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Destiny 2 – La Maledizione di Osiride (DLC) – Recensione

Con La Maledizione di Osiride, Bungie intendeva approfondire la storia di uno dei personaggi più misteriosi della saga, spesso nominato nel primo capitolo e colui che da il nome a questa nuova avventura, Osiride.

Osiride stesso viene descritto come il mentore di Ikora e come il guardiano più forte che la città abbia mai visto.

 

La nuova espansione ci lancia subito in una spettacolare introduzione, il compito di questo DLC è quello di sistemare i buchi di trama, sia quelli del primo capitolo, che quelli di quest’ultimo. Oltre al fatto di tratteggiare un sistema di progressione più bilanciato.

Lanciandoci sul nuovo pianeta Mercurio, Osiride stesso apre le porte alla sua storia e sul suo esilio dalla città. Ossessionato dalla minaccia Vex, decide di studiare la loro tecnologia spingendosi oltre le proprie capacità e comprensioni.

Durante l’intro di questo capitolo, Sagira, spettro di Osiride, viene spedita su Mercurio in cerca di aiuto. Colpita e disattivata viene trovata dagli Occulti di Ikora, squadra speciale di quest’ultima, dando il via al nostro viaggio e alla ricerca di Osiride.

Arrivati sul pianeta, scopriremo importanti rivelazioni sui Vex, apparentemente già conosciute alle alte sfere dei Guardiani, ma tenuto nascoste fino ad ora. I Vex, con la loro tecnologia avanzata, hanno studiato tutto il pianeta dando vita a una macchina in grado di cambiare a proprio piacimento tutta la realtà, anzi, più realtà contemporaneamente.

Questo calcolatore, chiamato ‘Foresta Infinita’, serve ai Vex per calcolare quali possano essere le possibili realtà e possibili futuri. Su Mercurio, infatti, oltre a quelli già incontrati nel primo capitolo, vi saranno presenti anche altre razze di quest’ultimi e ciò ha allertato Osiride, che fino a quel momento era impegnato nelle sue ricerche alla Foresta Infinita.

Il sospetto principale ricade però sul fatto che i Vex abbiano trovato una configurazione spazio-tempo in cui la loro dominazione sia totale. E noi Guardiani saremo chiamati per far luce su tutto questo, con l’aiuto di un adoratore e capo della setta dedicata ad Osiride, ovvero Fratello Vance.

Come accennato precedentemente, il nuovo pianeta Mercurio si presenta al nostro arrivo con un’enorme Piramide centrale e con una miriade di colonne e blocchi che faciliteranno la nostra copertura per tutta la permanenza nel mondo.

Durante le missioni principali, ci verrà offerta anche una visione più antica del mondo, come era prima dell’avvenuta dei Vex, con distese enormi di prateria e un pianeta fiorente, distrutto da quest’ultimi per dare vita alla Foresta Infinita, che si mostrerà a noi in modo ripetitivo e abbastanza scadente come design per un DLC.

COMMENTO PERSONALE

La campagna di questa espansione ci permetterà anche di tornare in zone già esplorate precedentemente durante il gioco base, ma questo non lo salva dall’essere un degno DLC come il precedente capitolo (basti pensare al Casato dei Lupi o All’Oscurità del Profondo).

Se vi aspettate una campagna che parli esclusivamente di Osiride, vi sbagliate.

Osiride si presenterà a noi solo all’apertura di questo capitolo, mentre per il resto lo troveremo solo sottoforma di ologrammi creati da lui stesso per comprendere e studiare al meglio la tecnologia Vex.

Complessivamente lo reputo un buon DLC, ma non al prezzo che viene messo in commercio. La durata, la varietà e quello che ci propone non rispecchia le mie personali aspettative. Un inizio travolgente e stratosferico, per poi pian piano perdersi nella ripetitività e nella scarsità di idee e contenuti, consigliato solo a chi è veramente amante della saga Bungie e a chi gioca totalmente a Destiny 2.

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