Nella nostra recensione di Ghostrunner per PC, PS4, Xbox One e Nintendo Switch vi diciamo cosa pensiamo di questo curioso gioco di parkour e azione, in cui gestiamo un cyborg in un violento mondo cyberpunk, dove dovremo mostrare grandi riflessi, abilità e una precisione maniacale per uscire dai pericoli che ci aspettano. Qui ci aspetta un interessante mix di generi e giochi che ci ha ricordato alcuni classici, come Mirror’s Edge per il ruolo del parkour nel suo sviluppo, Dark Souls per la quantità di volte che vai a morire o Cyberpunk 2077 per la sua ambientazione marcata e protagonista con gli impianti. Ma, sebbene abbia cose da tutti loro, Ghostrunner è molto di più ed è un gioco con una propria identità.

Il gioco
Ghostrunner ci trasporta in un mondo futuristico e tecnologico in cui l’umanità è sull’orlo dell’estinzione. I sopravvissuti resistono a malapena in una torre gigantesca, dove una struttura di potere tirannica li tiene sotto un giogo di ferro e fuoco. È qui che entriamo, nella pelle di un cyborg che si sveglia senza ricordarsi molto bene chi è, e con una voce che parla direttamente alla sua testa, dandogli istruzioni sui suoi prossimi passi, perché le forze di sicurezza della torre ci stanno inseguendo con l’intenzione di eliminarci. Non racconteremo molto di più sulla storia, che senza essere la cosa più interessante di Ghostrunner, dalle prime battute fa capire chi è il cattivo, e stravolge il suo sviluppo con colpi di scena inaspettati, personaggi misteriosi come L’architetto e siamo di fronte a nemici di complessità crescente. La cosa migliore è arrivare al gioco conoscendone il meno possibile, anche se come si dice, la storia, senza sbagliare, non è la caratteristica per la quale ricorderete il gioco, e infatti, a volte, sembra che funzioni parallelamente all’azione, come se volesse interferire solo con ciò che è giusto e necessario e in momenti specifici. Diremo solo che la nostra missione è salire sulla torre del Dharma, l’ultima roccaforte dell’umanità, scoprendo lungo la strada chi siamo veramente e migliorando le abilità del cyborg, e confermando chi sono i nostri alleati e nemici durante tutto questo viaggio.
Quando si tratta di catalogare il genere, il modo migliore per definirlo che viene in mente è che Ghostrunner è un platform d’azione che richiede una precisione chirurgica dal giocatore. Il parkour è una parte centrale del suo gameplay ed è essenziale per superare i 17 livelli che compongono l’avventura. Così, grazie ad un semplice comando, dal primo minuto ci vedremo correre e saltare tra i muri, scivolare a terra sotto i tubi o usare un “impulso” per darci una piccola spinta in qualsiasi direzione, senza dimenticare un gancio per raggiungere i punti di presa. Tutto, in livelli a sviluppo lineare. Combinare tutte queste azioni in una corsa vertiginosa e letale è il nucleo su cui si basa Ghostrunner, ed è forse l’aspetto che più ci ha ricordato le avventure di Faith in Mirror’s Edge (il controllo è simile, con un pulsante per il azioni come saltare e afferrare e un’altra per scivolare), mentre evitiamo laser, muri elettrificati, afferriamo e ci lasciamo trasportare da binari, evitiamo cadute in abissi o getti di fuoco e altri ostacoli, mentre utilizziamo risorse come i droni per raggiungere determinati punti di livello. Ma non solo quello.
L’altra gamba di questa danza acrobatica della morte che Ghostrunner propone è l’azione: con la nostra katana dobbiamo tagliare i nemici ma non è un normale gioco d’azione, in cui dobbiamo premere un pulsante. Si tratta di eseguire l’attacco, insieme al resto delle azioni, al momento giusto, con precisione millimetrica per evitare colpi e attacchi, altrimenti finiremo morti e ripartiremo dall’ultimo checkpoint. Perché la morte, come in Soulslike di FromSoftware, è un elemento in più di Ghostrunner. In ogni momento vale la regola “un colpo, una morte”, sia per i nemici che per noi, quindi devi essere estremamente cauto, abile e veloce, per evitare i colpi e attaccare i nemici prima che lo facciano.

