Death end re;Quest: Code Z segna una svolta audace per la serie: abbandonato il classico stile JRPG, assume le fattezze di un roguelike con forti elementi visivi e narrativi. Metti nei panni di Sayaka Hiwatari, un’IA dalle sembianze umane chiamata “Luden”, impegnata a esplorare aree chiamate Strain Area in una città alternativa, alla ricerca di persone scomparse o dispersi tra universi paralleli.

I dungeon, generati in modo procedurale, sono la linfa del gameplay: ogni tua mossa attiva un turno per gli avversari, creando tensione costante. Devi muoverti con attenzione, sopravvivere a trappole, mostri e, soprattutto, ai Death Ends — finali brutali che seguono le morti più tragiche e grafiche. Questi Death Ends non sono solo shock visivi: sono la chiave per ottenere punti abilità necessari per potenziare Sayaka e progredire.
È una meccanica radicale: il fallimento diventa risorsa, e ogni morte è un mattoncino nella tua evoluzione personale. Ma il bilanciamento può stentare. Se a difficoltà normale le morti sono rare, diventa difficile accumulare punti, portando al grind e alla frustrazione in certe fasi.

Tra le uscite dai dungeon, la città di Sagami offre riposo e strumenti utili: il Night Owl Café è dove potenzi armi e statistiche attraverso “Patch” e “Memories”, mentre la casa di Sayaka funge da hub per oggetti e richieste secondarie che aggiungono narrazione e leggera personalizzazione, come collezionabili in stile diorama.
C’è anche un simpatico contrasto visivo: i dungeon e le creature sono realizzati in chibi style, caricature che alleggeriscono l’atmosfera rispetto ai modelli realistici dei capitoli principali. Questo design suscita effetti visivi contrastanti: alcuni apprezzano la chiarezza estetica; per altri, l’impatto emotivo risulta sbiadito.
Il sistema “Reason” è un’altra trovata originale: una barra che diminuisce a ogni azione e che penalizza la tua visione o può portare a momenti di follia quando è troppo bassa. Una tensione aggiuntiva che, unita ai boss ambiziosi e alle Glitch Girls, rende ogni escursione una prova di nervi.


