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Coast Guard – Provato

Siete stanchi della monotonia e volete sperimentare lavori nuovi? I videogiochi di simulazione tedeschi non deludono mai, in un certo senso, perché credono di simulare la realtà, e invece la reinventano. Coast Guard, prodotto dallo studio indipendente Reality Twist, ci porta a rivivere le emozioni dell’indimenticabile Woodcutter Simulator, calati però nei panni di un coraggioso uomo della Guardia Costiera. Chi non vorrebbe entrare a far parte della Guardia Costiera, dopotutto?

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Il gioco inizia come un racconto: Finn Asdair, il protagonista, vuole raccontarci la sua storia. Dice di essere un ufficiale della Guardia Costiera, e che con la nave Daniel Defoe lui e il suo team salvaguardano allegramente il mare. Ma oggi non è così, Finn è da solo. Compaiono le immagini sfocate di una stanza tetra – come se Finn si fosse appena risvegliato e fosse confuso – e udiamo delle voci, dei ricordi. Poi, dopo una citazione di Ada Christen (la versione tedesca di Agatha Christie?) c’è un salto indietro nel tempo e ci ritroviamo a inseguire come dei forsennati una nave che incendia il mare. È una nave fantasma, ed è proprio la nave su cui dieci ore dopo aprirà gli occhi il nostro protagonista. Mistero: forse l’unica nota positiva.

Sulla scia di tutti i giochi di simulazione tedeschi, Coast Guard non sembra simulare la realtà, ma la realtà virtuale, e pure con scarsi risultati. Rimarrà tuttavia estasiato chi ama disporre di più visuali: che si stia usando la nave o la motovedetta, potrete osservare il bellissimo mare da qualsiasi prospettiva: aerea, laterale, da prua e da poppa, e potrete usare Finn in prima persona. Le visuali sono selezionabili in modi diversi, il più facile è cliccando sul pulsante “Camera” di fianco a “Menù”; sul menù però non figureranno gli altri comandi, perciò per scoprirli non vi resterà che pigiare ogni tasto della tastiera. Ah, e non è possibile salvare. Se uscite e non avete completato la missione, questa ricomincerà da capo.

Buona fortuna!

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Nelle vesti di Finn saremo chiamati a svolgere le mansioni tipiche di un guardiacoste, quindi controllare movimenti sospetti, salvare le persone cadute in mare, spegnere incendi, indagare come Poirot. Da questo punto di vista Coast Guard è accurato, forse fin troppo! Gli interrogatori si caratterizzano di una miriade di domande noiose e spesso inutili. In un caso addirittura ci siamo dovuti informare sul porto di provenienza, sul nome del possessore della nave e su altri codici, dati da ripetere poi al nostro collega. Ma nonostante quest’accuratezza nella ricostruzione delle mansioni, la discreta riproduzione della nave e la trama da romanzo giallo, Coast Guard non acquista valore in quanto gioco di simulazione, perché è nel complesso noioso, grigio e pieno zeppo di difetti enormi ed approssimazioni, come ad esempio la radio, che non serve assolutamente a niente, se non a fornire un breve riepilogo della missione in corso.

Il gioco non presenta alcuna difficoltà.

Le missioni sono ripetitive e nessuna è avvincente, eccezion fatta per quella iniziale, che voleva che ci buttassimo all’inseguimento in un clima di tensione e mistero (e soprattutto di ignoranza circa quello che ci aspettava).

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COMMENTO PERSONALE

I personaggi – tutti apatici o idioti o inquietanti, o anche tutte e tre le cose – sono privi di personalità e agiscono assurdamente; per un attimo abbiamo avuto l’impressione di star guardando una telenovela.

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