L’ombra di Portal è lunghissima, e se lo raccontano le decine di titoli che hanno provato ad adottare la sua formula giocabile, e perché non dirlo, la maggior parte senza grande successo. E non stiamo più parlando della meccanica del portale, ma di quella struttura di piccole stanze con enigmi in cui progredire poco a poco, complicando via via gli enigmi e aggiungendo un po’ di senso dell’umorismo.

Il gioco
Dont touch thi button! viene a unirsi a questa tendenza, non nel copiare portali o nel teletrasporti, ma nel presentare al giocatore una serie di stanze consecutive con puzzle di difficoltà crescente, relegando l’intera trama possibile a un senso dell’umorismo onnipresente in ogni puzzle, sebbene in questo momento senza IA nemica coinvolta, ma basata su messaggi scritti che ci daranno o no indizi sulla risoluzione di ogni stanza.
Quindi, non abbiamo una trama che ci assiste a questa successione di stanze. In ognuno dovremo premere un pulsante per aprire la porta che conduce a quella successiva, anche se ovviamente non tutto sarà così semplice come sembra. In effetti, le cose si complicano e si animano in parti uguali, primo perché si stanno aggiungendo diversi livelli di complessità interessanti, e secondo perché tutti gli indizi consistono nel cercare di confondersi e dirci esattamente il contrario di ciò che dovremmo fare.
Questi tentativi di farci cadere nelle trappole diventano l’attrazione principale della proposta. Nella prima stanza vedremo solo un pulsante e la porta chiusa, e il messaggio che dà il nome al gioco: <>. Logicamente lo toccheremo per aprire la porta, ma da qui in poi assisteremo a quella sfilata di messaggi truffaldini, all’inizio molto evidenti (nella seconda stanza ci sono due pulsanti e il messaggio dice che premiamo quello giusto, ovviamente il quello corretto sarà quello di sinistra) ma a poco a poco davvero criptico e suscettibile di farci cadere nelle trappole di spuntoni, laser o qualsiasi bellezza che la stanza in questione nasconda.

Gameplay e altro
Giochiamo in prima persona e abbiamo poche azioni, tranne premere pulsanti, raccogliere scatole che poi lanceremo nella direzione desiderata e qualche altra azione successiva. E non troveremo nemici, ad eccezione di un potente boss finale che fornisce un’importante pausa giocabile rispetto a ciò che stavamo facendo prima di raggiungerlo. Né sarà un’avventura particolarmente longeva, con poche decine di livelli che supereremo presto a patto di usare la logica e dedicarci a pensare con la testa.
Tecnicamente è un gioco umile, con scenari clone che variano solo nella struttura e nel design delle trappole, e un sistema di collisione un po’ scadente, che a volte ci farà perdere vite senza molto significato, anche se fortunatamente abbiamo vite infinite e riappariremo all’istante in caso di calpestare una trappola.

In conclusione
Come gioco che simula questa struttura nel gameplay che Portal ha reso di moda, non è affatto male, e lo abbiamo anche a un prezzo abbastanza abbordabile, oltre a trofei e tutto ciò che già sappiamo sui tipici giochi pubblicati da Ratalaika Games. Chi è alla ricerca di un puzzle game impegnativo potrebbe dargli un’occhiata, anche se la difficoltà non è così alta come in altri rivali del genere.

