Se dovessimo chiedere a un gruppo di veterani nostalgici quali titoli ricordano con più affetto dell’era arcade, sicuramente una buona percentuale di loro chiamerebbe Ghosts’ n Goblins, l’intramontabile gioco Capcom che usava la sua difficoltà come principale fonte di affermazione, come oltre a un design artistico indimenticabile. Come dimenticare Sir Arthur e le sue imprese in mutande? Bene, è ora di rimasterizzare non solo quel titolo, ma anche il suo sequel, in un cocktail esplosivo che servirà a dimostrare che i classici non muoiono mai.

Il gioco
Ghosts’ n Goblins Resurrection è una rivisitazione completa dei primi due capitoli del franchise, con un design artistico rinnovato e modernizzato, con una maggiore accessibilità per coprire un maggior numero di giocatori, ma senza dimenticare quella difficoltà infernale che ci farà perdere centinaia di vite e diverse paia di slip per arrivare alla fine dell’avventura. Ed è che Ghosts’n Goblin era la pura essenza delle sale giochi, una macchina che ingoiava monete e ci permetteva di giocare pochi secondi prima di farci mangiare la polvere, ma benedetta difficoltà, perché ci ha fatto migliorare come giocatori e ottenere il meglio di noi per cercare di superare la sfida in ogni nuovo tentativo.
Il nostro eroe è diventato un punto di riferimento nel settore, un onorevole cavaliere in armatura scintillante, che potrebbe perderla al primo impatto nemico, per continuare a combattere in mutande e stai aspettando di recuperare l’armatura per avere quel “tocco” in più di vita. È così che abbiamo incontrato Sir Arthur, la cui amata principessa Prin Prim è stata rapita dalle forze del male, poiché apparentemente il suo sangue reale era la chiave per scatenare il male supremo. Non è stato necessario percorrere una serie di scenari afflitti da nemici in procinto di evitare la catastrofe, e per inciso regalarci alcune delle fasi più memorabili della storia dei videogiochi, con una OST che fa già parte della memoria collettiva.
In questa nuova versione, torniamo su quell’argomento, affrontando una sorta di reimmaginazione dei primi due titoli del franchise, ovvero sia Ghosts’n Goblins che Ghouls’n Ghosts. E lo fa in modo abbastanza originale, proponendo una modalità storia con cinque livelli, in cui possiamo scegliere la biforcazione per affrontare diverse varianti dello stesso livello, varianti appunto che rispecchiano i livelli del primo o secondo capitolo, rendendo un totale globale di sette livelli in realtà.

Gameplay e altro
La prima cosa che salta all’occhio è il completo restyling visivo, con tutti gli elementi disegnati a mano grazie al talentuoso Uichirou Murata, che trasforma questo classico in una delizia grafica, per non parlare di una colonna sonora che torna più forte che mai reinventando le grandi canzoni che non abbiamo smesso di canticchiare nella nostra infanzia. Allo stesso modo, il gameplay rimane intatto, ma allo stesso tempo introduce succulente novità per rendere il gioco un po’ solo un po’ più accessibile, se vogliamo essere chiari, visto che ovviamente possiamo goderci la diabolica difficoltà di passato in tutto il suo splendore. Sir Arthur continua a controllarsi in modo piuttosto impegnativo, con un salto la cui direzione non può essere cambiata in aria, che costringe a calcolare ogni salto al millimetro, per non cadere dove non dovremmo, come scogliere, letti di spuntoni o altri luoghi inospitali.
Il tiro di Arthur continua ad essere in quattro direzioni, quindi scordatevi di sparare in diagonale, e ovviamente avremo il compendio di armi dell’originale, ognuna con i suoi vantaggi e svantaggi, visto che la più potente ci costringerà ad attaccare a brevi distanze, giocando per il benessere della nostra preziosa armatura. I livelli sono lineari come sempre, ma ricchi di aree segrete e collezionabili per migliorare il nostro cavaliere. Per quanto riguarda la difficoltà, puoi aspettarti di morire ogni quattro passi che facciamo, ma vengono aggiunti diversi livelli di difficoltà che variano la quantità di colpi necessari per perdere completamente l’armatura, o il numero di punti di controllo distribuiti dal livello. Ma attenzione, perché finire il gioco alla difficoltà più bassa, chiamata paggio, bloccherà l’accesso al famoso “secondo round” del gioco, che si sblocca vincendo il gioco nel resto dei livelli di difficoltà, e ci sfida a tornare per superare i livelli in una variante più oscura e impegnativa, al fine di ottenere il finale autentico dell’avventura.

Uno degli aspetti più interessanti di questa rivisitazione è l’incorporazione di un albero delle abilità, con il quale possiamo ottenere miglioramenti permanenti e magie per Arthur. Il modo per avanzare in questo albero sarà quello di raccogliere alcune fate luminose sparse e nascoste attraverso i livelli, che servono come punti da spendere nell’albero, e ottenere così le preziose magie classiche, come il fulmine che spara in quattro direzioni, o anche la possibilità di trasportare più armi equipaggiate contemporaneamente, potendo alternarle ogni volta che vogliamo. Quindi, la magia in questa Resurrezione di Ghosts’n Goblin non si sblocca con l’armatura d’oro, come avveniva nell’originale, ma con l’albero delle abilità, anche se ovviamente detta armatura è ancora presente nell’avventura e ottenendola possiamo ottenere un ulteriore impatto sulla salute.
La durata è piuttosto elevata, non tanto per il numero di livelli, sette in totale, ma per quanto sarà tremendamente difficile superarli, figuriamoci nella modalità “Ombra”, quella versione alternativa oscura di essi. Ecco perché è difficile trovare una cifra di durata media, dal momento che i veterani potrebbero riuscire a superarla con meno fatica di un neofita della saga, che sicuramente troverà estremamente difficile fin dall’inizio. Ma se c’è qualcosa in Ghosts’n Goblin Resurrection, è che ci invita a giocarci ancora e ancora, provando decine di volte quel frammento di fase che ci soffoca, e il gioco sarà in grado di rilevare se stiamo morendo troppo spesso in una zona, e ci inviterà persino ad abbassare il livello di difficoltà se vogliamo.

In conclusione
L’aggiornamento è notevole e Capcom è riuscita a offrire un aspetto grafico all’altezza delle aspettative senza perdere un briciolo di quella freschezza giocabile d’altri tempi, rendendo questo Ghosts’n Goblins Resurrection un must per qualsiasi fan del genere, qualsiasi nostalgico, qualsiasi veterano e, insomma, praticamente chiunque ami i videogiochi.

