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Angels with Scaly Wings – Recensione

Il sottogenere dei romanzi visivi è un genere curioso. Basandosi quasi esclusivamente su linee di dialogo di lettura con immagini e illustrazioni di personaggi statici e momenti occasionali di scelta del dialogo e delle azioni del tuo personaggi, questi titoli sono andati per anni molto forte in giappone e da qualche anno, pian piano, con l’arrivo anche in occidente del genere, sempre più sviluppatori e giocatori si sono avvicinati ad esso.

Il gioco

Proveniente da un porting firmato Ratalaika Games, Angel with Scaly Wings è una visual novel, tanto buffa quanto curiosa, che ci porta in un mondo immaginario. Il prologo stabilisce che una società futuristica bisognosa di risorse scopre un misterioso portale alla Stargate, e i primi umani a provarlo riportano una bizzarra scoperta: un mondo simile al nostro per lingua, cultura e tecnologia, ma invece interamente popolato da draghi intelligenti. Alla fine, due ambasciatori umani, che essendo uno scienziato di nome Reza e il protagonista da cui assistiamo alla storia da una visuale in prima persona, hanno il compito di scambiare le informazioni sulla civiltà del drago che potrebbero beneficiare il loro mondo in cambio di generatori di energia per aiutare l’umanità.

Non sarebbe un gioco molto lungo o interessante se questo fosse ciò su cui ruota effettivamente la trama, e sebbene gli incontri iniziali con i funzionari dei draghi procedano senza intoppi, una certa sfiducia tra alcuni personaggi porta a l’inizio di una serie di omicidi seriali di draghi. Il protagonista (il gioco è attento a non specificare mai il sesso del tuo personaggio, e ti permette anche di scegliere il nome) presto si ritrova a passare da semplice rappresentante a complice della polizia, e deve scegliere dove indagare e con chi parlare per fermare il omicidi e forse rispondere ad altri misteri che affiorano nel processo.

Non c’è modo di aggirare il fatto che la presunzione centrale della storia suona più come qualcosa di inteso per scopi comici che un vero e proprio mistero di omicidio, e il fatto che sia possibile per il protagonista legare e persino innamorarsi di certi draghi non aiuta. Va a merito degli sceneggiatori che, invece di soffermarsi sulla stranezza del mondo dei draghi, la trama si tuffa rapidamente sia nell’elaborazione che nella creazione del cast di supporto. C’è anche il fatto che incontri specifici ti porteranno anche a scoprire altri draghi con le loro stranezze e conflitti che puoi facilmente perdere concentrandoti su altri personaggi. Non c’è assolutamente alcun modo per vedere tutti o persino ottenere uno dei finali migliori la prima volta, poiché il gioco incoraggia attivamente a rigiocare la sua campagna di circa tre ore per scoprire nuovi elementi della storia, e possibilmente anche mettere le scoperte che hai fatto nei percorsi precedenti.

Gameplay ed altro

Dover tornare indietro attraverso numerose scene che hai già letto (non c’è nessun doppiaggio di cui parlare) non è mai molto divertente, ma il gioco implementa in modo intelligente i tasti di scelta rapida per avanzare rapidamente attraverso dialoghi ripetuti e ha anche momenti incorporati in cui il gioco ti chiede se desideri saltare del tutto i segmenti lineari precedenti. Ci sono anche un sacco di opzioni di salvataggio e caricamento, con dozzine di slot manuali, diversi slot automatizzati e un singolo tasto di scelta rapida di salvataggio e caricamento rapido.

Lo sforzo messo nella scrittura purtroppo non è eguagliato dalla grafica del gioco, che è l’aspetto più debole. L’artwork del personaggio di solito sembra più qualcosa di fatto da un dilettante DeviantArt che da un artista professionista con le sue pose ed espressioni molto semplici, anche se selezionare immagini a schermo intero per mostrare eventi chiave a volte se la cavano meglio. Inoltre, mentre alcuni dei ambienti statici hanno un bell’aspetto, altri assomigliano a foto o modelli 3D con un filtro frettoloso applicato su di essi. Tra i lati positivi, la colonna sonora ha tracce più che modeste.

In conclusione

Nonostante i problemi evidenti con il suo reparto grafico mi sono comunque divertito con Angels with Scaly Wings. I fan di giochi come Ace Attorney potrebbero avere problemi con la mancanza di esplorazione effettiva e risoluzione di enigmi del gioco (ad eccezione di alcuni minigiochi a cui giochi durante determinati incontri), ma la sua storia è un bel mix di elementi fantasy e fantascientifici con alcuni colpi di scena. Non prenderà d’assalto la scena indie, ma non è come nelle intenzioni degli sviluppatori. Sembra più che sia stato creato per essere un solido diversivo per gli appassionati di giochi di avventura, e direi che l’obiettivo è stato generalmente raggiunto.

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