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Atelier Ryza 3: Alchemist of the End & the Secret Key – Recensione

Atelier Ryza: Ever Darkness & The Secret Hideout è stato il primo dell’ultima trilogia che, inquadrata all’interno della vasta saga di Atelier, ci ha portato alcune interessanti novità e, di fatto, è stato il più grande cambiamento nella saga negli ultimi anni. Raffinato nella sua formula nel sequel Atelier Ryza 2: Lost Legends & The Secret Fairy, che analizziamo anche qui su Gamersparadise.it, arriva finalmente l’ultimao capitolo. E diciamo ultimo perché, per rimanere fedeli alla regola non scritta, questa sarà probabilmente l’ultimo capitolo di questo arco prima di continuare lungo altri percorsi, e come sembrano annunciare i ragazzi di Koei Tecmo, stiamo affrontando l’avventura finale di Ryza e compagni.

La storia

Ed è che Koei Tecmo non trascura o smette di dare affetto a questa saga che, senza essere una di quelle che trascina una grande massa di pubblico all’interno del genere, se è riuscita ad avere un pubblico molto fedele abbastanza grande da giustificare non solo il lancio di episodi continui e regolari ogni anno, tra nuovi capitoli e riedizioni, ma è stato abbastanza attraente da ottenere qualcosa che non tutte le saghe ottengono, ovvero un lancio di ogni capitolo in Occidente.

Atelier Ryza: Ever Darkness & The Secret Hideout è stata una boccata d’aria fresca nel franchise, iniziando una saga con alcuni cambiamenti nel mondo e nell’esplorazione che si sono seduti molto bene e sono continuati nel suo sequel e, naturalmente, nella consegna che ci riguarda. E mentre Atelier Ryza 3: Alchemist of the End & The Secret Key è abbastanza continuista, non è esente da alcune novità come l’uso delle chiavi, menzionato nel titolo del gioco stesso, e che prenderà gran parte del rilievo. Queste chiavi saranno sbloccate durante il gioco e sarà fondamentale padroneggiare il loro utilizzo non solo in combattimento, dove ci garantiranno un sostanziale aumento delle nostre capacità, ma avranno anche una presenza nel corso della storia. Storia che, in questa occasione, ci pone sull’isola di Kurken come punto di partenza. Non ci vorranno molti progressi per mostrarci i misteri che dovranno essere svelati questa volta, quando una serie di terremoti ci fa pensare che qualcosa stia accadendo con la stabilità delle isole e del territorio, e non sappiamo se gli improvvisi attacchi di mal di testa di Ryza abbiano qualche tipo di connessione con l’origine dei problemi che affliggono le isole.

Dopo alcuni primi momenti e missioni che ci aiuteranno a prendere il controllo e le opzioni che sono alla nostra portata, avremo a nostra disposizione ciò che, a quanto pare guardando la mappa completa, potrebbe ingannarci e farci credere che si tratti di un mondo aperto. Ma, come con i suoi predecessori, Ryza 3 è un gioco diviso per zone, anche se al loro interno abbiamo abbastanza libertà di esplorazione e siamo interconnessi tra loro in modo abbastanza fluido. La mappa generale mostrerà i nomi dei luoghi a cui abbiamo già avuto accesso, ma non quelli che non abbiamo ancora esplorato in precedenza. Man mano che avanziamo, inoltre, e per evitare lunghe passeggiate per spostarci da un luogo all’altro sulla mappa, troveremo luoghi che ci permetteranno di trasportarci immediatamente da una zona all’altra abbastanza lontane.

All’interno della schermata di gioco principale ci sono diversi elementi che ci aiuteranno ad avanzare senza andare in giro senza sapere cosa fare. Da un lato, nell’angolo in basso a destra, avremo una mini mappa che ci mostrerà i dintorni e, iconicamente, i punti di interesse come luoghi di trasporto immediato, personaggi della mappa con cui possiamo parlare, alcuni luoghi di passaggio come scale o luoghi che avanzeranno la storia come obiettivi principali e, se presente, secondario. Nel caso in cui quegli obiettivi fossero lontani e fuori dalla portata di detta mini mappa, sopra avremo una bussola che indicherà anche in quale direzione dovremmo andare per trovarli e continuare con lo sviluppo dell’argomento.

