Appena ho avviato Miami Hotel Simulator, mi sono sentito catapultato in una versione solare e caotica di Hotel Tycoon, con un’estetica brillante, vibe estive e quel pizzico di follia gestionale che non guasta mai. Il gioco ti mette nei panni di un giovane albergatore alle prime armi, con l’obiettivo di trasformare un hotel decadente nel cuore di Miami in una struttura scintillante pronta ad accogliere turisti da tutto il mondo.

Il titolo
La prima fase è tutta dedicata alla ricostruzione: ripulire stanze, sistemare impianti, sostituire vecchi letti e rifare le aree comuni. In poco tempo, ti ritrovi a gestire una struttura in crescita, dove ogni stanza ha esigenze specifiche, ogni ospite ha le sue richieste, e tutto va ottimizzato: dal personale alla lavanderia, passando per vending machine e aree ricreative. Ma il vero cuore del gioco è la modalità cooperativa: in due (online o locale) il ritmo si fa frenetico, ma anche molto divertente. Mentre uno gestisce reception e prenotazioni, l’altro pulisce, decora, assume o si occupa delle migliorie. È caotico, sì, ma in quel modo soddisfacente che ti spinge a fare “un’altra giornata” prima di spegnere.
Il gameplay gira attorno a un ciclo semplice ma efficace: soddisfa i clienti, migliora la reputazione, reinvesti i guadagni e amplia l’hotel. C’è una componente di personalizzazione molto carina che ti permette di rendere ogni piano unico, con decorazioni, colori, e perfino profumi ambientali. Puoi anche uscire a fare commissioni nella città circostante, acquistare arredi o trovare pezzi rari da rivendere. Questo tocco “open world urbano” dà un po’ di respiro tra una giornata di gestione e l’altra.

Gameplay ed altro
Tecnicamente il gioco è ben realizzato, con una grafica stilizzata e colorata che riesce a rendere tutto molto leggibile. Le animazioni non sono da tripla A, ma funzionano, e il titolo è abbastanza leggero da girare fluidamente anche su configurazioni medie. Qualche glitch c’è – come clienti che si bloccano, oggetti che scompaiono – ma niente che rovini l’esperienza complessiva. Il sonoro è rilassante e coerente con l’ambientazione, con musichette lounge e il sottofondo urbano della Miami simulata.
Va detto che dopo qualche ora si inizia a percepire un po’ di ripetitività, specie se si gioca in solitaria. Manca ancora quel guizzo di varietà o di progressione più profonda che potrebbe tenere incollati più a lungo. Ma se preso come un gioco “cozy” o da giocare in compagnia, riesce perfettamente nel suo intento.