Analisi del gameplay e altro
Il problema è che i nemici tendono ad essere molto precisi con i loro colpi, anche quando non sono nel nostro campo visivo, e questo per non parlare dei boss finali, di cui non abbiamo la più pallida idea di come batterli. Inizia il combattimento e lo scoprirai morendo ancora e ancora. Ci sono circa una dozzina di nemici diversi, ciascuno con armi, routine e qualità uniche, che vanno dai soldati di base che sparano colpi singoli, a quelli armati pesanti che lanciano raffiche, ninja, nemici che ci attaccano solo con attacchi in mischia. corpo, o varianti di alcuni di essi che saranno protetti da uno scudo il cui nodo energetico dovrà essere prima distrutto. Anche scoprire come affrontarli e quando entrare nella dinamica dei movimenti quando ci si sposta attraverso i livelli fa parte della grazia del gioco e della vertiginosa danza mortale che ci propone. Lo sviluppo è lineare, ma ci sono momenti in cui possiamo scegliere l’ordine, o come affrontare un’area.
Come ti abbiamo già avvertito, preparati, perché in Ghostrunner morirai molto. La prima volta che affronti alcuni livelli è facile cadere più di 200 volte, anche se come abbiamo visto durante questa recensione, non devi aspettare un secondo per tornare in azione. La rigenerazione all’ultimo checkpoint è praticamente istantanea, il che non interrompe il ritmo del gioco e inoltre c’è quasi sempre un punto di salvataggio prima di una zona di conflitto. Fortunatamente abbiamo alcuni aiuti e abilità che ci permetteranno di avere maggiori possibilità di riuscire in ogni lancio, come la già citata abilità dell’impulso (che rallenta il tempo per spostarci lateralmente o in avanti per evitare un proiettile o raggiungere una sporgenza per un momento che non abbiamo raggiunto), oltre ad altre quattro abilità che sbloccheremo man mano che progrediamo. Queste abilità extra ci permettono di uccidere più nemici contemporaneamente, lanciare un attacco di energia con il filo della nostra spada o rilasciare un’ondata di energia contro i nemici vicini con la nostra mano cibernetica, per citarne alcuni e i loro possibili usi. E non è l’unica cosa che possiamo sbloccare durante l’avventura.

Ghostrunner ha anche un curioso sistema per personalizzare le abilità del cyborg, che, come le abilità, sbloccheremo man mano che avanziamo attraverso la torre. Questo sistema è chiamato pannello di calibrazione ed è una griglia in cui possiamo posizionare pezzi in stile Tetris. I primi tre quarti della griglia sono bloccati, oltre ad avere quattro nodi o buchi sui quali non possiamo mettere nulla. Ognuno di questi pezzi ha una forma diversa e occupa un numero diverso di fori nella griglia, ma rappresentano tutti un’abilità, dal vedere il contorno dei nemici più chiaramente (localizzarsi mentre ci si muove ad alta velocità può essere difficile) ad avere una seconda spinta. Mettere insieme questi pezzi, nel più puro stile puzzle, ci consentirà di avere più abilità e, per inciso, renderà più facile per il gioco adattarsi maggiormente al nostro modo di giocare.
Da parte sua, la trama tecnica e visiva di Ghostrunner non è da meno: è un gioco che, senza grande clamore, entra attraverso gli occhi, anche per quel design pulito che, come dicevamo all’inizio, ci ha ricordato tanto Mirror’s Edge. Per quanto riguarda gli elementi ricorrenti come i cavi differenziano le aree attraverso le quali possiamo avanzare, sebbene non sia un gioco particolarmente impegnativo dal punto di vista grafico. Il doppiaggio in inglese fa il suo dovere senza andare nell’eccellenza ( non c’è n’era neanche bisogno) e da noi, il gioco arriva con sottotitoli in italiano al prezzo budget di 29.99 euro.

In conclusione
Detto questo, la nostra opinione di Ghostrunner è chiara: è un gioco impegnativo, con il classico schema di gioco “muori e ripeti” che può frustrare molti, ma quando fa clic e si connette con il giocatore, può diventare un’esperienza molto soddisfacente. Se ti piace questo tipo di sfida, competere per vedere chi è il più veloce nello stile “speedrun” o sei semplicemente innamorato dell’estetica cyberpunk, hai molti motivi per avvicinarti a questo titolo, ma sappi che la morte ti aspetterà, sempre e comunque.

