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Dreaming Sarah – Recensione

Dreaming Sarah è un divertente platform di avventura indie creato dallo studio brasiliano Asteristic e pubblicato su Steam nel lontano 2015. Come Ratalaika ci ha insegnato, è possibile rispolverare bei titoli di anni fa e portarli sulle console di nuova generazione come PS5. Ispirato al surreale gioco d’avventura Yume Nikki, Dreaming Sarah accompagna i giocatori in un suggestivo viaggio a 16 bit attraverso il mondo dei sogni di una giovane ragazza che è in coma e sta cercando di svegliarsi. Sebbene non sia rivoluzionario, Dreaming Sarah offre esattamente ciò che si propone di fare ed è un’esperienza divertente e stravagante per i fan dei giochi di avventura della vecchia scuola.

Il gioco

A differenza del suo predecessore spirituale, Yume Nikki, che presentava una vista dall’alto, Dreaming Sarah è un gioco di avventura a scorrimento laterale, e progettato in modo da rendere il mondo di gioco difficile da navigare, non attraverso ostacoli o combattimenti, ma con mappe abbastanza elaborate che si spingono in entrambe le direzioni ed a volte tornano indietro su se stesse. Questa non è in alcun modo un’esperienza di “gioco su rotaie” a cui molti giocatori moderni sono abituati (e viziati). Richiede esplorare il mondo con pazienza e attenzione, raddoppiare spesso e cercare di ricostruire qual è il passo successivo. In questo modo, il gioco fa un ottimo lavoro nel non nutrire manualmente il giocatore e costringerlo a vivere un’esperienza più prolungata di esplorazione, confusione, smarrimento e scoperta.

Quando inizi per la prima volta una nuova partita in Dreaming Sarah, ti svegli semplicemente in una terra straniera e devi capire le cose da solo. Mentre vaghi per i tuoi dintorni strani e inquietanti, a volte ti imbatti in oggetti che puoi usare o personaggi come boscaioli e pirati con cui puoi interagire. Anche quando trovi un oggetto speciale o scopri una nuova persona che ti parla, raramente è subito chiaro cosa dovresti fare. Gli enigmi sembrano risolversi organicamente dopo ulteriori esplorazioni, molti raddoppi e tentativi ed errori.

Gameplay ed altro

A causa della natura vaga e labirintica del gioco, mi sono ritrovato a dover sopportare un po’ di frustrazione iniziale nel dover fare spesso avanti ed indietro per tutta la mappa senza viaggi rapidi o scorciatoie, alcune volte dimenticando anche la strada per come contorta è la mappa. Una volta che abbiamo abbracciato lo spirito nostalgico del gioco, tutte le frustrazioni sono svanite.

Uno degli elementi migliori di Dreaming Sarah è la musica di Anthony Septim. La colonna sonora del gioco può essere descritta come sognante, ambient, trip-hop a 16 bit, che crea una miscela perfetta di atmosfera misteriosa, nostalgia e un tocco moderno ben realizzato. Le tracce funzionano bene come musica di sottofondo, ma salgono anche in primo piano con ritmi e pause intriganti che sono abbastanza interessanti da essere notati ma abbastanza contenuti per fluire perfettamente con il gameplay. La musica incredibilmente ben fatta è una parte importante del motivo per cui dedicare del tempo a esplorare a fondo il mondo di gioco è una gioia piuttosto che una noia.

In conclusione

Se ti piacciono le esperienze di gioco nostalgiche e non ti dispiace un gioco che ti permetta di capire tutto da solo, ti divertirai a giocare Dreaming Sarah. L’esperienza durerà solo poche ore, ma con una bellissima pixel art, un dolce protagonista, musica di prim’ordine, livelli ben progettati e alcune sorprese da batticuore, varrà la pena.

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