Gameplay ed altro

E tutto è progettato per non perdere tempo a fare giri inutili, ma ciò non significa che il gioco non inviti all’esplorazione. Non tutti i personaggi che popolano i luoghi ci permetteranno di interagire con loro, e come abbiamo detto quelli che lo fanno, saranno indicati sulla mappa, sempre disposti a darci qualche informazione utile. Sarà anche facile lasciarsi trasportare raccogliendo materiali necessari per le nostre ricette alchemiche, così necessarie nel franchising, che possiamo raccogliere direttamente, o in altri modi come rompere contenitori come scatole o barili, e persino accarezzare gli animali che lo permettono e che ci ringrazieranno dandoci qualche oggetto. Ci saranno anche forzieri che troveremo sparsi per la mappa, e che a volte saranno in luoghi, a priori, inaccessibili anche se Ryza può arrampicarsi e nuotare attraverso aree specifiche a parte, ovviamente, camminare, correre e saltare per raggiungere superfici più alte. Se tutto questo non bastasse, nella nostra voglia di fare scorta, possiamo andare nei negozi e nei mercati in aree specifiche delle località.

I ragazzi di Gust, lo sviluppatore, hanno tenuto conto del fatto che non perdiamo tempo in compiti che non sono direttamente correlati al gioco, in modo che quando non stiamo esplorando per piacere o raccogliendo, possiamo andare agli obiettivi seguendo la mappa e la bussola e “perdendo” il minor tempo possibile in combattimento. Spesso nei giochi del genere il giocatore schiva determinati combattimenti, ma in questo caso è stato assicurato che sia le transizioni che i combattimenti stessi siano veloci e dinamici in modo da non evitarli.

Quando ci spostiamo nella schermata di combattimento, lo faremo premendo i pulsanti al momento necessario e in un ordine specifico possiamo collegare colpi e tecniche creando combo. Puoi anche passare da un personaggio all’altro nel gruppo di battaglia in qualsiasi momento. Questo gruppo sarà composto da tre componenti che costituiranno il modello di combattimento principale insieme a due membri dello staff di supporto. In totale, Atelier Ryza 3 ci offre un modello totale che può raggiungere undici personaggi nel corso della storia. Alcuni di questi personaggi che si uniranno a noi saranno vecchie conoscenze e, sebbene non sia obbligatorio aver giocato alle puntate precedenti di Ryza, renderà un gioco molto più divertente e ci permetterà di connetterci di più con loro se abbiamo vissuto quell’esperienza. Anche così, per chi è nuovo alla saga, c’è un video riassuntivo nel menu principale che sarà consigliabile guardare prima di affrontare il gioco.

Ad esempio, e senza poter considerare un budello per essere un personaggio del trio iniziale, avremo Bos Brunnen, un personaggio ben noto ma che nelle puntate precedenti era un personaggio che non controllavamo. In questa occasione ha anche subito un cambiamento di design dandogli maggiore attrattiva poiché avrà un peso maggiore in questa storia. Per quanto riguarda questa evoluzione visiva, anche Ryza ha sofferto, presentando questo terzo capitolo un Ryza adulto, sebbene mantenga la sua innocenza originale, e anche il suo caratteristico cappello, che è stato mantenuto durante i tre capitoli. Ed è che visivamente ci sono stati lievi miglioramenti ma pochi cambiamenti. Il gioco sembra molto buono, perché artisticamente mantiene lo spirito dei precedenti, aggiungendo qualche filtro di post-elaborazione e poco altro, muovendosi stabile e corretto e offrendoci bellissime stampe in diversi momenti della giornata come al tramonto o alla notte.

La musica, come non poteva essere altrimenti, mantiene lo spirito e ci ricorderà ciò che abbiamo già ascoltato finora, accompagnando perfettamente l’avventura. Il doppiaggio continua ad un ottimo livello, potendo ascoltare le voci in giapponese ma con sottotitoli solo in inglese, che è qualcosa che i nostri lettori dovrebbero prendere in considerazione, come spesso accade in questo tipo di giochi che non raggiungono un pubblico molto ampio.

In conclusione

In conclusione, Atelier Ryza 3: Alchemist of the End & The Secret Key arriva a chiudere la saga di Ryza mostrando l’affetto che lo sviluppatore ha per il personaggio. Senza essere una rivoluzione, presenta abbastanza novità per essere un gioco attraente e mantiene il resto in modo che coloro che hanno giocato i due episodi precedenti siano attratti da quest’ultimo dal primo minuto.

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