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LawBreakers – Recensione

Con la sua idea di sparatutto in terza persona, Cliff Bleszinski, insieme al team di Epic Games, perfezionò e definì le meccaniche di gioco più rappresentative e utilizzate dello scorso decennio. Il gameplay alla base della lotta contro le locuste di Gears of War fu un vero e proprio game changer, una rivoluzione in grado di indicare la strada a un’intera generazione e segnare profondamente un genere.

LawBreakers propone al videogiocatore ben nove classi distinte, e ottimamente bilanciate, che dispongono di una gamma di armi e abilità uniche, utili per adattarsi ai diversi stili di gioco presenti nel titolo oltre che alle singole capacità del giocatore.

Non aspettatevi una caratterizzazione dei personaggi in puro stile Blizzard, la direzione artistica di LawBreakers è, purtroppo, una tra le più grandi debolezze di questo titolo che ci presenta il mondo di gioco, rigorosamente post apocalittico, in maniera sbrigativa e poco approfondita, indugiando però sugli scontri tra le due fazioni; i giocatori saranno infatti suddivisi in due squadre di cinque eroi – Law contro Breakers.

In Lawbreakers tutto è votato al Gameplay e al minimalismo, cercando di valorizzare totalmente le sue meccaniche frenetiche da sparatutto vecchia scuola. Una scommessa decisamente difficile da vincere, soprattutto se raffrontata al panorama videoludico odierno e alla scelta di abbandonare la formula Free To Play inizialmente prevista da Boss Key Productions.

Ci ritroveremo ad affrontare dei match 5 contro 5 all’interno di quattro modalità “team oriented” che, pur provando ad inserire degli elementi diversi nelle meccaniche di gioco oramai canoniche per gli FPS, si ispirano ai classici “Cattura la Bandiera” e “Controllo”.

Una volta scelta la tipologia di partita, e il proprio personaggio, ci si ritroverà immediatamente nel vivo dell’azione ed è qui che, nei primi minuti di gioco, si percepirà che le innovazioni inserite dagli sviluppatori potrebbero davvero donare freschezza ad un genere oramai consolidato ma che il vero “tallone di Achille” dell’intero impianto di gioco, è l’incapacità di renderle impattanti considerevolmente per il Gameplay, non riuscendo totalmente a renderlo unico nel suo genere.

Poche ore dopo l’inizio della vostra carneficina, sarete già in grado di muovervi agevolmente all’interno delle sette mappe presenti nel titolo (ben strutturate e di dimensioni generose), così come avrete già un quadro chiaro e preciso delle nove classi e dei loro pregi e difetti.

Il mondo di Lawbreakers è stato devastato da una catastrofe improvvisa, cosa che ha portato un’alterazione della gravità in alcune zone specifiche.

Le mappe di gioco sfruttano questa idea per proporre scontri ancora più dinamici, dove i nemici possono sostanzialmente prendervi di mira a trecentosessanta gradi.

Molte delle nove classi presenti possono sfruttare a proprio vantaggio alcuni colpi per continuare a rimanere sospesi in aria ma c’è anche un’altra novità, sottovalutata dai più, che consente di sparare all’indietro alla cieca per darsi un’ulteriore spinta.

Ovviamente con i razzi si possono eseguire rocket jump strepitosi, ma anche le semplici mitragliette aumentano la vostra velocità a gravità zero.

Purtroppo questa meccanica risulta molto meno efficace nelle zone normali, dove sparare all’indietro senza guardare non porta quasi mai i risultati desiderati, mancando completamente di efficacia.

Usciti da queste aree speciali però, Lawbreakers si comporta come un qualsiasi altro shooter arena, ponendosi a metà tra la velocità di Quake Champions e i movimenti più compassati di Overwatch.

COMMENTO PERSONALE

LawBreakers riesce nella difficile mossa di distanziarsi dagli esponenti più casual del genere, per concentrarsi su un gameplay basato sulla meritocrazia e sull’abilità personale. Molti sparatutto, in particolare quelli competitivi, hanno con il tempo sviluppato delle meccaniche che, vedi per la potenza delle abilità o per il poco bilanciamento generale, garantivano anche al giocatore meno avvezzo al genere alcune uccisioni o buone partite.

I ragazzi della Boss Key Productions invece hanno voluto puntare su un sistema basato esclusivamente sulle capacità personali, fornendo al giocatore diverse abilità che per quanto utili non saranno mai decisive. Velocità di movimento, mira e gioco di squadra sono infatti le parole chiave di questo titolo.

Il Netcode è davvero stabile e ottimamente curato. La possibilità di spostarsi quasi istantaneamente fra un server e l’altro (potendo scegliere la regione con il Ping più basso) rende le partite completamente prive di Lag e permette di limare, parzialmente, il tempo di attesa del matchmaking pre partita che, a causa della poca affluenza all’interno dei server, risulta più lento rispetto ad altri titoli più famosi.

Resta indubbio che, per popolare Lawbreakers, Cliff Bleszinsky, e il suo team, dovranno proporre costantemente nuovi contenuti e aggiornamenti per poter permettere al titolo di fuoriuscire dalla nicchia nella quale rischia di rimanere al momento.

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