Uno dei più grandi classici dell’horror torna con un lifting che gli si addice molto. Il remake di Dead Space è all’altezza della sua eredità. Siamo i primi che tendono a diffidare dei remake, perché molte volte non apportano nessuna novità sostanziale. Se si tratta di un gioco come Dead Space, che continua a fare paura dopo 15 anni, avevamo ancora più dubbi. Ma Electronic Arts ha portato avanti un remake di Dead Space per PS5, Xbox Series X / S e PC che colpisce il bersaglio. Abbiamo spolpato per bene ogni necromorfo (e viceversa) e questa è la nostra recensione.

La storia
La storia, come l’originale, ruota attorno ad Isaac Clarke, un ingegnere che viaggia verso la stazione spaziale Ishimura, che si trovava vicino al misterioso pianeta di Aegis IV. Quella che sembrava una semplice ispezione, si trasforma in un incubo quando scopre che tutto è invaso da necromorfi, orribili mutazioni di umani di origine sconosciuta. Cosa li ha resi mostri letali? Perché tutto è accaduto vicino ad Aegis IV? E possiamo scappare da lì? Inizia così un’avventura di terrore e azione che rimane fresca e divertente come la prima volta.
Il sistema di gioco, in generale, non porta troppe novità. Gestiamo Isaac in terza persona mentre esploriamo gli intricati corridoi dell’Ishimura, armati prima di una semplice pistola al plasma e poi di armi più sofisticate. All’inizio saremo abbastanza vulnerabili ai necromorfi, ma in seguito, invertendo i nodi che troviamo in speciali banchi di lavoro, possiamo aumentare la nostra salute e la letalità delle armi. Non si tratta solo di sparare a ciò che troviamo perché Isaac è anche dotato di un “gadget” in grado di attirare la maggior parte degli oggetti, facendoli fluttuare e scagliandoli nella posizione desiderata. Questo può essere usato come arma per combattere e come mezzo per posizionare oggetti chiave in determinati luoghi.
Mentre questa “telecinesi” può essere usata illimitatamente, la nostra altra abilità, la stasi, deve essere riempita ogni volta che è possibile. Questo permette di rallentare notevolmente nemici ed oggetti (porte che si chiudono bruscamente, ad esempio) e, combinato con il resto delle abilità, aiuta a superare i numerosi enigmi del gioco: accendere/spegnere interruttori, attivare oggetti specifici, ecc. Tutto questo era già nel gioco originale, ma è vero che le armi sono state un po’ cambiate. Ora, l’intensità dei colpi è maggiore e dobbiamo essere un po’ più strategici per smembrare i nemici passo dopo passo, il che porta una tensione altissima. E no, non basterà tagliargli la testa.

Ma il principale cambiamento giocabile è nelle zone a gravità zero. Nel gioco originale potevamo solo saltare automaticamente da un punto all’altro, ma qui possiamo muoverci liberamente in quelle aree e ciò dà una sensazione di brutale assenza di peso. Non solo, ma le dinamiche danno origine a nuovi enigmi che, di fatto, sono i migliori di questo nuovo capitolo. Altri piccoli cambiamenti sono nell’interfaccia del gioco, che come ricorderai, appariva di fronte ad Isaac nel mezzo del gioco. Tutto questo viene mantenuto quando si selezionano oggetti o si cambiano armi, ma la mappa passa dall’essere 3D a una molto più chiara 2D.
E non possiamo dimenticare l’altro grande cambiamento…..
Ora Isacc parla!
Non preoccupatevi, non è che sia diventato un pappagallo, perché parla solo quando è il suo turno e il più delle volte sentiamo solo i suoi rantoli e le sue grida disperate. Intendiamoci, è divertente sentirlo urlare “merda, cazzo!” quando improvvisamente finisce le munizioni. Le voci sono superbamente doppiate in italiano, tra l’altro. L’interfaccia è diretta e semplice, un successo dell’originale che qui rimane quasi intatto. Se qualcosa non è rotto, è inutile cambiarlo, no?

