Dopo Crystar, Monark e il più recente The Caligula Effect 2, FuRyu, ci propone sempre delle esperienze RPG non sempre eccellenti, ma che riescono a interagirsi con un mercato di nicchia fuori dai territori Giapponesi. Con lo sviluppo dei ragazzi di Aquria (Sword art Online: Lost Recollection), Crymachina approda su PlayStation 4 & 5, Nintendo Switch e PC.

TRAMA
“La storia risale a migliaia di anni fa dove la razza umana è stata distrutta. Otto esseri sintetici, dotati di intelligenza artificiale e conosciuti come Dei ex Machina, o Divine Machine, sono stati incaricati di redimere la razza umana. Segui le storie di Leben, Mikoto e Ami, tre E.V.E. (la psiche ricreata di esseri umani instillata in corpi sintetici), mentre vanno alla ricerca della loro piena umanità.”
Il gioco si apre con la morte della protagonista Lebel Distel che soccombe a una malattia chiamata Centryfugal Syndrome. Tuttavia, questa fine segna solo l’inizio del viaggio, perché millenni dopo la sua anima è stata impiantata all’interno di un robot dalle sue stesse sembianze, al fine di riportarla in vita. La causa di questa reincarnazione è Enoa: una robot dalle sembianze di una bambina che fa parte del progetto “Dei ex Machina” che è riuscita a impiantare l’anima della “Prescelta” in un Synthetic Frame. Per ragioni ancora ignote, l’unità Propator ha infatti previsto che la protagonista sarà la prima “vera umana” di Eden e come tale segnerà l’inizio della rinascita della nostra specie.
Una trama che ci verrà spiegata con una moltitudine di dialoghi (fulcro principale del gioco) nell’Hub centrale tra le protagoniste, che ne fa un po’ da padrone in questo titolo visto che le missioni durano all’incirca dieci minuti l’una, con molti spunti di riflessione su quello che è l’esistenza dell’uomo e sulla vita stessa.

GRAFICA & GAMEPLAY
Il videogioco presenta una serie di livelli da giocare e rigiocare per percorrere strade non esplorate in precedenza o combattere i nemici speciali che abitano ognuno di questi. Crymachina da questo punto non ha una struttura labirintica, ma con un meccanismo abbastanza diretto di esplorazione e un level design non degno di particolari lodi, permette al giocatore di concentrarsi di più sulla narrazione e meno sul gameplay. Un gameplay che invece risulta essere un action RPG abbastanza classico. Avrete a disposizione un attacco principale ed un altro attacco in grado di lanciare i nemici in aria. Oltre a questo, avrete anche diversi poteri speciali, da utilizzare per infliggere danni devastanti ai nemici.
Ciascuna delle tre ragazze impugna un’arma differente, e questo dà delle sfumature diverse al gameplay di ognuna di loro, sebbene alla fine le differenze non siano poi così tante. Gli effetti particellari, per quanto spiccano per luce e varietà, non si presentano eccessivamente definiti, con qualche pixel di troppo che emerge più di altri.
Un’altra problematica da segnalare riguarda la gestione dell’esperienza: in alcune missioni potrete scegliere liberamente quale protagonista utilizzare, ma in altre sarà il gioco a scegliere per voi. Alla fine di ogni missione sarete comunque in grado di assegnare liberamente l’esperienza accumulata tra i tre personaggi, ma proprio per via di questa struttura dovrete assicurarvi di non lasciare nessuna protagonista indietro.


