noire è sorprendentemente rigiocabile. La stragrande maggioranza dei casi che compongono la trama principale sono costruiti in modo da poter raggiungere la fine in certi modi, trovando tutte le prove e riuscendo in tutti gli interrogatori o fallendo miseramente. Nella schermata dei risultati la nostra performance è valutata, ma ci vengono anche forniti indizi sulle azioni che avremmo potuto fare (come arrivare a una scena del crimine prima o tornare in un luogo alla ricerca di nuovi indizi) per incriminare più personaggi o scoprire Tutta la verità su un sospetto. Il classico valore di ritorno per ottenere il 100% è sostituito da una scritta “cosa sarebbe successo se …?” È, ancora una volta, la sensazione di essere nei panni di un autentico detective; per girare intorno a come unire i fili rossi del sughero, senza riuscire a sbarazzarsi di quel caso in cui, forse, abbiamo mandato in carcere qualcuno che non lo meritava.

In conclusione

Sebbene questa ristampa non metta troppe novità sul tavolo, LA Noire rimane, oggi, l’ultimo simulatore di detective. Se non l’avete giocato in quel momento e siete attratti dalla sua curiosa proposta di cinema noir, non avete bisogno di altri indizi per sapere che è un acquisto obbligato.

Related posts

Finalmente disponibile “KONA”, il nuovo gioco survival-Adventure ricco di suspense

Chernobylite – Recensione

Luca Cuciniello || Ciccioboy

GRIP: Combat Racing – Recensione