Gameplay ed altro
Il grande alleato è la “linea guida” che possiamo attivare in qualsiasi momento per dirci in quale direzione muoverci per raggiungere l’obiettivo. Non solo rende comodo spostarsi in una stazione enorme ma essa può diventare il nostro unico filo di salvezza quando tutto è buio. Anche il famoso sistema di tram è stato perfezionato e ora possiamo usarlo in modo più fluido. Ora i capitoli non finiscono quando ci arriviamo, ma quando soddisfiamo determinati requisiti. Usarli di tanto in tanto è importante soprattutto per completare le missioni secondarie. Con tutti questi ingredienti, Dead Space è ancora una volta un’avventura che ispira vero terrore e vulnerabilità all’inizio, per poi accrescere gradualmente i suoi elementi action mentre “potenziamo” noi stessi.
Come nel gioco del 2008, qui abbiamo diversi livelli di difficoltà e, in modalità normale, è una sfida abbordabile, ma non facile. In effetti, è probabile che tu muoia più volte, specialmente contro i boss finali le cui battaglie sono lunghe ed intense: esse, infatti, ci richiedono di pensare su quale trucco adoperare per uccidere i boss stessi, mentre, contemporaneamente, schiviamo tutti gli attacchi dei mostri. La maggior parte del gioco mescola una difficoltà generalmente regolata per i momenti di azione con enigmi che normalmente non ti “rapiranno” troppo a lungo. Alcuni di loro erano già nell’originale, mentre altri sono stati ricostruiti sfruttando le nuove dinamiche a gravità zero. Dalla seconda metà del gioco, la difficoltà delle sparatorie cresce molto, quindi è importante esplorare a fondo per cercare oggetti di ricarica, kit medici o ricariche di stasi. Le munizioni non sono super abbondanti, anche se logicamente ci è “permesso” di perdere un colpo o due.

È anche importante investire saggiamente i nodi che troviamo nelle armi che vogliamo davvero usare o nella nostra armatura. Di tanto in tanto troviamo negozi dove è possibile acquistare armature, munizioni, kit di pronto soccorso o modificatori di armi migliori, ma tutto è, di solito, piuttosto costoso. Curiosa nelle sale per crediti e preziosi semiconduttori. Come nel 2008, abbiamo da superare 12 capitoli ed avremo bisogno di circa 11 o 12 ore per superarli, a meno che non ci divertiamo molto con le missioni secondarie. A tutto questo dobbiamo aggiungere le volte in cui morirai ma, siccome diciamo la verità, ci sono molti punti di salvataggio, quindi non perderai molto tempo a ritornare sui tuoi passi. La sua atmosfera, i piccoli cambiamenti nella storia e le novità giocabili lo rendono tale, vale la pena rivederlo nella sua interezza. Lo abbiamo fatto con piacere.
In ogni caso, c’è un’altra importante novità che non avevamo ancora inserito in questa recensione: la sezione tecnica! Logicamente, i modelli e le trame sono ora molto più dettagliati, ma ci sono anche più effetti atmosferici, con aree piene di fumo o polvere che in origine erano più “insipide”. La luce è più importante che mai, con corridoi attraverso i quali raggi sinistri scivolano tra i ventilatori, zone tremolanti che ci fanno prevedere un incontro terribile. Tutto questo influenza dinamicamente oggetti e personaggi per dare vita ad un finale che, visto sul grande schermo, lascia scioccati. Inoltre, trattandosi di un gioco di nuova generazione, include la possibilità di giocare in modalità risoluzione o prestazioni (a 60 fotogrammi al secondo). Senza fungere da precedente, ti consigliamo di giocare in modalità risoluzione per vedere tutto il più dettagliato possibile, perché l’azione rimane fluida per la stragrande maggioranza del tempo. Abbiamo giocato su PS5 e l’esperienza è molto solida.

In conclusione
Nel complesso, Dead Space è un’esperienza modernizzata altrettanto necessaria, simile a The Last of Us Part I. È ancora un must per ogni fan dell’horror, offre un’esperienza migliore rispetto all’appena sufficiente The Callisto Protocol e, in definitiva, è una gioia da giocare. Non importa se conoscevi il gioco o meno. Il remake di Dead Space è un’esperienza da provare.

